Lettere

15/05/16 19:00 | Ponte e la Signora Durio. Ci scrive Andrea Sordi
Ponte e la Signora Durio. Ci scrive Andrea Sordi

Pensavo di poter tornare a scrivere per dare il benvenuto alla Signora Durio, invece siamo ancora qui a discettare ed a tremare sulle sorti della Robur. Mah!

Ovviamente non sappiamo come stanno realmente le cose, ma di due situazioni siamo certi e sicuri: la erraticità di Ponte e la presenza dell’Avv. Amato.

Ponte è quello che quindici anni orsono scatenò una “bagarre”  incredibile perché intendeva acquistare le famose quote di Pastorello, alla fine, dopo una sceneggiata napoletana in salsa svizzera, se ne andò sbattendo la porta ma con un sontuoso premio consolatorio. In fondo era quello che voleva! Ci furono diversi tifosi che sostennero il buon diritto di Ponte perché presunto perseguitato dal Palazzo, peraltro incline ad individuare un sicuro seguace del “pensiero unico”.  Scelsero De Luca: male per il Palazzo, bene per il Siena!

La sintesi del compromesso di acquisto tra Ponte e Durio fu la comparsa dell’Avv. Amato che si presentò come nuovo Direttore Generale (….e le norme sulla professione?) venuta per tagliare spese inutili e per rimettere sul binario della correttezza un bilancio in via di deragliamento. Ed allora? Allora la domanda è la seguente: ma se c’è una garante della contabilità, di cosa si mercanteggia?

Ponte è sempre il solito; delle due l’una: o è o ci fa!

Basti pesare che pretendeva che una primaria azienda petrolifera, tra i main sponsors del Napoli, accettasse una piccola presenza sulla maglia del Siena, corrispondendo una cifra doppia rispetto a quella versata nelle casse azzurre.

Ora ci ha divertito abbastanza con le sue mille verità e la sua dialettica che, attenzione, non è conseguente ad una scarsa padronanza della lingua italiana, ma…..

Penso che la sua ora di salutarci sia definitivamente venuta, se insiste non lo ricorderemo neanche con un sorriso di educazione, ma solo con una smorfia di fastidio!

Forse i mie ricordi di diritto sono impastati con il buon senso ovvero con quello che sarebbe sempre meglio fare o la legge prevedere, ma io, se fossi, la Signora Durio acquisirei le quote del Siena pari al versamento eseguito (su questo siamo sicuri, vero?) e poi mi divertirei a proporre ed eseguire aumenti di capitale come se piovesse! La conseguenza? Primo farei versamenti, e non pagamenti, “nel mio” e poi costringerei la controparte, se vuole stare al tavolo, a darsi una bella frugata in tasca. I pagamenti li farebbe la controparte e non certamente io, diversamente bona…..

 

Andrea Sordi

 
02/05/16 14:04 | Il protrarsi dello squallore
Il protrarsi dello squallore

A Siena sono passati un po' di mesi addietro alcuni giovanotti che hanno detto di saper giocare al calcio. Qualcuno li ha ingaggiati.
Purtroppo, secondo me, è' stato consumato un delitto nel permettere loro di indossare la gloriosa maglia della ROBUR SIENA ed iscrivere questa cosiddetta squadra al campionato di Lega Pro.
Chi ha visto il Siena perlomeno negli ultimi 15-20 anni non può non essere "schifato" di questo stato di cose; ancor più lo sarà chi segue la squadra da un maggior numero di anni quando la domenica, sottraendo tempo alla famiglia, si recava al "campo" per vedere la Robur.
Il buon De Luca si sarà rivoltato nella tomba molte volte di fronte a queste prestazioni.
Non vedo l'ora che cessi questo scempio e augurandomi che la nuova proprietà faccia pulizia, spero di poter tornare a vedere ragazzi che si impegnano e sudano, che vincano o perdano è secondario.
Al momento è più confortevole vedere dei ragazzini nei campi di San Miniato o qualche partitella scapoli-ammogliati.
Un tifoso sconvolto ma non rassegnato.

Tony il Barese

 
19/04/16 21:33 | Ci scrive Andrea Sordi
Ci scrive Andrea Sordi

E’ difficile, arrivati a questo punto, salvare e/o perdonare qualcuno tra i c.d. artefici di questo campionato.

Poteva essere, forse, ma non lo è stato, sicuramente!

Sembrava che si potesse prendere il direttissimo per tornare nei piani nobili, invece siamo montati su un accelerato che, oltre a fermarsi a tutte le stazioni, ha trovato il modo di rallentare, sbuffare ed arrestarsi qua e la perché i guasti erano sempre in agguato.

Abbiamo gettato alle ortiche una’occasione più unica che rara! Errori di programmazione, scelte sportive molto discutibili, comunicazione irritante hanno fatto da substrato ad una stagione da dimenticare al più presto.

A breve dovrebbero essere gettate le basi per una nuova annata sportiva; i predicati nuovi proprietari sono accreditati di aver già avviato i necessari contatti per non ripetere le insostenibili situazioni già vissute con allenatori scelti dopo cervellotiche ricerche, giocatori convocati in massa per avviare una doverosa selezione da incerti direttori sportivi.

Con ogni probabilità, però, dovremo assistere ad una nuova metodica operativa che, purtroppo, ci costringerà a veder arrivare a Siena una nuova frotta di giovanotti di belle speranze che si differenzieranno da quelli di quest’anno perché scelti da altri soggetti. E’ probabile che, con quelli futuri, arriveremo ad almeno novanta nuovi giocatori, facendo anche alla fine di questo campionato “tabula rasa” del passato.

Temo, ma sarei ben felice di sbagliare, che possa essere veramente difficile vedere in casacca bianconera atleti di indiscusso valore per la categoria, ci dovremo rassegnare a vedere “prospetti” più o meno interessanti probabilmente individuati da una dirigenza sportiva e tecnica, indiscutibile sotto il profilo morale, cui la categoria, tuttavia, gli è sempre “stata grande”.

Forse, ripensandoci, potremmo tornare ad abbracciare qualche attore della grande vittoria del campionato di Serie D: appunto Serie D!

Che vi devo dire? A me continuano a ronzare nelle orecchie le parole di un Giovin Signore che nel corso di una intervista trovò il modo di ricordarci che, in fondo, la storia del Siena era stata scritta quasi esclusivamente in Serie C.

La verità fa male, molto male, il tifoso ha bisogno di sognare perché altrimenti si torna ai tempi del mai dimenticato Mascagni che telefonava agli amici perché sottoscrivessero qualche abbonamento.

Stiamo a veder disse il cieco!

Andrea Sordi


 

 
10/04/16 18:35 | Prevenire è meglio che curare
Prevenire è meglio che curare

Da diverse settimane ormai serpeggiano tra i tifosi della Robur dei sospetti circa alcuni risultati particolari. Sicuramente questi sospetti sono semplicemente frutto di un finale di campionato talmente indegno sul piano delle prestazioni da esasperare anche i tifosi più miti; siccome però è meglio avere paura che buscarne, potrebbe essere utile che la società si tutelasse fin d'ora da eventuali future responsabilità oggettive e conseguenti penalizzazioni. Il danno c'è già stato, evitare la beffa è nell'interesse sia della vecchia che della nuova proprietà.

G. E.

 
25/03/16 12:37 | questo campionato è un palio dei ciuchi. Ci scrive Andrea Sordi
questo campionato è un palio dei ciuchi. Ci scrive Andrea Sordi

La partita di ieri sera ha confermato quanto siamo andati dicendo da tempo: questo campionato è il Palio dei Ciuchi!

Il Pisa è una squadra modesta, come modesta è la Robur. In un campionato di C di qualche hanno fa saremmo retrocessi a Natale, sia i bianconeri che i neroazzurri.

E’ ovvio che cresca il rammarico, è ovvio che ciò che poteva essere un traguardo onorevole sia divenuto, invece, una sorta di “Collina del Disonore”.

La Robur è una squadra senza anima, con errori e lacune tecniche paurose. E’ forse concepibile una squadra senza attacco? E’ forse concepibile una squadra senza centrocampo? Bene la squadra del Presidente Ponte è tutto questo ed altro ancora!

Mi è venuto a noia mettere in fila i colpevoli di questa sciagurata annata, animata da personaggi da operetta.

Trovo veramente non più commentabili certe affermazioni del tipo “….con il pubblico avremmo vinto….”, “…..abbiamo investito più di quattro milioni….”. Se mio nonno avesse avuto le ruote sarebbe stato un carretto, mi viene da rispondere.

E’ stato sciattato un “monte” di tremilacinquecento abbonati ed una potenzialità di oltre cinquemila presenze medie; il prossimo anno chi andrà a fare la fila sotto il sole per confermare l’abbonamento?

Questo è l’altro grande fallimento di questo campionato!

A tale sciagura commerciale, conseguente a quella tecnica, fa seguito quella gestionale.

Va bene che dopo “l’affaire” MPS, Siena ha dovuto rivedere tutte le sue opzioni, ma non mi si dica che tutti, dico tutti, sono stati sordi alle richieste di collaborazione. A Siena e provincia ci sono aziende di prima grandezza ed altre ugualmente importanti. Sono state contattate? Sono state coinvolte in un progetto prospettico che desse loro il giusto risalto? Cosa si è fatto per lo sponsor?

