Lettere

12/04/12 00:00 | Luca Lombardini sull'arbitraggio di Inter-siena
Luca Lombardini sull'arbitraggio di Inter-siena

Due turni a Pegolo, ancora un torto sconcertante fatto al Siena , un arbitro che non tollera neanche un piccolo sfogo (.....più che legittimo, vista la condotta arbitrale per tutta la partita!) da parte di un portiere che aveva giustamente sperato di fare un punto strameritato, vorrei sapere che cosa mai avrà detto di tanto offensivo contro la casta degli "intoccabili" arbitri italiani...

Ogni domenica è sempre peggio, siamo ostaggi di questo strumento maneggiato da chi ha denaro e potere , "blindato" e protetto in una omertà quasi mafiosa, basta ascoltare i commentatori delle televisioni a pagamento per capire tutto e di più.

Mi ripeto incessantemente una domanda che non mi dà tregua: FINO A QUANDO PAZIENTEREMO?

Luca Lombardini

 
12/04/12 00:00 | Intervento di Emilio Renzulli su Inter-Siena
Intervento di Emilio Renzulli su Inter-Siena

Ciao a Tutti: è si ,si poteva portare un punto a casa, e invece nulla!!
Va bè, che si era a San Siro, e si giocava , contro la squadra del Benzinaio....ma la palla è tonda, e  qualsiasi risultato era prevedibile.
L'unica cosa che non mi è andata giù, è stata l'espulsione del nostro mitico Pegolo,a partita finita: non  mi pare che abbia detto o fatto,cose da ergastolo!!
Cioè:questo sig. arbitro, ha espulso il nostro portierone, che gioca nel SIENA (...è già,il siena...) e che si sta lottando per la salvezza, e dove domenica, il nostro Pegolo,non sarà in campo (..senza nulla togliere al 1 portiere).
Ecco, io questa cosa, la percepisco come cattiveria, e basta!!!

Forza Robur!!!!

Emilio Renzulli

 

 
10/04/12 00:00 | Sogni & bilanci. Intervento di Andrea Sordi
Sogni & bilanci. Intervento di Andrea Sordi

Sembrerebbe, il condizionale è doveroso, che la pratica campionato sia in via di risoluzione. Bravo Sannino, bravo Perinetti, bravo Mezzaroma, bravi i giocatori, bravo il Dott. Causarano, bravi i “masseurs”, bravi gli addetti al campo, insomma bravi tutti, anche i tifosi!

E domani? Si, domani cosa facciamo, sottintendendo “noi” del Siena? Dunque, a leggere o a sentire, certezze poche e dubbi tanti! Io, personalmente, non ho un’idea precisa, si parla di chi va, di chi potrebbe restare, di chi non sa se va o resta, poi se riflettiamo  sulla crisi economica in generale, sulle  difficoltà del comparto edile, da sempre vero volano dell’economia nazionale, e sulle attuali criticità del settore creditizio nazionale (delle grandi banche non se ne salva una!) e del “Babbo” in particolare,  credo che le cose di cui ci dobbiamo preoccupare bastino ed avanzino.

Il “progetto”? La continuità? Mah, per battere questa strada bisognerebbe fare come l’Udinese che ha lo stesso “management” da oltre ventisei anni. Noi, no! Noi no, perché il contesto senese (ho dubbi anche su quello toscano) non dispone di un tessuto imprenditoriale di alto livello e comunque  tale cui affidare con serenità le sorti della Robur. L’unico “management” di spessore è quello targato “MPS”, e non è poco! Questo ovviamente non gestisce in proprio, ma, in base alle necessità, ricerca/individua l’interlocutore cui affidare il calcio cittadino. Chi viene ha sicuramente la sana “libidine” di far bene e di cavalcare l’entusiasmo della tifoseria, ovviamente dopo aver ottenuto certe rassicurazioni. Chi viene conta, quanto meno, di fare pari, guadagnandoci comunque in immagine. A chi viene, insomma, non si può chiedere di “morire” per i nostri colori come fece Ferlaino, Cecchi Gori (il mitico!) ed in parte i Sensi. Non sarebbe giusto, sarebbe sciocco! Chi viene, ricordiamolo, non ha alcun rapporto ombelicale con Siena (essere senesi, poi, sarebbe una garanzia?)! Ergo non resta che ringraziarli per quello che ci hanno dato!

E allora, domani? Non lo so, ma spero di continuare il sogno, di potermi ancora inebriare per i successi della Robur e “con lucida follia” fare “marameo” agli squadroni supponenti ed antipatici.

Andrea Sordi

 
09/04/12 00:00 | Dopo Bergamo sfatare il tab├╣ San Siro
Dopo Bergamo sfatare il tab├╣ San Siro

Dopo la gioia di Bergamo che ci ha permesso di trascorrere sportivamente  forse la Pasqua più felice da quando il Siena è in serie A , credo che tutti noi sportivi senesi vorremmo che si sfatasse anche l'ultimo tabù: battere l'Inter-  I nerazzurri sono la squadra che ci ha letteralmente  rubato , nel vero senso della parola , più punti di tutte. Vuoi per errori arbitrali grossolani ,come il goal con 5 giocatori in fuorigioco , il goal di Sneider per una punizione letteralmente inventata dal direttore di gara che probabilmente incise anche in maniera determinante sul prosieguo del campionato , il goal che consentì la conquista dello scudetto interista a Siena in una gara in cui il Siena meritava senz'altro  almeno il pareggio , per finire al goal di Castagnos di questa stagione che ha consentito ai nerazzurri di vincere ancora una volta immeritatamente una partita largamente dominata dal Siena. Per questo mi auguro che i nostri giocatori sentano questa partita come una ennesima rivincita  come forse la sentiamo noi tifosi sperando che almeno una volta oltre ai meriti anche  la sorte ci restituisca quanto ci ha tolto finora . Forza ragazzi siamo con Voi . Fateci gioire ancora una volta.

Nello Del Dottore                                          

 
06/04/12 00:00 | Intervento di Lallo Meniconi sull'inchiesta di Nicola Natili
Intervento di Lallo Meniconi sull'inchiesta di Nicola Natili

Mi sono soffermato a leggere la parte che riguardava  la situazione patrimoniale dell’A.C. Siena, in base a  quanto  riportato dall’amico Nicola Natili, in un suo capillare lavoro di ricostruzione dei fatti e se le cose stanno veramente così, non ci resta che piangere e intonare il de profundis.

