NON ABBIAMO CONSIGLI DA DARE, MA COSI’ NON SI VA LONTANO

Sette partite non sono tante per leggere un campionato, ma sono sufficienti per capire che qualcosa non va e che, in un modo o in un altro si dovranno trovare dei rimedi.

Individuare le responsabilità di questa situazione è un esercizio fine a se stesso che ci interessa solo in maniera marginale, quello che vorremmo è che si trovassero i giusti rimedi per non compromettere una stagione.

Cinque punti dopo sette partite costituiscono un bottino che non può preoccupare il tifoso perché se è vero che il calcio non è un’equazione algebrica è altrettanto vero che in questo sport la matematica ti condanna o ti premia.

Nessuno insegue la Coppa Uefa o la Champions, sappiamo per definizione che anche quest’anno la Robur dovrà lottare fino all’ultimo secondo per la salvezza, ma sono le difficoltà che incontra la squadra che hanno innalzato il livello di preoccupazione.

E’ evidente che, al di là delle rispettive posizioni, qualcuno ha sbagliato e/o sta sbagliando e sarebbe opportuno che i diretti interessati, società e tecnico, capissero – e velocemente – quali potrebbero essere le soluzioni adatte per migliorare una classifica che comincia a preoccupare una tifoseria che ieri ha dimostrato tutto il proprio dissenso.

Come è nel suo sacrosanto diritto. Il tifoso non può indirizzare le scelte di mercato o quelle tecniche, ma può esprimere il proprio parere – a meno che non verrà fatta una legge per vietare anche questo – sul prodotto che gli viene offerto. E ad oggi il prodotto Siena non è dei migliori.

La squadra ha delle difficoltà, non sappiamo se strutturali o di conduzione, di certo non da l’impressione di essere all’altezza del compito a cui è chiamata e questo al di là del grande impegno che ognuno mette in campo quando viene utilizzato.

Purtroppo è iniziato un film già visto, due posizioni contrapposte che spesso portano ad un punto di non ritorno

La società ha più volte ribadito per bocca del presidente e del direttore sportivo che la rosa è competitiva e ha le potenzialità per raggiungere l’obbiettivo della salvezza.

L’allenatore non sembra essere sulla stessa lunghezza d’onda e lo dimostra con i fatti attingendo tra i nuovi arrivati con il contagocce.

Dove è l’equivoco? Chi ha ragione?

Ognuno ha una propria idea e se questa situazione è riuscita a dividere la tifoseria tra chi attribuisce le maggiori responsabilità alla società e chi all’allenatore, nel contempo l’ha compattata in un unico solo pensiero: così non si va da nessuna parte.

Questo è il punto su cui ragionare, questa la posizione da cui partire per capire gli eventuali errori e trovare le relative contromisure, questo è quello che chiedono i tifosi.

Negare quello che è sotto gli occhi di tutti, fare finta che non esista una diversità di vedute tra la società e il tecnico è estremamente pericoloso e ci auguriamo che questo sia il tema dell’incontro che si dovrebbe svolgere a Roma domani.

Non sta a noi trovare la soluzione, ma il diritto di critica, costruttiva come abbiamo sempre fatto, nessuno ce lo può negare ed è quello che facciamo, senza isterismi e senza consigli da dare.

E’ giunto il tempo di capire se ci sono stati e quali sono gli errori commessi, da una parte e dall’altra e da qui ripartire cercando, magari, di limitare i danni in attesa della finestra invernale del calciomercato. (Nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online