Sono un paio di anni che poniamo queste domande e ci vengono offerte le solite risposte stonate ed arruffate.

Per cortesia si taccia una buona volta! Si abbia un po’ di decoro!

Nessuno ha obbligato nessuno a fare, ma quando si decide di fare si fa sul serio e per bene!

Buona Pasqua a tutti.

Andrea Sordi  

P.S. Un piccolo ringraziamento a Gattuso, ha saputo trovare belle parole!

 
14/03/16 13:53 | Lettera di Andrea Sordi al presidente Antonio Ponte
Lettera di Andrea Sordi al presidente Antonio Ponte

Carissimo Presidente Ponte,

sento il dovere morale di ringraziarLa per le Sue iniziative a favore della Robur.

La incontrammo la prima volta con il famoso 40-40-20, e fu subito “B”. C’era voluto mezzo secolo per uscire dal pantano della “C” e con il Suo contributo coronammo quel sogno. Si dice che nella battaglia del post Pastorello Lei abbia trovato conforto in una sontuosa liquidazione. Io non mi scandalizzo, non credo ai Mecenate; se esistono, sono eccezioni e non sempre positive!

E’ tornato in soccorso del Siena quando anche l’ultimo beneficato  bottegaio le aveva voltato le spalle. L’ha presa, l’ha fatta rinascere da zero, l’ha riportata in un campionato meno offensivo della “D”.

Aveva un sogno: andare “di filata” in “B”, non l’è riuscito. Grazie lo stesso, anche per aver messo in ordine i conti!

Ma dopo tanto miele, ora deve avere la pazienza di sorbire anche un po’ di amaro.

Le premetto che non sarò tenero.

Credo che la contestazione di ieri pomeriggio sia legittima e doverosa (…. l’avessimo fatta con tale ruvidità in altri momenti!).

Legittima, perché la tifoseria bianconera, sempre più ristretta, (l’aveva notato?) non ha la campanella al naso e capisce perfettamente quando le cose non vanno, non possono andare e non andranno.

Non vanno se gli organi tecnici affermano una cosa e la dirigenza un’altra, non possono andare quando i conclamati “giocatoroni” altri non sono che ex atleti ovvero personaggi modesti in cerca d’autore: rapida, infatti, la loro uscita di scena.

Non potranno andare se, allontanato un allenatore, accusato di non essere in grado di centrare la promozione diretta, viene ingaggiato un altro il cui “cursus honorum” non è certo rassicurante. Il tutto condito da una rivoluzione tecnica, dettata da esigenze di bilancio!

Doverosa, infine, risulta la contestazione dal momento in cui sembrano cogliersi dinamiche tutt’altro che rassicuranti. Ad esempio la sconfitta con il Tuttocuoio, allucinante per il modo in cui si è verificata e preoccupante per le presunte motivazioni, è apparsa inaccettabile e non scusabile per il totale disinteresse agonistico di chi andò in campo.

Che dire del secondo tempo di Carrara? della partita di Rimini ovvero di quella interna con il Santarcangelo? E di Macerata e Foggia che dovremmo aggiungere? Si parla di cinque incontri dove abbiamo incassato la bellezza di 17, diconsi diciassette, reti!

Non sussistono, dunque, i motivi per riflettere criticamente sulla conduzione tecnica?

Non esistono, anche, fondati dubbi che la Famiglia Materazzi non sia stata all’altezza del compito assegnato?

E’ di tutta evidenza che l’arroccamento su posizioni indifendibili La espone a contumelie ed offese. Giuste o sbagliate che siano, potevano essere evitate con la dovuta intelligenza, che non Le manca, e la necessaria flessibilità che, invece,  sembra difettarLe.

Mi creda, non penso minimamente che la vittoria di ieri abbia risolto i problemi: è una pecetta e nulla più. Sabato a Roma potremo essere ancora in balia della solita confusione tecnica e tattica, riconoscendo, così, una caratura all’avversario di turno molto più importante di quella che realmente ha.

Mi duole dirlo ma questa squadra e questa conduzione tecnica (….Famiglia compresa!) non è più credibile!

Come non è credibile questo stallo dirigenziale con certi personaggi che non sanno né parlare, né tacere!

E’ doveroso pensare al futuro, ma le minestre riscaldate non sono buone neanche all’ECA (più volgarmente la mensa dei poveri)!

La saluto con stima e gratitudine, anche se non posso condividere sempre il Suo modus agendi.

Andrea Sordi.

P.S. non è sempre vero che i Senesi sono accidiosi e quindi rancorosi nei confronti di chi fa e/o agisce. Magari, fosse così! Avremmo salvato il “Monte” e la Città tutta. Il dramma vero che i più sono servili verso il potere e non già “….. ribelli ai tiranni….”.  Ma questa è un’altra storia!

 

 
10/03/16 14:00 | La pazienza è finita da tempo. Ci scrive Andrea Sordi
La pazienza è finita da tempo. Ci scrive Andrea Sordi

Ho chiuso il collegamento al secondo gol del Foggia. Non possiamo subire una rete come quella! Neanche nelle partite “scapoli – ammogliati” si commettono errori (?) tecnici come quelli perpetrati in quella occasione. A tutto c’è un limite, di fronte all’indecenza almeno un sussulto d’orgoglio!

Non conosco il motivo dell’attuale squallore, la dirigenza? Il tecnico? la squadra? Non credo che ci sia una sola causa, ma l’insieme di molteplici situazioni che si sono andate incancrenendo, imputridendosi e distruggendo quel poco o quel tanto di buono che è stato fatto.

Ponte è persona con molti meriti (se non c’era lui…..), ma ha il difetto di rovinare quello che costruisce con una comunicazione per lo più incomprensibile e con un’alternanza o contraddittorietà di decisioni che prima sconcertano, poi fanno arrabbiare. Poi abbiamo la “Famiglia” Materazzi, ci è stata fatta grazia del meglio…., che, nel corso dell’estate, in mezzo a quell’andirivieni di giocatori, puntò forte e giurò sull’assoluta qualità di alcuni atleti su cui sarebbe stata costruito il Siena del futuro. Di quelli non è rimasto neanche uno e non proprio perché c’era la fila per ingaggiarli!

Quindi l’allenatore , il primo, insomma Atzori. Che dire? Inadeguato? Sfortunato? Incomprensibile?  Se né andato, insalutato ospite, tra i “meno male” o “finalmente” dei più che, tapini, non sapevano ancora cosa sarebbe successo di lì a poco.

E’ stato chiamato Carboni. Non conoscendolo, sono andato di corsa a consultare Wikipedia. Ho sperato, fino all’ultimo, che fosse uno scherzo. Sicuramente costerà poco, certo visti i precedenti……. appunto!

La squadra appare impostata sul principio “vorrei ma non posso”, e questo è tollerabile, mica tutti sono Creso! A ben vedere, però, non sembra neanche ben costruita. Ad occhio e croce mancherebbe “quello che la butta dentro”, ma anche quello che crea l’occasioni e sicuramente anche un “play maker”, come si dice nel basket. Ma allora la “Famiglia Materazzi” che cosa ha fatto? Va bene che i soldi sono pochi, ma questo non vuol dire che se per fare il minestrone ci vogliono le zucchine, compro le fave perché costano meno! O no?

Ma ora veniamo alle soluzioni per uscire da questo pantano putrido.

Ponte e la “Famiglia” se ne dovrebbero andare a fine stagione, molti dei giocatori in carico dovrebbero tornare alle loro società di appartenenza. Ma la dirigenza e la squadra intera non possono essere dimissionati in corso d’opera. Allora si può ( no, si deve!) sgombrare il Mister, tanto uno meglio di lui lo si trova anche seduto su una panchina alla Lizza, ma anche la “Famiglia” che l’ha portato, come ha portato certi fenomeni che pensavamo non potessero esistere!

Tutto ciò per il rispetto che si deve ai 3.500 tifosi che, a scatola chiusa, si sono abbonati, ad una città che, seppur deturpata e spogliata dai soliti noti, continua ad essere una realtà di prima grandezza in molti campi, ed a quella Dignità ed Onestà che è stata calpestata e brutalizzata.

La pazienza è finita da tempo!

Andrea Sordi

 

 
09/03/16 02:06 | Indegni!!!!! Lo sfogo di Stefano Causarano
Indegni!!!!! Lo sfogo di Stefano Causarano

Ora basta, credo che in ogni cosa ci sia un limite oltre il quale non sia lecito andare e quegli individui che indossano la maglia della Robur, hanno oltrepassato questo limite. Indegni di indossare la maglia, indegni di avere un solo tifoso allo stadio, indegni di ricevere il Fedelissimo d'oro. Degni solo di essere presi a calci in culo! Forse bisognerebbe fare come hanno fatto i tifosi del Foggia, altro che storie ... questi non sono giocatori, sono solo persone che si devono vergognare nei confronti di una città che li ha accolti come da nessuna altra parte sarebbe successo.
Sono completamente sdegnato.
Scusate lo sfogo

Stefano Causarano

 
02/03/16 17:46 | Domenica una giornata importante. Ci scrive Andrea Sordi
Domenica una giornata importante. Ci scrive Andrea Sordi

Domenica scorsa, a mio modesto modo di vedere, è stata una giornata importante per il Roburrone nostro. Il risultato del campo è stato confortante, le dichiarazioni dei nuovi “padroni” ancora di più.