Mi rendo perfettamente conto che gestire una squadra di calcio nella massima serie abbia i suoi costi, soprattutto quando si tratta di piccole realtà cittadine, ma c’è anche a chi costa veramente poco.

 Se e sottolineo se, la conduzione Societaria del Signor Mezzaroma è quella riportata nell’articolo e le voci che si rincorrono in città sono vere, ci troviamo di fronte ad un vero professionista della bufala, uno che arrivato a Siena, si è riempito la bocca di belle parole con i soldi degli altri (e sappiamo di chi), limitandosi a fare il gestore della situazione e contribuendo a far lievitare il debito, già di per se molto cospicuo. Dalle cifre si evince anche, che dai vari passaggi di mano, si sia tramandato un indebitamento, nato fin dai tempi di De Luca e mai ripianato, quando probabilmente la stragrande maggioranza dei tifosi, pensava che la situazioni debitoria fosse stata nel tempo sanata.

Questo è da imputare al fatto che in questa benedetta città non c’è mai stata trasparenza da parte di chi ha gestito la Società e di chi doveva vigilare, informando di come stavano realmente le cose.

In passato i tifosi, appellandosi al fatto che il Siena calcio è patrimonio della città, hanno chiesto da parte delle istituzioni di ricercare soluzioni che permettessero la sopravvivenza della Robur nell’alveo della serie A, ma data la scarsa o inesistente candidatura di soggetti credibili (del posto certamente nessuno), si è finito per accontentare la piazza ma si è portato in casa tanta spazzatura.

Adesso pensate che la musica cambierà? Certo che no. Se Mezzaroma dovesse lasciare, si ricomincerà con il solito balletto da parte dei  soliti soggetti istituzionali (se ne avranno la forza), alla ricerca di colui o coloro che si dovranno accollare i debiti pregressi (e chi è quel fesso che lo farà?) e possedere una forza economico-finaziaria tale da poter  gestire la “baracca”, con o senza lo sponsor MPS, che è diventata per molti l’unica attrattiva e l’

unico motivo per scegliere Siena.

Inoltre in questo momento regna una situazione locale di profonda crisi, a tutti i livelli, che investe il fronte politico ed economico-finanziario del tessuto cittadino e mi risulta difficile pensare che di fronte ai malesseri del MPS si pensi e si abbia la capacità di rivolgere le attenzioni sul problema legato all’A.C. Siena, quando in ballo ci sono le sorti di un’intera città sull’

orlo di un abisso.

 

Volevo concludere dicendo, che con le varie gestioni in cui il Siena ha calcato i campi di serie A, non si è riusciti a costruire neppure uno straccio di  impianto adeguato per gli allenamenti della prima squadra, riparando nel campo sportivo di Colle Val D’Elsa, con i relativi esborsi economici e questo francamente è da considerare una vera vergogna, per un club che milita ai massimi livelli calcistici.

Se si vuole essere una Società di serie A, bisogna cominciare a dotarsi delle strutture adeguate e avere una dirigenza all’altezza e che permetta ti tenere in vita la Robur, se si vuole continuare ad esibirci alla “Scala” del calcio nazionale, senza essere percepiti come degli intrusi.

In questo momento la questione più importante rimane però la salvezza, perché perdere un palcoscenico importante come la serie A, significherebbe vanificare ogni possibile soluzione futura e da tifoso mi auguro che a salvezza raggiunta si cominci a parlare seriamente del nuovo capitolo Siena e quali prospettive ci

sono per continuare il nostro cammino.   

LALLO MENICONI.

 

 
05/04/12 00:00 | Intervento di Marco Lusini sulla designazione di Russo
Intervento di Marco Lusini sulla designazione di Russo

Buongiorno,

Con cotanto arbitro designato, per Bergamo non abbiamo speranza, mi piacerebbe che la società facesse delle rimostranze preventive agli organi competenti.

Lo scopo é di farlo sentire "osservato" fin dal fischio d'inizio, affinchè per una volta, potesse arbitrare la Robur in modo imparziale.

Ricordo ancora le parole di alcuni nostri giocatori quando dissero che il sig. russo (volutamente minuscolo) li denigrava in campo. Non so cosa possa aver subito dal Siena, quello che é certo é che con noi non è "sereno".

Per favore fate qualcosa, NON LO VORREI PIU' VEDERE ad arbitrare la Robur!!!

Ringrazio dell'attenzione e saluto cordialmente.

W la Robur!
Marco Lusini

 

 
03/04/12 00:00 | Intervento di Lallo Meniconi su calcioscommesse e società
Intervento di Lallo Meniconi su calcioscommesse e società

In questo momento, dopo la bella vittoria con L’Udinese, a tenere banco sono ancora le notizie molto contrastanti sulla vicenda del calcio scommesse, che vede per l’ennesima volta coinvolto il Siena. E’  un susseguirsi di annunci, smentite e ancora annunci, quelle che riempiono la bocca e la carta di molti personaggi, fuori e dentro al mondo del calcio. Francamente non ricordo un anno, dalla storica promozione in serie B con Sala, in cui la Robur non sia in qualche misura stata accostata a qualche situazione poco chiara, da coloro che si reputano i bene informati e da qualche giornalista o giornalaio che ha un qualche interesse a tenere viva l’attenzione su questo fenomeno, che sicuramente non esalta il mondo del pallone, ma soprattutto no rende merito a quelle Società che hanno sempre operato nella maniera più trasparente, come la nostra. Principalmente credo che ci sia un problema di fondo, se professionisti strapagati, idoli di tifoserie e intere città, si prodighino nel tentativo truffaldino di racimolare più soldi possibili, vendendo le partite o scommettendo illegalmente sui risultati delle gare. Una Società di calcio può avere delle grosse responsabilità quando copre i colpevoli di certi illeciti o partecipa con i suoi dirigenti a queste combine, ma non può essere tirata in ballo per  responsabilità altrui, perché fino a prova contraria ognuno risponde penalmente delle sue azioni e se io ho in casa soggetti che con il tempo si rivelano degli emeriti disonesti e truffatori, non posso essere colpevolizzato per tali comportamenti, ma se non altro mi posso dichiarare io stesso un danneggiato.

Mi sembra quindi che come sempre si stia creando una tempesta in un bicchiere d’acqua e comunque tutto quello che c’è nelle carte dei giudici, spesso frutto di dichiarazioni poco attendibili, deve essere dimostrato con prove concrete, quindi considerando che tutti noi tifosi nutriamo la massima fiducia sull’operato dell’A.C. SIENA, mi considero da questo punto di vista, pressoché sereno.

 

Un altro problema che assilla e preoccupa i tifosi è il futuro economico-societario del Siena, alla luce di quanto sta succedendo nella nostra città, legato alle sorti della banca cittadina. Con molta probabilità dal prossimo campionato avremo una forte riduzione in termini monetari da parte dello sponsor MPS e questo non ci permette di dormire sonni tranquilli. Anche qui c’è chi vuole strumentalizzare la situazione, cominciando a cospargere di illazioni e futuribili scenari, quello che accadrà fra non molto. In questo clima di incertezza e con i dubbi che nutriamo sulla forza dell’attuale Società, guidata dal Presidente Mezzaroma, vogliamo che alquanto prima si possa avere da parte della proprietà un segnale di un rinnovato impegno nel garantire un futuro all’ A.C.SIENA.

Se per il sopraggiungere di tali difficoltà, dovesse venire meno il coinvolgimento del Presidente Mezzaroma, si devono avere i tempi tecnici per trovare altre soluzioni per il bene e il futuro della Robur.

LALLO MENICONI.    

 

 
03/04/12 00:00 | Intervento di Andrea Sordi sull'articolo di Oscar Eleni
Intervento di Andrea Sordi sull'articolo di Oscar Eleni

Questa é bella oppure questa è nuova. Fate voi!

Beato chi ha solo certezze e non lo angustia mai l’ombra del dubbio. Io lo invidio perché, diversamente da lui, le mie certezze, per non parlare di sicumere, sono prossime a zero. Oscar Eleni è un maestro della certezza. Lo è sempre stato,  sia quando vaticinava la superiorità di qualsiasi altro “team” su quello di Viale Sclavo, sia quando, pochi giorni fa, sosteneva la conclusione del ciclo senese a favore di quello di Milano. Non è che sia facile vincere al superenalotto, certo è che una combinazione numerica preparata da tale nominativo non la giocherei mai. Perché buttare i soldi dalla finestra?

Il Monte. Il Monte, credo che sia evidente, non potrà intervenire come ha fatto negli ultimi tempi, la crisi europea, le difficoltà del credito in generale e sue in particolare consiglieranno, temo, una revisione al ribasso del contributo. Sarebbe facilmente demagogico affermare che dovrebbe tagliare l’altro grande sostegno per mantenere solo quello per i bianconeri; io non sono per mors tua, vita mea, personalmente vorrei sperare che lo sport cittadino possa contare ancora sull’attenzione di Sallustio e, quindi, Siena, Mens Sana, Virtus, Costone, Cus ecc., ecc. possano guardare al proprio bilancio con attenzione, si, ma non con disperata apprensione.

Certo l’età dell’oro è finita, certo il detto “tanto paga Pantalone” troverà sempre meno attuazione, certo che il futuro sarà fatto da scelte giudiziose, da sostanziose “piallature” dei budget e da dirigenti che guarderanno sempre più al cassetto e sempre meno alla platea. Forse torneremo a quel rigore (.. spero anche morale!) che già conosciamo ed è proprio di chi è abituato a sudarsi i quattrini.

Certo l’oggi del calcio non aiuta: chi fa autorete per una vagonata di soldi non può essere un esempio, né uno stimolo ad investire, né un rassicurante veicolo pubblicitario. Certo è che, lo racconto sempre volentieri, qualche anno fa ad Istambul, Siena era conosciuta non tanto per aver battuto nel basket il Galatasaray, prima, ed il Fenerbhace, dopo, ma, piuttosto, perché la nostra amata Robur era andata a San Siro ed aveva messo a rischio la vittoria dello scudetto dell’Inter con uno scoppiettante 2 a 2.

Andrea Sordi

 

 
02/04/12 00:00 | Intervento di Lallo Meniconi su Siena-Udinese
Intervento di Lallo Meniconi su Siena-Udinese

Al Franchi cade un'altra grande squadra e non è un pesce d'aprile. La partita con l'Udinese è stato un altro piccolo capolavoro della Robur, sempre più somigliante al suo allenatore, che l'ha plasmata fino a renderla una meravigliosa realtà. Qualcuno ha detto che la compagine friulana si è presentata a Siena con una condizione approssimativa, niente di tutto questo se si va a vedere l'intensità con cui la formazione di Guidolin ha interpretato la gara, rendendo quindi la nostra vittoria ancora più meritata. I bianconeri hanno giocato un primo tempo confezionando diverse palle gol e mettendo più volte alle corde l'Udinese, che ha risposto solo nei secondi 45'

con le solite giocate di Di Natale e le pronte risposte della saracinesca Pegolo, sempre uno dei migliori bianconeri in campo.

Oggi ha vinto anche la dote, la personalità e la determinzione di un collettivo che è riuscito a dare al gruppo una forza tale da riuscire a superare i momenti difficili, presentatisi solo alcune settimane fa. I trentasei punti in classifica non ci mettono al sicuro ma sicuramente danno tanto morale per affrontare le ultime fatiche con una migliore condizione mentale. Riuscisce a trovare il migliore bianconero nella vittoria contro l'Udinese non è facile, perchè tutti hanno contribuito a determinare il risultato, dall'autore del gol partita Destro che con Sannino ha sicuramente trovato un buon maestro, al solito inesauribile Brienza, che ha insegnato a tutti, quello che vuol dire essere un serio professionista, legato ai colori della maglia che indossa. Ma non sarebbe giusto non menzionare la bella prestazione di Larrondo, che non giocava una partita di campionato da molto tempo e degli altri componenti la difesa, che hanno spento le speranze dei friulani, nell'occasione in cui la Robur aveva esaurito molte delle sue energie e abbassato il baricentro. Un altro ringraziamento per questa vittoria che ci avvicina alla salvezza, va sicuramente al lavoro svolto da Sannino, che è riuscito sempre a tenere sugli schudi una squadra, facendogli cambiare abito, in base all'avversario di turno.