Andiamo al campo.

Appartengo a quei pochi, ovvero a quei tanti che non ci capiscono un piffero nel calcio, che è convinto che il mercato di gennaio non abbia prodotto particolari falle nello scafo bianconero. Chi è andato via, come mi è capitato di sottolineare altre volte, non ci ha lasciato in “braghe di tela”, l’unica assenza pesante è quella di Sacilotto, non adeguatamente compensata. Per ora Saba, il presunto sostituto, ricorda più quell’ingombrante televisore tedesco anni ’80 che non un aggraziato e talentuoso “midhalfer” brasiliano. Per il resto la squadra di oggi, lira più, lira meno, vale quella di inizio campionato. Sicuramente è più giovane, sicuramente è meno esperta, ma, vivaddio, più motivata, ovvero…. dovrebbe! Se il campo, invece, ci mostra solamente ragazzotti svogliati ed impauriti dal “Franchi” (non hanno idea cosa volesse dire, qualche anno fa,  il Rastrello arrabbiato!), forse sarebbe stato opportuno valutare attentamente la scelta del sostituto di Atzori, e fare rotta su “motivatori” veri. Ricordo personaggi come Di Chiara e, soprattutto,  Beppe Papadopulo che riuscirono laddove nessuno avrebbe scommesso un quattrino. Il secondo è stato particolarmente “recidivo”, ci ha, addirittura, portato in A e, non contento, ci ha salvato nel massimo campionato!

Dunque partita confortante proprio perché, nonostante la monumentale diversità di qualità di gioco, di motivazione e di autostima, siamo riusciti a mettere il famoso granello di sabbia nell’ingranaggio perfetto che è la SPAL, squadra che gioca insieme da almeno due anni e costruita per vincere i campionato. Non certo come noi che in due anni abbiamo visto calpestare l’erba del Rastrello da non meno di una sessantina di giocatori, gestiti da ben tre allenatori diversi! Si poteva e si doveva vincere il campionato? Beh, sognare non costa nulla! Ovvero…… chiedere a Ponte!

Ed ora andiamo dietro la scrivania.

Quando l’aria ha cominciato a “puzzare di cacio” e le chiacchere (…. noi senesi in questo siamo maestri) stavano iniziando ad andare fuori controllo, dai poggi della Liguria e dalla ridente Bogliasco (Bogiasco per chi ha frequentazioni genovesi) è scesa la famiglia Durio-Trani che, con grande garbo e cortesia, ma anche con grande pragmatismo tutto “zenese”, ha pensato bene di rimettere le cose a posto e, più che altro, a ridefinire il ruolo degli attori di questa “piece”. Cosa non da poco! Poi hanno parlato del domani dividendosi i compiti: la Sig.ra Durio (la Mamma) concentrando l’attenzione sulle problematiche infrastrutturali ed amministrative/economiche, il Sig. Trani, il Figlio, su quelli meramente tecnici. Ambedue sono apparsi preparati e concreti. Non ho colto promesse roboanti (….. sarà il mio cognome?), non ho rilevato strizzatine d’occhio o ammiccamenti vari. Per ora le ruffianerie sono rimaste in anticamera! Comunque, conoscendo la gente di “Zena”, mi aspetto più scontrosità che sorrisi di maniera, più silenzi che chiacchere inutili, più attenzione alle “palanche” che inutili “pottate”. Poi, poi, questa è stata la mia esperienza, quando le cose saranno chiare- ovvero quando ci saremo conosciuti davvero – è possibile affermare che avremo trovato degli amici veri.

I giornali parlano della Sig.ra Durio già all’opera. Chi vuole fare calcio a Siena deve risolvere una volta per tutte il noto problema.

A proposito, dimenticavo una cosuccia da nulla, la Famiglia Durio – Trani ha valicato il Bracco per portare le “palanche” e non per intascare i “sanesi”, come, invece, era di moda fino a poco tempo fa.

Hai detto scansati!

Comunque…. “chi vuol esser lieto sia, che di doman non v’è certezza”!

Andrea Sordi

 
23/02/16 13:58 | Ci scrive Andrea Sordi
Ci scrive Andrea Sordi

Ringraziato Morgia, ma non rimpianto, abbiamo iniziato a fare i conti con Atzori, allenatore di alte credenziali, ma forse sfortunato (…. sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato!) e per questo preliminarmente discutibile.

Il campo, poi, ci ha detto che la sua storia pesava come un macigno: troppo legato a chi, un tempo, era stato il suo faro, troppo impaurito di subire sconfitte per impostare una squadra con un gioco spregiudicato ed offensivo. Questi timori gli sono stati fatali. Al suo posto è stato chiamato Carboni.

E qui si entra nel difficile e nel complesso. Infatti, alla luce delle ultime prestazioni del Siena, definire Carboni un allenatore di calcio mi sembra avventato, possiamo dire che ha saputo proteggere, nel momento dei trambusti societari,  il gregge affidatogli, ma quando, superati tali eventi, doveva mettere in campo una squadra che si facesse riconoscere per uno straccio di gioco, l’uomo si è smarrito, ha pasticciato, ha confuso il cavolo (diciamo così!) con le quarantore, insomma ha perso di totale credibilità di fronte al suo pubblico.

Ora è facile definirlo inadeguato, forse sarebbe stato più opportuno rileggere la sua recente storia per capire che non poteva essere colui che avrebbe saputo rimettere le cose a posto.

Dopo l’esperienza Atzori, mai completamente amato e, probabilmente, stimato, sarebbe stato opportuno affidare i “giovanotti” a qualche personaggio di sicuro spessore o carisma, in grado di surrogare la loro possibile mancanza di…. attributi, ovvero a qualche meno esperto nocchiero ma che avesse avuto il bianconero della maglia sociale come seconda pelle.

No, con tutto il rispetto per la persona, Carboni non può restare alla guida del Siena!

Ora, per onestà intellettuale, dobbiamo fare anche l’analisi logica dei limiti della truppa roburrina.

A parer mio sembrano più dei buontemponi che degli atleti, non corrono, dopo una corsetta, che un arzillo pensionato farebbe con sicura disinvoltura, si bloccano in cerca di ossigeno ovvero si mettono, sfiniti, le mani sui fianchi come massaie al mercato. All’inizio del campionato non mi preoccupai pensai ad una preparazione particolare e feci mio il principio che in campo deve correre più il pallone dei giocatori. Nel Siena di oggi anche la sfera è abulica!

Forse la truppa bianconera non era e non è, dopo la cura dimagrante di gennaio, “lo squadrone che tremare il mondo fa”. Questo lo si sapeva, certe dichiarazioni di possibili immediati trionfi apparivano più “pii desideri” che concrete certezze, ciò non di meno li accoglievamo con lo stesso piacere con cui durante il freddo inverno (… quello di una volta!) si trangugia una grappa: riscalda il cuore, ma non scaccia il freddo.

Non credo che l’uscita di Bonazzoli sia stata una sciagura, non mi sembra che Avogadri avesse raggiunto livelli tali da rimanere nel cuore dei tifosi. Lo stessa dicasi di Mendicino arrivato con fanfare e tamburi, poi…..L’unico che veramente manca è Sacilotto.

La nostra è una squadra al pari di molte altre di questo strano e modestissimo  campionato, comunque non talmente debole da essere presa a pallonate dal Tuttocuoio, oppure salvata dal portiere della Lucchese o “scherzata” dal Rimini e da Santarcangelo.

Per favore, chi  ha il potere, faccia qualcosa di intelligente!

Grazie

Andrea Sordi


 

 
15/02/16 15:53 | Ci scrive Carlo
Ci scrive Carlo

Concordo pienamente con quanto ha scritto Sordi (oltretutto con un italiano leggibilissimo.. e di questi tempi..). Molto modestamente vorrei aggiungere due parole, ovvero: le due ultime vittorie sono dovute a) due papere del portiere della Lucchese. b) un tiro della domenica nella partita di coppa.
O no?
Personalmente  non vedo nessun cambiamento positivo nella sostituzione dell'allenatore.. anzi!! La squadra resta sgombra di schemi e alla perenne ricerca di coesione e voglia di fare. Irritante e compassata più rivolta alla noia che ad uno straccio di gioco.
Speriamo bene ma ho dei dubbi fortissimi.

Carlo Fontana 

 
15/02/16 13:45 | Ci scrive Andrea Sordi
Ci scrive Andrea Sordi

Il giorno in cui finirà questo campionato, credo che saranno veramente pochi i tifosi bianconeri che ricorderanno il tutto con una qualche soddisfatta nostalgia.

L’unica partita ben giocata, con una tattica logica e gli automatismi apparentemente studiati è stata quella di Pisa, da lì in poi lo spettacolo è tornato ad essere modesto, se non irritante.

Con Atzori in panca l’unica preoccupazione era non prenderle, da qui un assurdo gioco orizzontale lento e compassato, nel quale l’azione gol risultava un accadimento imprevisto e, per assurdo, forse neanche voluto. Insomma, si dava perfetta applicazione del pensiero di “Giuanin” Brera che sosteneva il pareggio a reti inviolate essere la perfezione del calcio.