Ed è stata forse la personalità dell'allenatore a incidere profondamente nel quadro d'insieme di questa squadra, che domenica dopo domenica è riuscita a costruirsi la fiducia dei tifosi, giocando un buon calcio e divertendo. Adesso, dopo aver acquisito la meritata salvezza, sarà necessario cominciare a guardare al futuro e il futuro prossimo si può cominciare a chiamare Perinetti. Dopo esserci garantiti la permanenza del responsabile dell'area tecnica, tutto può prendere nuovamente corpo e sostanza. Quindi per il Presidente Mezzaroma è una occasione per dimostrare la volontà nella continuità.

LALLO MENICONI

 
01/04/12 00:00 | Intervento di Emilio Renzulli su paolo De Luca
Intervento di Emilio Renzulli su paolo De Luca

Sono d’accordo con le frasi scritte sul Presidentissimo "Paolo De Luca"
E' stato un grande!!
Tutte le volte che mi trovo a parlare del Siena, ricordo a chi parlo, che se non era per De luca, col cappero che si era in Serie A!
Lo ricordo tutte le volte: si perché ci sono alcuni tifosi...che se ne sono scordati, e allora va rinfrescata la memoria!
Lui in primis, ci ha creduto fino in fondo....sempre!!
Ciao Grande Presidente. Sei sempre nel nostro Cuore!!

Forza Siena!

Emilio Renzulli

 

 

 

 
22/03/12 00:00 | Intervento sulla telecronaca della Rai
Intervento sulla telecronaca della Rai

Purtroppo non sono a Napoli ma ugualmente sono letteralmente incazzato con la RAI che dovrebbe essere un servizio pubblico e imparziale. Mi sembra di essere su Napoli channel e i tre simpaticissimi telecronisti non fanno altro che elogiare a suon di leccate gli 11 di Mazzarri. Visto e considerato che pago il canone (a Napoli non lo so) mi auguro che ai tre scugnizzi sia vietato dal presidente Mezzaroma di bivaccare a scrocco sulle tribune del Rastrello. Non si sono degnati di inquadrare i nostri immensi tifosi e invece di elogiare una piccola grande realtà come la nostra ci hanno cacato. Scusate lo sfogo ma è bene che anche la società si faccia sentire e non regali pass a questi mangiapane a tradimento. Aspetto con ansia di non pagare il canone. ROBUR NEL CUORE CONTRO TUTTO E TUTTI... COME SEMPRE
Luca (lettera firmata)

 

 
22/03/12 00:00 | Intervento di Andrea Sordi
Intervento di Andrea Sordi

Io appartengo a quella categoria di persone che, facendo un comodo riferimento al Palio, se non vince si “purga”. Non gli è mai interessato, infatti, il concetto “almeno facciamoci vedere” tanto caro ai “quattrogiornisti” e dirigenti da vetrina; meglio ultimi che secondi!

Detto questo, ho assistito alla partita di ieri sera con un misto di ragionata rassegnazione (se avessimo vinto il dramma dell’art.18 sarebbe stato roba da ragazzi!) e di sorda rabbia. Si, rabbia perché mettere in campo una squadra come quella di ieri sera non è stato molto gratificante per chi tiene alla Robur. E’ ovvio che prima viene il campionato, ma vista la partita con il Novara ci sarebbe da domandarsi se poi interessa da vero! E poi, una partita di mercoledì non viene smaltita da giovani atleti che, anno dopo anno, affinano il loro fisico alla fatica ed alla resistenza e la psiche allo stress? Che dovrebbero dire allora i muratori, i facchini, i fabbri ecc., ecc.?

Il problema vero, almeno credo, è quello che siamo giunti alla stretta finale con una squadra fortemente debilitata da infortuni proprio in quelle zone del campo dove, sempre a mio modesto giudizio, avevamo bisogno di veri supporti. Di esterni, infatti, ne abbiamo veramente tanti, forse troppi, in funzione anche della qualità; di interni di centrocampo un po’ meno, anzi parecchio meno! In attacco, vista l’assoluta incapacità di attaccare le difese schierate, continua a mancare quello rapido e cinico (….. ovviamente sempre in chiave Siena!) per dare un senso all’utilizzo di Bogdani o Larrondo. Altrimenti, come anche domenica, il portiere avversario può fare a meno di scendere in campo.

E’ ovvio che siamo il Siena, che bisogna contentarci, che il Napoli è il Napoli, che non ci sono più le mezze stagioni, ma la serena e non faziosa capacità di giudizio non è stata abolita neanche dal Governo Monti!

Andrea Sordi

 
22/03/12 00:00 | Intervento di Vittorio Rossetti
Intervento di Vittorio Rossetti

Cari amici,

a poche ore dall'inizio della semifinale di Coppa Italia, mi sento profondamente contrariato e disilluso. Conservavo una residua speranza di ravvedimento, ma, come molti, avevo intuito che il prode condottiero Sannino avrebbe provveduto a un robusto innesto di riserve, nella formazione che dovrebbe contendere al Napoli l'ingresso alla finale di Roma. Sì, parlo di riserve, perché, al di là di tutte le affermazioni, un po' retoriche e molto fasulle - del tipo conferenza stampa otalk show  televisivo - concesse dallo staff tecnico bianconero, se si escludono episodi contingenti e ben delimitati, i giocatori che sono scesi e scendono in campo sono sempre i soliti noti. E questo dato, qualcosa vorrà pur significare.

E' noto che, per motivi facilmente intuibili, RAI, Federazione e (quasi) tutta la nazione, sportiva e non, “spingano” in direzione di una finale tra Juventus e Napoli. Ma che questa partita – e questo è noto forse solo a noi tifosi - pur tra le immense difficoltà per gli ostacoli da scavalcare, avrebbe potuto rappresentare l'ingresso nella Storia (con la maiuscola) sportiva di Siena e uno spot straordinario per la città e per lo sponsor (di questi tempi, poi), non pare aver destato particolare interesse.

Ma davvero non sarebbe stato possibile attuare un turn over meno radicale per un incontro talmente importante? Davvero Sannino Custer non avrebbe potuto lasciare almeno i fucili al nostro 7° Cavalleria circondato dai pellerossa, anziché dotarli di fionde e cerbottane?

Siamo tutti d'accordo che la Serie A è un patrimonio, non solo sportivo, per l'intera città, da conservare ad ogni costo. Siamo tutti d'accordo che il divario tecnico tra le due squadre titolari è netto e incolmabile; figuriamoci presentando le seconde linee, fin qui straordinarie certamente, ma pur sempre seconde linee. Ma...

Napoli, Milan e Juventus, in lotta per altri obiettivi non proprio secondari rispetto al nostro, hanno ritenuto opportuno schierare in pratica la formazione titolare, per conquistare la finale di Roma. Lo stesso Napoli ha affrontato sette giorni fa il Chelsea (non proprio uno zuccherino) per l'accesso ai quarti di finale di Champions League, in una appassionante contesa durata oltre 120 minuti. Domenica scorsa ha conquistato un faticoso pareggio a Udine (altro zuccherino poco raccomandabile) tenendo a riposo, in pratica, il solo Lavezzi. Oggi affronta la semifinale di Coppa più o meno con gli stessi elementi. Tutto in sette giorni.

E noi rinunciamo fin dall'inizio a combattere e ci presentiamo solo per onor di firma? Ricordo i patrioti Polacchi che, in ben più drammatiche circostanze, schiacciati e oggetto di spartizione per secoli da parte dei potenti vicini, orgogliosamente ammonivano: “Ci mangerete. Ma faremo di tutto per renderci indigesti”.

A me pare che noi, al contrario, vogliamo offrire ai napoletani anche il digestivo. Cosa che non gradirebbero certo quei coraggiosi 400 tifosi, eroici come tutti i sognatori, che si sono fatti carico di una trasferta faticosa e disagevole per manifestare la loro fede e il loro amore per la Robur. E non per trovarsi, disarmati, al Little Big Horn partenopeo.

 Vittorio Rossetti

 

 
21/03/12 00:00 | La prima volta fu a Roma. Intervento di Lallo Meniconi
La prima volta fu a Roma. Intervento di Lallo Meniconi

Con la partita di stasera, si riaccendono nella memoria, momenti passati, difficilmente cancellabili. Con il Napoli ci giochiamo l’accesso alla finale di coppa italia e probabilmente per la prima volta nella storia della Robur, l’accesso in Europa. Ed è sicuramente un sogno che si avvera, una lucida folllia da vivere ad occhi aperti e il cuore rivolto a colui che in passato già ci aveva fatto assaporare momenti indimenticabili, l’Ing Paolo De Luca. Io sono fra quelli che nel lontano 2001, era presente nella sfida contro la Lazio in coppa italia, in uno di quegli stadi che solo ad entrarci ti lascia senza respiro. Erano gli anni in cui il Siena si giocava una sofferta e tormentata serie B e in occasione di quell’incontro la posizione in classifica era da semaforo rosso. Ma la Robur contro ogni aspettativa e ogni pronostico, riuscì a disputare una gara brillante,  nonostante la differenza di categoria fra le due formazioni fosse evidente e al primo gol di Crespo, rispose un grande gol di De Cesare, che fece illudere la moltitudine di tifosi senesi giunti all’Olimpico con ogni mezzo, per assistere ad un evento storico che non aveva  precedenti in casa Robur. La partita finì con la vittoria della Lazio, ma la gioia per quella giornata in cui il piccolo Siena aveva messo paura ad una squadra abituata al palcoscenico della serie A, fu incontenibile e tutti tornammo a casa con la sensazione che i bianconeri sarebbero riusciti  a centrare la salvezza (come infatti avvenne) nella serie cadetta, perché quella prestazione non rendeva giustizia ad una squadra che occupava l’ultimo posto in serie B.

Non si può descrivere le sensazioni, la gioia, l’ ebbrezza che provai quando mi affacciai per la prima volta nella mia vita, sul campo dell’Olimpico, tempio del calcio e luogo che trasudava gloria.

Stasera quei tifosi che seguiranno il magico Siena al San Paolo, rivivranno questi momenti e consegneranno alla storia, vada come vada,  un’altra pagina indelebile di un atto, scritto con la passione di colui che nel calcio e nei valori degli individui, credeva veramente, il grande Paolo De Luca.

LALLO MENICONI.        

 
20/03/12 00:00 | Al San Paolo con De Luca accanto
Al San Paolo con De Luca accanto

E domani al San Paolo! Sembra uno scherzo, ma domani al San Paolo ci giochiamo la possibilità di disputare la finale della Coppa Italia a Roma e, quindi, nella prossima annata andare in Europa! Hai detto scansati!

Io faccio parte di quella generazione di tifosi scalcinati per i quali, dopo campionati disputati contro l’Orbetello, Montecatini, Cerretese ecc. ecc., era un sogno tornare ad incontrare squadre come il Prato, l’Arezzo, per non parlare del Livorno. La Fiorentina? Sie meglio! Pensare di incontrare i viola era come credere alle novelle che la nonna ti raccontava da piccino quando eri a letto con la febbre.

C’è voluto, per dirla alla senese, un napoletano verace con il suo entusiasmo da bambino e l’incoscienza propria di quelle genti per convincerci che le novelle della nonna erano vere e che bisognava crederci. Ecco, questo è il momento, non me ne voglia la Famiglia Mezzaroma, che sentirei il bisogno di riavere accanto Paolo De Luca. La sua lucida follia ci rassicurerebbe, non ci farebbero un baffo i sessantamila del San Paolo, Cavani & Lavezzi sarebbero solo degli scugnizzi. 

Con Lui accanto faremmo il culo anche al Real Madrid!

Andrea Sordi

 

 
20/03/12 00:00 | Intervento di Lallo Meniconi
Intervento di Lallo Meniconi

Purtroppo con rammarico, bisogna riconoscere che questo Siena ha le ali spuntate. Quando possiamo e dobbiamo spiccare il volo, lo facciamo con la forza di un passerotto di nido. Non mi piace fare il profeta in patria, ma la settimana scorsa avevo scritto di fare molta attenzione a questo Novara, che a Siena si sarebbe giocato gli ultimi scampoli di permanenza in serie A e ancora una volta a fare la differenza sono stati sicuramente le motivazioni e gli stimoli diversi.