Fuori Atzori, dentro Carboni.

Il gioco è divenuto più verticale, ma la qualità non è cresciuta. Di gol continuiamo a farne con il contagocce, in compenso riusciamo a “cuccare” delle scapaccionate che levano il pelo!

E’ di tutta evidenza che, indipendentemente al Mister di turno, questa squadra ha dei problemi. Sicuramente non è stata ben costruita, le fondamenta sui cui è stata edificata non sono risultate affatto solide ed il conseguente ed atteso sviluppo disarmonico. La cura dimagrante cui, poi, è stata sottoposta non credo che abbia portato danni, ha solo risolto alcuni degli equivoci di fondo.

Prendiamo la partita di ieri: il Rimini, squadra certamente non eccelsa, ha mostrato una parvenza di gioco razionale e forse anche logico. Discreta è risultata la velocità, accettabili le geometrie a centrocampo (…. quasi sempre con palla a terra), attenta la difesa e determinato l’attacco.

Noi, di contro, abbiamo espresso trame lentissime, fatte di passaggi approssimativi ed affidati a palloni alti e sconclusionati. La difesa è apparsa incerta, per non dire altro, e l’attacco inesistente. Forse agli attori sono state affidate parti non adeguate, forse ci sono interpreti che potrebbero starsene comodamente seduti in platea senza che lo spettacolo decada (.. anzi!), forse, vista la compagnia di teatranti, andrebbe scelto un copione più semplice nel quale le partiture siano definite e chiare. Per dirla in modo inequivocabile, sarebbe il caso, tanto per fare un esempio, di giocare più vicini o stretti in modo tale che certe distrazioni frutto dell’età vengano compensate dal più vicino e, speriamo, più attento compagno.

Lo spettacolo, come ho già detto, è modesto e nemmeno lontano parente di quanto abbiamo goduto nei giorni dell’abbondanza, peraltro non lontani nel tempo e per questo non sublimati dalla nostalgia. Il dissenso è dunque normale: il mugugno, il fischio o l’imprecazione l’inevitabile conseguenza. I ragazzi ci rimangono male? Allora sanno come comportarsi! Anche chi dirige l’orchestra, però!

 

Andrea Sordi

 

 
02/02/16 19:23 | Ci scrive Andrea Sordi commentando l'esito dell'assemblea dei soci
Ci scrive Andrea Sordi commentando l'esito dell'assemblea dei soci

Abituati a vederci rappresentati da bancarottieri e da grandi evasori fiscali, appare strano e sorprendente che qualcuno assolva alle sue obbligazioni con puntualità e precisione ….svizzera!

Abituati a dialogare con cialtroni e farabutti vari il comportamento di Ponte appare eroico, forse è normale, ma la normalità in questo paese è l’eccezione, come l’onestà.

Per me Ponte non è un eroe, ma una persona corretta e come tale va salutata.

Ora la Società. è “in bonis” non corre rischi, gli spettri più foschi sembrano allontanarsi. E’ ovvio che la certezza assoluta non esiste, nessuno può darci sicurezze per domani, figuriamoci per domani l’altro!

Ribadisco un concetto: Ponte, non vendendo, ha fatto ciò che doveva fare, l’avessero fatto altri personaggi non avremmo vissuto certe tristi esperienze; saremmo ancora lassù ad incavolarci perchè l’arbitro di turno ha mostrato la solita nauseante sudditanza verso le squadre di sempre.

Invece siamo in terza serie e dobbiamo cercare di scappare al più presto. Sarebbe allucinante tornare ai tempi di Max Paganini.

Certo è che qualche sassolino dalle scarpe va tolto. Mi riferisco sia alla conduzione tecnico/sportiva che a quella commerciale.

Sotto il primo aspetto è di tutta evidenza il fallimento del mercato estivo. Sono stati ceduti ovvero si sono svincolati tutti quei personaggi a noi, non conoscitori del contesto, presentati come punti di riferimento o veri lussi della categoria. Il campo, al contrario, ci ha parlato di ex giocatori o di soggetti non assolutamente in grado di fare la differenza, ma, addirittura, neanche di raggiungere la sufficienza.

La speranza, ora, che non si siano commessi di nuovo gli stessi errori. I romani dicevano “errare humanum est, perseverare diabolicum”, non credo sia necessaria la traduzione.

Il problema commerciale, poi, a mio modesto vedere è di primaria importanza. In aggiunta alla mia reiterata richiesta di riempire il Rastrello di pubblicità (….. va bene anche il cartellone del macellaio! Non facciamo gli schizzignosi!), credo che vada ricercata una vera sinergia con le imprese del territorio ( ce ne sono, cene sono…, basta perderci tempo e lisciarle per il verso del pelo!), non solo per ottenere sponsorizzazioni più o meno ricche ma per condividere un percorso di crescita e di collaborazione.

E’ ovvio che quando vedi che una grande azienda con sede a Siena, riempie di pubblicità il Franchi di Firenze, sponsorizza il Prato ed a Siena “se la cava” con un cartellone, vuol dire che qualcosa non torna.

Forza Presidente visto che è stato così “svizzero” nel pagare, sappia essere anche “napoletano” sotto il profilo commerciale.

Forza Siena, Forza la Robur.

 

Andrea Sordi


 

 
30/01/16 19:23 | Preoccupate riflessioni. Ci scrive Andrea Sordi
Preoccupate riflessioni. Ci scrive Andrea Sordi

La logica,  forse la prudenza, consiglierebbe di attendere la conclusione del calciomercato, prima, e la fatidica data del 2 febbraio, poi, prima di lasciarsi andare ad analisi e giudizi su questo spezzone di stagione.

Sinceramente ho visto abbastanza. Forse neanche l’arrivo di Borja Valero a centrocampo e di Higuain in attacco, unito all’ingresso nel capitale sociale di qualche magnate russo, arabo o americano ecc. ecc. mi farebbe rivedere il giudizio, ovviamente non propriamente lusinghiero, di quanto avvenuto fino ad oggi.

Lo spettacolo posto in scena è stato un sorta di commedia degli equivoci, durante la quale si dice si per dire no, oppure no per affermare il si.

Dopo una gestazione tanto lunga quanto “curiosa” (comunque in linea con l’anno precedente!), si perviene alla nomina della direzione tecnica ( …..leggasi anche allenatore), che ci parla, insieme al nostro “Conducator”, di “consolidamento della categoria” ricorrendo a calciatori giovani ma di grande prospettiva.  Probabilmente tali dichiarazioni non sembrano essere state concordate con l’allenatore che, da Castel del Piano, tuona la sua scarsa propensione ad allenare le “giovanili”. Nelle more, con più o meno ragione tecnica, non viene confermato nessuno della stagione precedente, avviando una sarabanda di giocatori o presunti tali da scegliere per affrontare il campionato. Non so quanti baldi giovani siano passati dall’Amiata, non mi stupirei che avessero superato la cinquantina!

Comunque alla fine dei salmi la squadra è fatta, ohibò i dati anagrafici ci dicono però che è tra le più anziane del girone! Allora?

Allora, i tifosi bianconeri tornano numerosi ad abbonarsi (i terzi di tutta la Lega Pro e tra i primi se fossimo ancora in serie B). La squadra non “gira”, appare lenta ed impacciata, il gioco involuto e chi doveva essere il tanto decantato faro dell’attacco e la sicura guida del centrocampo non sembra proprio all’altezza.

Nel frattempo il vecchio Rastrello, che così tanto appetiti sembra sollecitare, viene addobbato con salottini e nuovi sedili con i colori della Robur. Mentre si fa il “maquillage” alo stadio torna a farsi concreta e pressante  la ricerca di ingressi di spessore nel corpo sociale, sempre però all’insegna del “voi mettete i soldi ed io comando”.

Ci aveva provato Lucchesi ad entrare nel Siena, ma è finito a Pisa, ed i pisani non si lamentano!

Qualche altro “grande nome” (che non gode della mia personale “simpatia”) ha fatto dei tentativi, il “Trombaio” della Bassa Milanese, sembrerebbe respinto con perdite, della Signora di Rapallo, visto che ha chiamato Morgia alla sua corte, non si hanno più notizie, c’era l’Avvocato, forse un Notaio, perché un Ragioniere darebbe noia?  Insomma mentre si finisce con un “patto di riservatezza” che vuol dire tanto, ma potrebbe anche non dire nulla, si inizia una sorta di liquidazione dei giocatori. Forse erano tanti, ma potrebbero diventare pochi! Mentre la coperta si accorcia, gli altri, i concorrenti,  comprano i piumoni! Della serie meglio aver paura che….morire di freddo!

Certo è che se la domenica si dichiara di voler salire direttamente in B ed il lunedì si svincolano o ci cedono quei giocatori contrabbandati come indispensabili per la vittoria finale, qualche perplessità potrebbe nascere.

Il tifoso verrebbe allora dibattuto dal valutare pessima o, quanto meno, discutibile la conduzione sportiva della società ovvero dal credere a certi spifferi che ci riporterebbero a films già visti e che speravamo di relegare negli angoli più remoti della memoria.