Era giusto che i bianconeri non si buttassero a capofitto su questa partita per cercare di vincerla a tutti i costi, ma era anche essenziale non perderla per continuare a dare ossigeno ad una pretendente alla lotta per la salvezza. Il Novara ha fatto la gara che il Siena aveva fatto a Cesena una settimana fa; ha aspettato che le maglie della Robur potessero permettere a Caracciolo e co. di portare a conclusione alcune giocate, sfruttando al meglio il momento in cui i bianconeri hanno abbassato il baricentro.

Forse con il segno di poi, sempre facendo qualche chiacchiera da bar sport, era il caso di giocare ad una sola punta, con Bogdani che riesce a fare reparto da solo e con Brienza come seconda punta. Il centrocampo forse andava puntellato un po’ meglio, per arginare pericolose ripartenze, ma anche lì se non si recuperano gli elementi che sono fuori ormai da tempo, come Bolzoni e D’Agostino, le scelte rimangono obbligate ai soliti noti.

Comunque ci saremmo aspettati decisamente un po’ di più da questo Siena, ma come hanno detto gli esperti di calcio, la palla è tonda e ci sta di incappare nella giornata  storta, ma se si va a vedere con attenzione, le giornate  cominciano ad essere tante. Credo che nessuno riesca a spiegarsi la metamorfosi che subisce questa squadra a distanza di una settimana. Si passa da prestazioni convincenti a momenti di vero black out agonistico. Non possiamo affidare le sorti di una partita importante contro una diretta concorrente alla retrocessione, alle sole giocate di Brienza, che mi sembra per adesso l’unico con un rendimento costante e sempre più in ascesa.

Prepariamoci ad affrontare una nuova battaglia con il Chievo, sperando che a Verona, visto le trascorse trasferte, si riesca a fare punti per riprendere il nostro cammino e speriamo che rispetto alla partita contro il Lecce, questa non lasci evidenti segni sul morale dei giocatori.

LALLO MENICONI.    

 

 
18/03/12 00:00 | Intervento di Emilio Renzulli
Intervento di Emilio Renzulli

Oggi,sarà una grande partita,che la nostra Robur,dovrà fare in casa,contro il Novara,per fare un balzo molto importante per la permanenza in serie A.
Una partita da non sottovalutare,perchè il Novara,con il ritorno di Tesser,ha improvvisamente cambiato marcia,battendo in casa ..l'udinese!
E credo che il mitico Sannino,abbia come sempre preparato la partita a dovere
A noi tifosi,oggi il compito di sostenere la squadra!!! Se poi si pensa che ...la Fiorentina,ieri nè ha presi 5 da Conte,ci dà + carica per oggi!!!!

 Forza Robur!!!!!

 Emilio Renzulli

 

 
14/03/12 00:00 | Intervento di Gino Sestini sull'infortunio di Calai├▓
Intervento di Gino Sestini sull'infortunio di Calai├▓

Caro direttore non volevo  parlare della grande e importantissima  vittoria di Cesena, ma concedimi un piccolo spazio per   esternare tutto il mio dispiacere per il grave infortunio subito dal nostro  LELE  non è solamente dispiacere x la perdita del nostro centravanti, del nostro bomber  ci mancheranno sicuramente gli altri cinque, sei gol che sicuramente Calaio' avrebbe realizzato fino alla fine del campionato, ma sono dispiaciuto principalmente per "l'uomo Calaiò" non dimentichiamoci che l'anno scorso aveva  richieste di club importanti di serie A, ma è rimasto a Siena e con il suo stupendo campionato a  suon di goal dei quali tanti pesantissimi ci ha riportato in serie A, io che sono un grande estimatore di  LELE, estimatore perchè insieme al tasso tecnico alla grinta  alla determinazione  nei giocatori in primis peso l'uomo e Calaiò insieme alle doti tecniche di grande realizzatore  ha quella di essere uomo vero. Io ero convinto e sicuro che anche in serie A sarebbe andato in doppia cifra e senza l'infortunio sarebbe arrivato sicuramente a quota quindici-sedici reti, e mi  faccio  e vi faccio una domanda pensate a  quali  GOLEADOR italiani  osannati da TV e stampa, con contratti  faraonici  che giocano in grandi club, e alcuni anche in nazionale  avrebbero realizzato  più di LELE ? Togliamo  Di Natale, poi ........ pensate che se Antonio Conte lo avesse portato  alla Juve  avrebbe fatto meno reti  di Matri, o di Quagliarella , o di Borriello  o di Vucinic  o Jaquinta, o Toni ?   il problema è che l'erba  del vicino sembra sempre più verde, ma basta approfondire  per accorgersi che spesso è molto più gialla della nostra.  LELE  sei un grande  ci mancherai in questo finale di campionato, rimettiti  a posto fisicamente  per il campionato di seria A 2012-2013, e pronto a scagliare tante frecce  nelle porte avversarie  da  grande  "" ARCIERE "" 
Gino Sestini

 
14/03/12 00:00 | Adriano Fiorini risponde al tifoso del Cesena
Adriano Fiorini risponde al tifoso del Cesena

Anch'io ho avuto la stessa sensazione: due tifoserie corrette, appassionate, rispettose l'una dell'altra, calde, ma non becere nè violente. Purtroppo queste cose non fanno notizia e nessuno le ha messe in evidenza, nè TV nè giornali. Ti assicuro che domenica essere allo stadio era veramente piacevole, indipendentemente dalla qualità del gioco e dal risultato. Augurare "serie B" agli avversari mi ha sempre dato noia (forse perchè a noi l'hanno fatto tante volte) e a proposito, per dimostrare la civiltà della nostra tifoseria, ricordo quell'anno che ci salvammo all'ultima partita (2 a 1 gol di Argilli allo scadere) contro l' Atalanta, già retrocessa, quando cantammo ai Bergamaschi: "Tornerete, tornerete, tornerete in serie A!".