Non mi soffermo sul cambio di allenatore. Atzori non mi aveva fatto saltare, come si dice a Siena, Carboni non lo conosco. Sinceramente avrei preferito altre soluzioni, per le quali il bianconero è una seconda pelle!

Alla fine di questa rapida analisi è doveroso porsi la domanda: c’è qualcosa da salvare? Il mio timore è che ci sia veramente poco per non dire niente. Tante chiacchere, tante occasioni mancate e forse troppa presunzione.

…… e la gente torna ad allontanarsi dal Rastrello!

 

Andrea Sordi


 

 
06/01/16 11:59 | Le preoccupazioni di Niccolò, giovane tifoso ligure
Le preoccupazioni di Niccolò, giovane tifoso ligure
Salve a tutti, sono un tifoso ligure della Robur, e da molti giorni sto cercando di capire quali e se ci fossero di nuovo problemi societari. In collaborazione con un mio amico della provincia di Siena, il quale si è impegnato molto alla ricerca di notizie a riguardo, abbiamo raccolto alcune informazioni. Secondo questo mio carissimo amico, la società ed il presidente Antonio Ponte avrebbero debiti insanabili, tanto che potrebbe ancora una volta saltare il banco e giungere alle porte un nuovo fallimento. La partita con il Tuttocuoio ci ha indispettiti tutti, ma abbiamo capito sulla non volontà di salire di categoria. Siamo moto preoccupati, me per primo, e mi piacerebbe poter avere dei charimenti a riguardo.     Con affetto, Niccolò.

 

 
06/01/16 11:56 | Buona Befana a tutti. Ci scrive Andrea Sordi
Buona Befana a tutti. Ci scrive Andrea Sordi

Quando nel lontano ’91 fui trasferito a Genova, mi fu detto, con quella cantilena un po’ triste tipica di quelle zone, che ciò che vedevo era solamente l’eco della città. Genova era morta da tempo, tra l’incuria dei più e l’insipienza dei Soliti.

Ora quando guardo Siena, mi tornano in mente quelle parole; con una sola differenza: a Siena hanno portato via anche l’eco …. fatta eccezione per Pantaneto!

Mentre “ringrazio” i Soliti Noti e continuo a sorprendermi dei miei concittadini e della loro insuperabile capacità di infilare la testa sotto la sabbia, convinti che tanto ci sarà Tizio o Caio che….., mi guardo intorno e mi arrendo all’invasione dei turisti che, sino a poco tempo fa, degnavamo di uno sguardo dall’alto in basso con marcata insofferenza.

Una città (…. o quel che resta!) che spera di sopravvivere solo con il turismo, per lo più “mordi e fuggi”, credo che abbia un appeal molto limitato ed il fiato molto corto.

Questo potrebbe concorrere a meglio spiegare  il senso della “novella dello stento” che sta caratterizzando la postulata cessione in tutto o in parte della Robur. Oddio, la proprietà parrebbe un interlocutore non proprio facile: trovare un partner che sia disposto a foraggiare un’impresa nella quale non dovrebbe mettere bocca sarebbe veramente da grandi! Come da grandi sarebbe trovare uno sponsor pronto a sborsare cifre da massima serie per recare il proprio logo su campi di periferia!

Sarebbe, dunque, tanto da grandi che ad oggi, giorno della Befana, non abbiamo né l’uno, né l’altro. Ma ancora devo guardare nella calza! Hai visto mai!

Essendo persona non più giovanissima, insomma di quelli il cui futuro è ormai alle spalle, quando mi soffermo a riflettere su quanto sopra, mi ricordo quello che mi confidò il grande “Dado” Lombardi, già coach della Mens Sana, “…. Se vogliamo che questa società abbia un qualche futuro, dobbiamo ricominciare dalle piccole cose: riempire il palazzo dello sport di pubblicità, sarebbe un grande segnale!....”.

Quanta pubblicità c’è allo Stadio? Eh, eh, eh……

Buona Befana a tutti!


 

 
23/11/15 13:44 | Ennesimo pareggio. Ci scrive Giorgio Pianigiani
Ennesimo pareggio. Ci scrive Giorgio Pianigiani

Ennesimo Pareggio:
ieri ho assistito come ormai faccio da oltre 45 anni alla partita della tanto amata ROBUR, e purtroppo dobbiamo registrare l’ennesimo pareggio  (voluto fortemente dal nostro allenatore) dico questo perché è sotto l’occhi di tutti che Atzori abbia grossi limiti nel leggere le partite. Si dirà a Pisa bravissimo, ma dopo la sua dichiarazione dopo la vittoriosa trasferta dove alla domanda perché non ha fatto giocare Bonazzoli risponde perché era malato, quindi non una sua scelta e magari se giocava avremmo visto un’altra partita. Si perché con Bonazzoli che gioca sempre con le spalle alla porta dove vuoi andare? E poi quante palle gli arrivano? Non abbiamo uomini che  vanno sul fondo e crossano e quindi quel gioco insistente a cercare solo Bonazzoli è prevedibile ed infruttuoso. Come con la Lupa Roma nonostante il doppio vantaggio non abbiamo prodotto nulla nel secondo tempo anzi abbiamo rischiato di subire il goal, e Atzori? Che dopo la Maceratese dice ….Non ho capito i miei giocatori ! ma allora dico, caro presidente glielo faccia capire Lei, io sono forse l’ultimo dei tifosi, ma le garantisco che il nostro allenatore è DURO di comprendonio, ormai di allenatori ne ho visti passare tanti da Siena e forse un idea me la sono fatta. Con tutto il rispetto di chi lavora onestamente non voglio offendere nessuno, ma Atzori ci deve far vedere qualcos’altro, perché di risorse ne ha abbastanza (secondo me la squadra è di buon livello ) deve solo trovare un gioco più produttivo e meno difensivo, meglio prendere qualche  goal  in più che  pareggiare come ieri per paura di perdere .

Ieri caro “DURO” Bonazzoli era da cambiare alla fine del primo tempo, ed entrare per chiudere il risultato l’Arezzo era abbordabile.

                          Pianigiani Giorgio

Un umile tifoso innamorato del suo Siena.

 

 
23/11/15 09:04 | Gli arbitri ci stanno danneggiando, dobbiamo fare qualcosa. Ci scrive Luca lombardini
Gli arbitri ci stanno danneggiando, dobbiamo fare qualcosa. Ci scrive Luca lombardini

...si deve fare qualcosa, anche se nei limiti del bello stile, contro il protagonismo degli arbitri. Penso a uno striscione, un cartellone ben visibile anche in Tv, che gridi a tutti la nostra indignazione. Ponte dice che è colpa nostra se siamo solo settimi, io dico che ci hanno messo tantissimo del loro anche gli arbitraggi, è la solita piaga vergognosa del calcio italiano. 

Non servirà, ma non farsi sentire serve soltanto a legittimare questo andazzo.

Luca Lombardini


 

 
18/11/15 13:07 | Cantiamo l'inno nazionale
Cantiamo l'inno nazionale

A seguito del mostruoso assassinio di Parigi proporrei a partire dalla prossima partita della Robur cantare tutti l'inno di Mameli per riaffermare il nostro valore della patria da contrapporre alla filosofia assassina dei mussulmani dell,Isis
L iniziativa non per una sola volta ma per tutto il campionato.
Fateli circolare attraverso il Vs sito

Mauro Pagliantini


 

 
16/11/15 17:17 | Libidine…doppia libidine…libidine coi fiocchi. Ci scrive Gianluca Petrini
Libidine…doppia libidine…libidine coi fiocchi. Ci scrive Gianluca Petrini

Tornare a Pisa dopo 15 anni è stato diverso; vedere quei gradoni e ripensare a quando eravamo 2000 tifosi al seguito della Robur in quella splendida cavalcata……..metteva i brividi.

Allora la partita non andò bene ma la stagione ci ricordiamo tutti come si concluse; sinceramente se avessi immaginato di tornare a giocare contro il Pisa avrei pensato di farlo in altre categorie ma ieri sembrava davvero di assistere ad una partita di un altro livello.

La Curva Maurizio Alberti dei tifosi di casa è stata uno spettacolo di suoni e colori, complimenti sinceri ad una Curva di serie A; non un’offesa ma solo tanto tifo e calore per la loro squadra, così come abbiamo fatto noi bianconeri al seguito.

Nel 2000 eravamo alla conclusione di un campionato in cui eravamo partiti in sordina anche come numero di spettatori per poi crescere strada facendo; a distanza di 15 anni le tante complicazioni hanno inciso molto sul tifo soprattutto per le trasferte ma anche in palcoscenici maggiori non ci sono tante tifoserie che portano oltre 400 persone in trasferta.

Questo deve far capire a chi di dovere quanta passione e sentimento ci sia ancora per la gloriosa maglia della Robur ed agire di conseguenza.

Ho rivisto tante facce quindici anni più vecchie ma anche tanti giovani tra cui mio figlio ed i figli di altri amici tifosi; anche per questo è stato diverso ed ancora più emozionante perché l’amore per quei colori magici (che ci fan venire i brividi) si percepiva in modo concreto nei volti sbarbati di questi cittini.