Adriano Fiorini

 

 
13/03/12 00:00 | Intervento di Andrea Sordi
Intervento di Andrea Sordi

Reduce da Cesena, lungo l’accidentata E45 (nel senso accidenti a chi non la rimette a posto!) ho avuto il tempo di riguastarmi il risultato. Bello, rassicurante e …libidinoso! Era l’ora!

Poi la gioia si stempera nella preoccupazione sull’entità dell’infortunio di Calaiò. E' proprio finita. Dovremo rinunciare al nostro Arciere proprio ora che stiamo per andare  a…..  Grande la perdita tecnica, grande il dispiacere per l’uomo. Forza Emanuele torna presto!

Cesena, comunque, seppur vincenti, torna a consegnarci una squadra, formato esterno, con il freno a mano tirato. Forse timorosa, sicuramente lenta ed un po’ impacciata nonostante un Sannino tarantolato. Ma Cesena è anche la conferma di Bogdani. Lo abbiamo accolto con trasparente perplessità , io su tutti, ricordando un giocatore lento, approssimativo e tutt’altro che determinante sotto rete, e invece... e invece ci ritroviamo un altro interprete. Forte lo è sempre stato, ma ora la sua forza gli consente di ”fare reparto”, di essere di aiuto ai compagni nella costruzione delle trame offensive e, se necessario, nella loro conclusione.  Un signor giocatore! Tanto di cappello!

Cesena dunque, Cesena tappa importante anche per noi tifosi. Siamo andati in massa, abbiamo cantato, sostenuto la squadra e, a quel che sembra, riscuotendo viva ammirazione dagli avversari. Grandi!!!.... lo direbbe anche Renato Zero.

 

 Andrea Sordi

 

 
12/03/12 00:00 | Intervento di Lallo Meniconi
Intervento di Lallo Meniconi

Finalmente il Siena ha sfatato un tabù, ormai alquanto fastidioso in questo campionato, quello di vincere la prima partita fuori casa. Non è stata certamente una gara qualunque, se pensiamo che con la bella vittoria di ieri, forse abbiamo definitivamente compromesso le speranze di una diretta concorrente alla salvezza e non era neppure una partita facile, perché una squadra ferita e in brutte acque, può avere una reazione imprevedibile, facendo ricorso all’orgoglio e a forze sconosciute. Ma ieri contro la Robur, il Cesena ha infranto molti dei suoi sogni di permanenza nella massima serie, una probabilità non certo una certezza, visto che la matematica non la condanna, come non mette al sicuro i nostri bianconeri, che dovranno affrontare le prossime gare con la stessa determinazione che ha portato a conquistare tre vittorie consecutive, nove reti siglate, il sorpasso in classifica di Parma, Cagliari e la coabitazione in classifica a 32 punti con i viola. La vittoria di ieri è stata il frutto, come molte volte accade, di alcuni episodi favorevoli, perché per un tempo e mezzo, le difficoltà di formazione in cui versava il Cesena non si erano praticamente viste. Ma il calcio insegna che alla fine vince chi riesce ad essere pratico e cinico allo stesso tempo e se magari siamo stati bruttini rispetto ad altre uscite, l’importante era non ripetere l’esperienza di Lecce e muovere la classifica.

All’inizio della stagionela squadra allenata dall’ex Beretta, non era fra quelle candidate alla retrocessione, se pensiamo agli sforzi economici del Presidente Campedelli, che era riuscito a portare in Emilia, giocatoridel calibro di Mutu,Comotto ,Santana (forse troppi solisti)e nel mercato invernale si era rinforzata con l’arrivo di Iaquinta. Ma questo avvalora ancora di più gli sforzi dei nostri ragazzi, che senza particolari curriculum vitae, hanno saputo affrontare la serie A, con la giusta applicazione e la giusta mentalità, unita alla guida di un allenatore che ha plasmato un gruppo risultato per il momento il migliore fra le formazioni avute nella massima serie.

Dopo i gravi scivoloni di Lecce e Catania, la squadra si è ritrovata e a ritrovato il calore dei tifosi, ieri veramente encomiabili nell’incitamento durato novanta minuti e culminato nel finalecon un grande abbraccio collettivo.

La strada da percorrere è ancora lunga e domenica si staglia all’orizzonte un altro match ball  da non fallire per liquidare un’altra scomoda “pratica” in chiave salvezza. Tutte le gare sono da prendere con la giusta cautela e sarebbe uno sbaglio pensare di aver già raggiunto il nostro obbiettivo primario.

Sicuramente il Novara da qui alla fine si giocherà a viso aperto tutti gli incontri in calendario, senza fare barricate o ricorrere a tatticismi vari, perché è consapevole che gli rimangono pochi scampoli di speranza di rimanere in serie A e quindi ci sarà bisogno del miglior Siena, che purtroppo da qui alla fine dei giochi, dovrà privarsi di un elemento importante come Calaiò (a cui va il mio augurio di una pronta guarigione).

Adesso godiamoci questa bella impresa e abituiamo gli occhi a una classifica che  parla di un Siena, che nel girone di ritorno, ha conquistato per il momento tredici punti (un gran bel bottino), facendo molto meglio di tante altre squadre che lottano per obbiettivi più prestigiosi.

LALLO MENICONI.        

 

 
10/03/12 00:00 | Inervento di Andrea Sordi
Inervento di Andrea Sordi

Forse sarà perché per molti anni ho operato in contesti commerciali e, in particolare, di studio dei mercati e, quindi, delle opportunità di vendita con conseguente definizione delle strategie correlate ecc., ecc., ma io, nonostante il fastidio, non mi stupisco quando i media nazionali (…. in verità anche quelli regionali!) mostrano scarsa simpatia per il nostro Siena. In effetti, con una connotazione fortemente commerciale di qualsiasi attività sportiva, e del calcio in particolare, Siena è solo tollerata. Sai quanto può essere più attrattivo il Padova, il Pescara o la Reggina, per non parlare del Torino e della Sampdoria!

Siena è vista come un’intrusa che “crapula” allegramente al banchetto dei quattrini mediatici (leggasi SKY, Mediaset, giusto quanto detto, non ha sottoscritto con noi alcun contratto) senza offrire grandi corrispettivi (leggasi “audience” ovvero copie di giornali sportivi sempre più concentrati a decantare le squadre metropolitane).