La corsa verso la recinzione che ci separava dai nostri beniamini è stato un momento speciale, sul primo ma chiaramente ancor più sul secondo gol perché aveva il gusto dolce della vittoria che si avvicinava.

Guardando le immagini in TV si nota come Bastoni, dopo il gol, aggira la porta ed i suoi compagni in area si girano e corrono immediatamente verso di noi in un abbraccio simbolico che un pezzo di plexigas non ha certo impedito……….a dimostrazione di un rapporto che si sta saldando e che è indispensabile in tutte le grandi imprese.

Avanti così Robur!

A rendere ancora più piacevole questa vittoria, la classica ciliegina su una torta comunque speciale, l’espulsione probabilmente anche decisiva ai fini del risultato di quello che a Siena sembrava un ex giocatore e ieri un estrosissimo brasiliano.

Interpellato in proposito il suo Mister (altro giocatore dagli atteggiamenti simpatici quando lo vedevamo con la maglia del Milan) ha detto che aveva fatto una cazzata.

Complimenti a Gattuso per la sintesi ed anche perché da grande stratega sabato aveva dichiarato:

“non credo si presenteranno all’Arena schierandosi col 4-3-1-2, piuttosto mi aspetto un 4-4-2 o una difesa a tre. Noi la partita l’abbiamo preparata su due moduli.”

E infatti…………

 

Gianluca

 
13/11/15 13:21 | Ponte risponde a Ponte. Ci scrive Pietro Poggi
Ponte risponde a Ponte. Ci scrive Pietro Poggi

Leggo l’appello del Presidente Ponte a non fare illazioni e lanciare sospetti e voci, poi rileggo le sue interviste e non posso non notare che risponde a se stesso.

Domenica c’è Il Pisa e le dichiarazioni che hanno confermato e poi temporaneamente smentito le difficoltà economiche della sua società, le ha fatte lui attraverso un intervista radiofonica che è tutt’ora riscontrabile, quindi il clima prederby ha come responsabile lui stesso e non qualche misterioso secondo o terso personaggio.

La sua venuta a Siena appoggiata da tutti, vedeva come primo punto la trasparenza ed il controllo in primis delle promesse fatte e soprattutto della sostenibilità economica, onde non ricadere nel dramma della scomparsa della società.

In questo mio appello, mi rivolgo anche a Fabio Cannoni, rappresentante della tifoseria all’interno del la società, è lecito sapere, a quale delle due interviste fare riferimento, a quella di un accorato appello a trovare soluzioni di nuovi soci e nuovi capitali o a quella che comunque vada il presidente farà fronte agli impegni economici nel prossimo mese di giugno e a tutte le scadenze previste!

E’ anche lecito saperlo non attraverso pacche sulle spalle o dichiarazioni del tipo ci penso io, ma attraverso garanzie e documenti che possano assicurare al quarto pubblico della lega pro e al tredicesimo per abbonati tra B e lega pro una continuità di vita della società nel tempo, visto che nessuno accampa pretese di serie B o Champions League ma semplicemente di sopravvivenza.

Un'altra eventuale scomparsa della società metterebbe fine per molto tempo alla vita della squadra di calcio di una comunità e non di una temporanea proprietà privata

Pietro Poggi

 
03/10/15 21:56 | Non amo la serie C. Ci scrive Andrea Sordi
Non amo la serie C. Ci scrive Andrea Sordi

Non amo la Serie C o Lega Pro che dir si voglia. Non la amo perché è il campionato dei “vorrei ma non posso” ovvero “contentiamoci perché c’è di peggio”! Il peggio l’abbiamo visto e vissuto l’anno scorso: da quanto era brutto era addirittura ridicolo!

Vorrei tornare subito in B per poter sognare di volare laddove l’aria è più fina ed il pallone non solo è calciato, ma accarezzato. Vorrei tornare in B per riprendere un discorso interrotto da troppi eventi negativi, frutto di disonestà sportiva e di disonestà penalmente rilevante, in ogni caso “pagata” da chi aveva le spalle più gracili: il Siena, appunto!

Mi piacerebbe poter riavvolgere il filo della storia per tornare a godere, conseguendone veri vantaggi, del debutto in prima squadra di giocatori cresciuti all’ombra della Torre del Mangia: da Giannetti a Blanchard, da Buchel a Spinazzola, da Rosseti a Cappelluzzo ecc., ecc. Risultati di un lavoro complesso, faticoso ed iniziato, in maniera seria, da qualche tempo prima. I Pepi ed i Pecchi, forse, sono stati delle eccezioni, la regola, allora, erano giocatori che non potevano andare oltre le categorie dilettantesche.

Mi sarebbe piaciuto,poi, che i “giovani” non fossero scambiati con disinvoltura, probabilmente interessata, come le figurine quando eravamo piccini: “se mi dai Guarnieri, ti do Lessi, Varlien e Losi”.

Sorrido e scuoto la testa con rassegnata tristezza quando apprendo che il Carpi ha trionfato lo scorso anno in B, giungendo con larghissimo anticipo in A, con un budget da importante squadra di C, qualche altra e ben conosciuta società, invece, per giungere seconda e togliersi lo sfizio di entrare in tutte le inchieste di calciopoli, spese quanto in A una squadra tranquilla in classifica.

Dunque risiamo in C.

Un campionato che avevamo lasciato quindici anni fa dopo una cinquantina anni di agra militanza. Sorrido a denti stretti, o forse preferisco far finta di non sentire (…. mi riesce benino!), quando sento parlare di necessità di “consolidare la categoria”.  Cerchiamo di vincere, forse è il miglior modo di “consolidare la categoria”  e di creare quell’equilibrio ed amalgama indispensabile per comprendere che, sì, la maglia bianconera è tremendamente pesante a queste latitudini, ma può divenire leggerissima: basta dare tutto e vincere! Chiedere a chi, un anno fa, aveva addirittura paura di scendere in campo!

Andrea Sordi


 

 
03/09/15 00:06 | Cercasi tifosi scomparsi
Cercasi tifosi scomparsi

Questa sera, durante la trasmissione televisiva PIAZZA ROBUR , si cercava di dare una interpretazione alla mancata corsa ad abbonarsi dicendo che i 4000 dell’anno scorso erano stati fatti sull’onda dell’entusiasmo di iniziare una nuova avventura e che , comunque, raggiungere quest’anno il numero di 3000 abbonamenti sarebbe stato soddisfacente per la LEGA PRO e rispetto alle altre piazze.

Mi è così venuto da chiedermi:

“ E’ possibile che nessuno abbia il coraggio di dire che alla fine del campionato scorso c’era un PATRIMONIO di tifosi abbonati entusiasti (compreso me) che andava tutelato, cullato e sviluppato ??”

Bastava leggere online con quale entusiasmo i tifosi si organizzavano e partecipavano alle trasferte, pregustando il momento sportivo , ludico ed enogastronomico.

I festeggiamenti e le dimostrazioni di affetto verso l’allenatore e la squadra vittoriosi furono sintomo di tale felicità.

Il fuoco dell’entusiasmo doveva essere mantenuto acceso e continuamente alimentato dalla Società : un tifoso non deve essere considerato come un robot che puoi mettere in stand-by per un periodo per poi riaccenderlo pigiando sul pulsante “ON”.

E’ evidente che nei mesi successivi alla promozione si è fatto di tutto per disinnamorare le persone :lo smembramento totale della squadra è stato il primo sintomo negativo. Dopo la traumatica esperienza della precedente gestione, i tifosi chiedevano programmi seri per il Centro Sportivo, ristrutturazione Rastrello, il settore giovanile, l’organigramma societario ,ma le poche volte che venivano date risposte erano sempre quanto meno evasive e poco convincenti.

Solo nell’ultimo mese si è visto che qualche sforzo è stato fatto e che probabilmente è stata creata una squadra piuttosto competitiva, ma per il resto le perplessità rimangono.

Smettiamola quindi di chiederci, come se uno arrivasse da Marte, perché non arriveremo

ai 5000 abbonamenti : questo traguardo sarebbe stato facilmente raggiungibile se il tutto fosse stato gestito con Professionalità .

Ormai è dimostrato che il tifoso , così come il cittadino elettore non può essere trattato come un essere privo di sensibilità e di intelligenza, ricordiamocelo ogni tanto oppure lui stesso userà i mezzi che ha a disposizione per gridare la sua protesta .

Capisco che questa mia lettera possa essere considerata “scomoda”, ma spero, comunque che possa essere pubblicata

Cordiali saluti

Marco Stanghellini

 
26/08/15 11:53 | Abboniamoci!!!!!
Abboniamoci!!!!!

Sono un normale tifoso della vecchia ed amata Robur abbonato regolarmente da decenni ; non faccio parte di alcun gruppo organizzato e sono socio del Siena club Fedelissimi perché ritengo che abbiano imbastito una signora organizzazione e stiano offrendo a tutti noi un servizio di informazione ottimo e attraverso il sito, si riesce sempre ad essere costantemente informati sulle vicende della nostra squadra.

Ne abbiamo ingollati di bocconi amari negli ultimi anni, ma mi sembra che ultimamente, grazie all’ operato di questa società, il cui presidente è stato accolto come il salvatore della patria non più tardi di un anno fa, stia pian piano operando in maniera intelligente e giusta, mettendo un mattone dietro un altro per creare ciò che nel recente passato mai era stato fatto; mi riferisco alle strutture, al settore giovanile, al consolidamento della società stessa.

Mi pare insomma che si stiano gettando le basi per creare qualcosa di importante. E badiamo, che negli anni passati c’ era una certa banca alle spalle che garantiva sostentamento e fare quanto spora riportato, sarebbe stato quanto mai facile, ma invece, tutti sappiamo cosa è successo ……

E’ vero, il presidente Ponte, spesso, in materia di chiarezza ha lasciato a desiderare e sarebbe stato semplice dire più direttamente come stanno le cose, ma perché non dargli fiducia a priori? Ricordo che lo scorso anno, appena prese in mano la società, disse che ci avrebbe riportato nei professionisti nell’ arco di tre anni e invece dopo appena uno solo, già ci risiamo e dopo aver vinto tutto quello che era possibile vincere, dimostrando che era stata allestita dal nulla la squadra più forte di tutta quanta la serie D.

Certo, anche a me avrebbe fatto piacere la conferma di almeno una parte di coloro che lo scorso anno hanno fortemente contribuito alla causa, ma oggi, ad un mese e mezzo dalla diramazione dei convocati per il ritiro di Casteldelpiano, mi pare che sia stato fatto un gran bel lavoro. Troppi prestiti? Ci sono società di seria A che impostano le squadre sui prestiti ….. Ritengo che Atzori, Portanova e tutti gli altri, si meritino il nostro sostegno incondizionato, cosa che da parte di tutti i tifosi non è mai mancato. Passano i presidenti, passano gli allenatori, passano i giocatori, ma il, cuore, la passione, non devono mai passare.

Quindi, non facciamolo mancare proprio il nostro sostegno; ora che le cose stanno piano piano andando, almeno spero di non sbagliarmi, nella giusta direzione.

Cerchiamo il modo di coinvolgere sempre di più i giovani, non so come, ma è anche da loro che deve passare la rinascita della Robur e dimostriamo il nostro amore per la nostra squadra abbonandoci.

E’ vero, un solo punto vendita dove poter rifare la famigerata ed inutilissima tessera del tifoso, sta mettendo tutti a disagio, ma non può fermarci questa cosa. La città deve reagire alle vicissitudini anche passando per lo sport e se lo sport deve funzionare da viatico per la ripresa della città, diamo il nostro contributo affinchè questo accada.

ABBONIAMOCI!!!!!

SEMPRE FORZA ROBUR!!!!!

SC

 
21/07/15 19:51 | E' un caldo boia! Ci scrive Andrea sordi
E' un caldo boia! Ci scrive Andrea sordi

E’ noto, e scientificamente provato, che il caldo aumenta l’irritabilità delle persone; da qui la capacità e voglia di far polemica, la capacità e voglia di litigare, la capacità e voglia di imporre le proprie idee, non ascoltando le altrui!

E’ dall’inizio del mese che è un caldo assurdo!

Certo che se riflettiamo sulle vicende del Siena da un anno a questa parte ci sarebbe da ridere se non fosse questo caldo.

Ricordo Tartaglia che voleva salvare il Siena in B, poi sparì e non si vide neanche quando c’era da farla ripartire dalla D. Ora avrebbe comprato la Carrarese!

Galli, l’ex portierone della Viola, a capo della cordata che voleva rilevare il Siena in D, fece tante polemiche contro la decisione del Sindaco per poi finire per creare una sorta di Grosseto 2, Camilli sembrava aver venduto, ma invece scherzava! Ora fa il commentatore su Mediaset…. ed il Grosseto non c’è più!

Perinetti (sic!), intervistato nell’estate scorsa, affermò, cerco di sintetizzare il suo pensiero, che la “D” non era il suo mestiere, ora sembrerebbe a capo di una cordata, o quanto meno rappresentarla, per salvare il Venezia, scivolato in “D”. Appunto! Ha, comunque, tentato, poche settimane fa, di veicolare il passaggio di proprietà del Siena prima e del Pisa dopo. Non se ne è fatto di niente sia con il Siena, sia con il Pisa!

Lucchesi & Boninsegna, invece, dopo aver “fatto il viottolo” a Siena, se ne sono andati sbattendo la porta. Sembravano essersi messi d’accordo con Buffon per risollevare le sorti della Carrarese e….. insieme al più famoso Gattuso, quale allenatore, se ne sono riandati risbattendo la porta, dopo pochi giorni! E’ arrivato Tartaglia e ricomincia il giro.

A Siena,invece, è rimasto Ponte, non Morgia e non quei giocatori che fecero l’impresa!

Di Ponte si è detto tutto o quasi. Fu membro del 40-40-20 che portò il Siena in B. Quando, all’indomani della promozione, Pastorello andò all’incasso per il suo 40%, ottenendo una plus valenza non da poco, il Nostro si fece inutilmente avanti per rilevare lui quella quota. Si seppe che c’era un nuovo socio (“occulto”) che non poteva comparire; lo Svizzero mandò tutti a quel paese, liquidò la sua quota (ecco De Luca!) e cercò miglior fortuna presso la Carrarese: oh, finiscono tutti lì!

Poi De Luca rilevò anche la quota del “socio occulto” e, a quei tempi funzionava così, dovette prendere anche una “manciata” di azioni della Mens Sana!

Qui, alla maniera di Pistoia, si è rinnovato tutto: Morgia, come nel mito della nemesi, vince ed è condannato all’abbandono, i suoi ragazzi hanno una sorte non dissimile. Anche loro sono costretti all’addio e, come il loro demiurgo, sembrano vagare senza certezza di un sicuro approdo (leggasi contratto). Strano!

In questo fosco scenario da antica Grecia (quella moderna lasciamola perdere!) di struggenti rimpianti, di colposa irriconoscenza, di insopprimibili e razionali ragion di cassa, di bellicose polemiche (….è un caldo boia!) svetta il nitore di Simone Vergassola: ancora una volta preciso, corretto e giustamente misurato. Raccolse il testimone di Capitano da Michele Mignani e, da quel giorno, ha rappresentato la parte pulita e rassicurante del nostro Siena, non sporcato dai “troiai” che “alcuni” ci hanno regalato!

Grazie Capitano, non ti scorderemo mai. Sei uno di noi!

 

Andrea Sordi


 

 
21/07/15 16:26 | Abbiamo passato estati senza dubbio peggiori. Ci scrive Marcello Orlandi
Abbiamo passato estati senza dubbio peggiori. Ci scrive Marcello Orlandi

Non pretendo che pubblichiate questa mia, non mi piace fare il protagonista, ma vorrei esternare possibilmente un mio pensiero. In questo caldo estivo leggo in molti siti la diatriba che sta nascendo tra noi tifosi della stessa squadra, l’amata ROBUR. Credo che molti ragazzi e non solo ragazzi, dovrebbero remare dalla stessa parte e non è una frase fatta. Leggo di offese, minacce, inutili contestazioni e penso che queste critiche siano completamente sterili e poco proficue, penso che si dovrebbero mettere da parte le simpatie o amicizie con giocatori o allenatori, penso che abbonarsi sia quasi un dovere per dimostrare a tutti, società compresa, che noi siamo sempre tutti uniti e che se sbagliano e lo fanno consapevolmente, trovano tutti dalla stessa parte.
Il “lasciamoli lavorare” non è solo per dire, è uno sprone, un incentivo,u n punto fermo che tutti loro devono sentire. Abbiamo passato estati senza dubbio peggiori, io direi che questa ce la possiamo anche godere, c’è ancora molto tempo, e oltre a essere già iscritti, leggo ogni giorno di nuovi arrivi e nuovi volti. Troppo giovani? Sconosciuti? Bolliti? Vedremo. Non credo che l’anno scorso sotto l’ombrellone si fosse tutti molto speranzosi. Ciao ragazzi, gli amiconi, giovani o meno giovani, sono quelli che sono seduti in quel concone la domenica, non quelli che l’anno dopo, per lavoro ovvio, cambiano maglia e compagni di cenette.

Ciao a tutti.

Marcello Orlandi


 

 
20/07/15 14:00 | Siena, la mia città che nessun Presidente riesce a comprendere. Ci scrive Marco Cappelli
Siena, la mia città che nessun Presidente riesce a comprendere. Ci scrive Marco Cappelli

La mia lettera, caro Presidente, parte dal cuore di un senese che ama profondamente la sua città e la sua squadra del cuore e che per tale motivo non riesce a comprendere il motivo per cui nessun “forestiero” Patron, fatta eccezione del compianto De Luca, sia riuscito mai a rapire il cuore dei miei concittadini.

Le assicuro che per farsi voler bene dai senesi bastano pochissime accortezze che si chiamano Rispetto, Chiarezza, Amore e Passione: elementi indispensabili in un periodo normale, fondamentali nel periodo di rinascita della Robur, la mia Robur, derubata e cancellata da gestioni folli che hanno pensato solo ed esclusivamente ai propri interessi a discapito di 110 anni di gloriosa storia!!!

Lei ha avuto il coraggio, apprezzato e sostenuto a gran voce dai tifosi, me compreso, di essere l’artefice della rinascita (cosa estremamente difficile) e grazie al sostegno di quasi 4000 abbonati (record assoluto per la serie D), alla bravura di un grande uomo prima che di un grande tecnico (Massimo Morgia) ed alla magnificenza di uno straordinario gruppo di ragazzi è riuscito nell’impresa di riportare la Robur, dopo solo 1 anno di purgatorio, tra i professionisti.

Beh, caro Sig. Presidente, passati i meritati e dovuti festeggiamenti bastava veramente poco per continuare a farsi voler bene dal popolo senese e mantenere quell’entusiasmo che si era creato in un’annata difficile quanto meravigliosa.

Poteva essere riconfermato il condottiero Morgia (non per riconoscenza, ci mancherebbe), potevano essere riconfermati alcuni degli splendidi ragazzi (quelli con qualità tecnico-fisiche da Lega Pro) per ripartire da un gruppo affiatato e, cosa fondamentale, con un entusiasmo alle stelle (non per riconoscenza, ci mancherebbe)….

Poche ma fondamentali accortezze per continuare a farsi voler bene….

Perché in un calcio ormai senza valori, senza bandiere, gestito malamente da procuratori senza scrupoli con il solo fine del vil denaro, quello che i tifosi si aspettano è Rispetto, Chiarezza, Amore e Passione.

Dopo promesse e dichiarazioni di vario genere dove si lasciava intendere la conferma prima di mister Morgia (dichiarazioni esplicite rilasciate anche dal Direttore Tecnico Materazzi) e successivamente di buona parte della rosa dello scorso anno, sono seguite solamente lettere di addio con pesanti dichiarazioni da parte dei suddetti soggetti che hanno criticato aspramente il suo operato privo di Rispetto, Chiarezza ed anche un minimo di riconoscenza.

Ripartiamo dunque nuovamente da zero, con tanti giovani calciatori acquisiti “in prestito secco” (a me non è mai piaciuto VALORIZZARE I GIOVANI DEGLI ALTRI E NON LA RITENGO UNA BUONA PROGRAMMAZIONE), senza capitan Vergassola (ahimè ci mancherai tanto CAPITANO!), con un allenatore che deve rilanciarsi dopo anni “non positivi” (in questo caso facciamo grande affidamento sulle ritrovate capacità tecniche e sullo spirito di rivalsa), con la speranza di festeggiare, come da lei promesso, entro il 2016, il NUOVO CENTRO SPORTIVO A SAN MINIATO, il progetto del nuovo RASTRELLO, ed un campionato, il prossimo, ricco di soddisfazioni al fine di riportare entusiasmo in una piazza che per assurdo, dopo una splendida promozione, ha SMARRITO.

In sostanza caro Sig. Presidente servono fatti concreti, le chiacchiere le lasci fare per il corso.

Dunque in attesa di veder dotata la mia Robur di quelle strutture fondamentali per il proprio futuro e di una programmazione seria e duratura (affidarsi a procuratori che fanno i propri interessi non è una programmazione seria) la saluto con la speranza che da ora in avanti riesca a capire la mia città e torni a farsi voler bene dai senesi (come il giorno della presentazione a Palazzo Pubblico) possibilmente utilizzando il magico quadrifoglio composto da: Rispetto, Chiarezza, Amore e Passione!

Quattro cose semplici per farsi comprendere ed amare dalla mia Siena.

Quantomeno ci provi Sig. Presidente, le assicurò che non se ne pentirà.

W la Robur ed i suoi tifosi!!!


 

Marco Cappelli

 
15/07/15 23:40 | Ci risiamo. Ci scrive Pietro Poggi
Ci risiamo. Ci scrive Pietro Poggi

Seguo le notizie, ascolto qualche diretto interessato. Vedo gli acquisti e la loro età che porterà ad un premio economico per la società. Abbiamo perso qualche buon prospetto come Varutti, avremo prestiti e non giocatori di proprietà. Il comune ha dato un grande segnale mettendo a disposizione i terreni per il centro sportivo. Quindi? Quindi ci risiamo, questa società non è all'altezza e non mi interessa se altre piazze falliscono. Di questo passo così come per altre realtà questa fine è solo rimandata. Basta con le mezze verità, raccontate alla gente come stanno le cose e se non ci sono soluzioni provate a passare la mano, non ci meritiamo altri rischi, i fallimenti plurimi di città importanti siano di esempio, essendo falliti una volta non siamo immuni da una ricaduta e la strada intrapresa non è rassicurante, altro che progetto! 


Pietro Poggi


 

 
13/07/15 23:10 | Sono Fiorentino ma ho ammirato le splendide capacita create dalla gente di Siena
Sono Fiorentino ma ho ammirato le splendide capacita create dalla gente di Siena

Io non sono di Firenze, ma romano (preciso non mi scambiate con MEZZAROMA per piacere, di romano ha soltanto parte del cognome) ma ci vivo dal 1976 qui  ho costruito la mia famiglia Fiorentina, ma vi garantisco che per la stagione calcistica appena conclusa con enorme soddisfazione ho ammirato le splendide capacita create dalla gente di Siena, la citta' e la squadra di calcio( mi riferisco principalmente ai ragazzi-allenatore e dirigenti). Ho seguito la squadra sia in casa che fuori "credo di aver saltato due partite x tutta la stagione"; con la splendida ciliegina dello SCUDETTO DI CATEGORIA. 

Seguivo su SIENA TV canale 95 e canale 669 tutte le notizie della squadra, mi avete tenuto compagnia tutta la stagione, per questo GRAZIE-GRAZIE-GRAZIE per la vostra :

PROFESSIONALITA'/CAPACITA'e DEDIZIONE che ci avete messo per questi ragazzi e per tutti i tifosi.

P.S. PER GLI ATTUALI E LEGGENDARI GESTORI DEL PALAZZO CHE GESTISCE LE SORTI DEL CALCIO,  FATEVI UN GIRO A SIENA PER RIVIVERE COSA HANNO FATTO TUTTI INSIEME CON LE RISTRETTEZZE DI TEMPO E DI ORGANIZZAZIONE E DI LUOGHI PER ALLENARSI QUESTI RAGAZZI E TUTTA LA GENTE CHE LI A SEGUITI IN OGNI LUOGO PORTANDO RISPETTO ALL'AVVERSARIO ANCHE SE IN QUALCHE LUOGO HANNO PROVATO A MESTIFICARE LA VERITA' MA NELL'INSIEME TUTTI HANNO RICONOSCIUTO LA CIVILTA' E LA CORRETEZZA DELL'ATTACCAMENTO A QUSTA MAGLIA.

Finisco se no diventa un comizio mediti 《Ponte》a non sciupare un giocattolo cosi'ben creato.

Vi ricordero' sempre e quando potro' daro' sempre un occhio al vostro sito  .

Ringraziamenti e saluti                                                  


Giulio  SBAL


 

 

 
11/07/15 18:08 | Ponte sveglia. Ci scrive Massimiliano Bellaccini
Ponte sveglia. Ci scrive Massimiliano Bellaccini

Purtroppo mi giungono notizie poco rassicuranti per quel che riguarda la costruzione della nuova squadra. Si parte male subito male caro presidente. A un giocatore come mario titone si rinnova il contratto ad occhi chiusi senza stare a pensarci su. Con un giocatore come mario non ci si sta a pensarci su, si  prende e gli si fa rinnovare il contratto in un baleno, non possiamo permetterci di perdere un giocatore in campo, e un ragazzo con le doti tecniche e umane come mario. Mario come tanti suoi compagni d squadra  della passata stagione si è sbattuto e dimenato molto per riuscire a raggiungere prima l'obbiettivo della vittoria del campionato di serie D girone E, COSA NON SCONTATA EH RICORDIAMOCELO,e poi per la vittoria dello scudetto di categoria della serie d, obbiettivo non facile e non scontato, e invito qualunque tifoso a dire io sapevo che vincevamo lo scudetto di categoria, a fine campionato dopo la bella vittoria di massa. 

Quindi presidente la esorto immediatamente a contattare mario titone e anche altri suoi compagni meritevoli di rinnovo, al più presto, e non disperdere questo grande patrimonio umano che abbiamo fra le mani, senza poi piangere sul latte versato, o chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati. Questi ragazzi, si meritano la riconferma, e a parere mio, se la meritano in particolare MARIO TITONE E SIMONE MININCLERI,  per quanto hanno fatto e dato nella passata stagione, per l'attaccamento alla maglia e alla causa bianconera. Pres non ci deluda, non mi faccia pentire di averla sostenuta fino ad adesso, perchè è da scellerati rischiare d perdere giocatori come  Mario e Simone e permettere di rinforzare squadre, che potremmo trovarci contro durante il prossimo campionato di lega pro. i contratti a Mario e Simone vanno rinnovati anche per riconoscenza, perchè altrimenti in questo mondo la riconoscenza non conta ?  In caso contrario sappia pres che perderà tutta la mia stima, e che non si lamenti poi se molti tifosi la penseranno come me e glielo rinfacceranno per tutta la durata del campionato. Sperando che queste mie parole servano per far riflettere il presidente Ponte, vi saluto e vi ringrazio, se pubblicherete sul sito questo mio pensiero

Un saluto a tutti  


Bellaccini Massimiliano