In effetti se il “valore” su cui ancorare le fortune sportive fosse solamente l’incasso al botteghino, beh, dobbiamo veramente sforzarci per individuale la giusta collazione del nostro amato Roburrone?

Date queste premesse, non ci amareggiamo più di tanto se siamo tirati in ballo anche per le vicende più fosche, non ci vogliono lassù dove siamo! Non si compra abbastanza!

Per vivere con una certa tranquillità bisogna essere più puliti del bucato lavato con Dixan! Forse non basterebbe lo stesso.

Ma ve lo immaginate cosa potrebbe accadere se dovessimo, una certa notte di maggio, andare a giocare una certa partita all’Olimpico di Roma?

Gli “sformati”, da quelli di gobbi a quelli di fave, non mancherebbero di certo!

Andrea Sordi

 

 
09/03/12 00:00 | Intervento di Stefano Ricci sul calcioscommesse
Intervento di Stefano Ricci sul calcioscommesse

Cari amici Fedelissimi,
scrivo questa lettera dopo aver fortuitamente visto un servizio sul calcio-scommesse a studio sport (fortuitamente perché io ODIO il calcio parlato in tv e non guardo mai simili trasmissioni).Sono rimasto letteralmente basito sull'accanimento del giornalista e della redazione di simile testata sulla nostra amata Robur: loro, sempre ben informati su indagini ancora in corso, danno già giudizi lapidari su alcune partite dello scorso campionato (Novara-Siena e Albinoleffe-Siena), definendo il comportamento del Siena calcio da bollino rosso. Il tutto basato su chiacchiere di persone indagate per reati ben più gravi, sul sentito dire o magari sulla paura dei suddetti di finire in galera, quindi di fare i pentiti per "annacquare" le loro posizioni penali.
Cosa ancor più sconcertante il giornalista parla anche dell'interrogatorio di Bonucci, difensore della Juventus ma al tempo delle scommesse in forza al Bari, ma citando che era solo una formalità dovuta come persona informata dei fatti.
Ora io non voglio dire che noi della Robur siamo per forza limpidi come la neve, ma sputtanare e giungere ad affrettate conclusioni solo sulle piccole squadre (mi metto anche nei panni dei tifosi delle altre "piccole" coinvolte) e salvare SEMPRE giocatori, dirigenti e comportamenti presunti delle cosiddette grandi, ecco, mi ha rotto i coglioni.
ciliegina sulla torta la loro libera, sciatta e veloce interpretazione
Delle parole di Perinetti sulla vicenda. Spero che la società del Siena si tuteli opportunamente e con decisione
di fronte a simili tangheri ed al loro modo di fare giornalismo.
Grazie per la pazienza, un abbraccio a tutti i tifosi della Robur che patiscono come me.

Stefano Ricci

 
06/03/12 00:00 | Riceviamo e pubblichiamo
Riceviamo e pubblichiamo

Per mia precisa scelta di principio non guardo quasi mai la Robur in televisione. E' una di quelle scelte o prese di posizione, un pò come per altri la tessera del tifoso, che se tutti le facessero probabilmente questo calcio sarebbe un pò meno malato ma mi rendo anche conto che alla fine, essendo uno dei pochi a farle, lasciano il tempo che trovano. Per questo motivo domenica mi sono piegato a mettermi in poltrona e guardarmi la partita visto che ero impossibilitato ad andare al Rastrello. Vedere la Robur in televisione mi ha fatto un effetto strano ma i miei sensi di colpa sono stati spazzati via definitivamente al momento dell'esultanza di Del Grosso. Un'esultanza vera, genuina, alla vecchia maniera che in un momento di distacco da questo calcio moderno così fasullo di cui sono  disilluso e disinnamorato, mi ha fatto tornare a ribollire il sangue bianconero. Non sono di quelli che trova gratificazione nel "fare l'amore" con i giocatori e osannarli a ogni passo. Loro fanno il loro dovere e io da tifoso fo il mio, ovvero cantare. Al tempo stesso però non condivido chi è prevenuto e trova divertimento nel dileggiarli e umiliarli costantemente. In fin dei conti sono degli uomini come noi e come tali dovrebbero essere trattati, con il rispetto che si dovrebbe dare al prossimo senza insultarli senza motivo dalle gradinate e poi magari prenderci il caffè al bar perché faccia a faccia poi non si ha neanche il coraggio di dire "guarda che quel ganzo che ti fischia tutte le volte che tocchi palla sono io". In fin dei conti scendono in campo per difendere i colori della tua squadra, della tua città, della tua gente e si, anche i tuoi,  quindi offendendoli ti dai solo la zappa nei pedi. I giocatori che giocano ad alti livelli oggi sicuramente sono dei privilegiati, a volte delle fighette, altre degli irriconoscenti,spesso andrebbero schiaffeggiati (soprattutto per noi che si è visto la semplicità di quelli che una volta, perché oggi so cambiati anche loro, calcavano la c2) ma purtroppo finché indossano quella maglia a strisce bianconere non riesco proprio ad offenderli e a dirla tutta gli voglio anche un pò di bene. Questo a maggior ragione se ti capita di avere un gruppo come quello di quest'anno che non ha quelle caratteristiche sopraelencate e che è capitanato tra l'altro da un uomo vero, verace, alla vecchia maniera, una piacevole novità in mezzo ai tanti allenatori banali che da anni siedono sulle panchine italiane. Un gruppo, come dicevo, che sembra fare della correttezza, dell'impegno e dell'attaccamento alla maglia una prerogativa. L'esultanza di Del Grosso, così come i goal di Bogdani e Calaiò hanno scatenato in me una libidine ormai sopita a causa delle continue polemiche che affliggono il calcio nazionale di oggi ma anche quelle locali che minano l'ambiente bianconero stesso, senza sapersi godere la serie A che sembra diventata ormai un fatto normale e dovuto come se Siena fosse il centro dell'universo . Per questo motivo la gioia di Cristiano ha fatto esplodere dentro di me al tempo stesso un'incazzatura non indifferente. Non capisco infatti quella buona fetta di pubblico senese che sa solo criticare, offendere, e deridere i propri giocatori addirittura fino ad arrivare a non esultare per un loro goal. Questa è la pochezza e meschinità classica del tipico senese che si riscontra anche in contrada quando c'è quel capitano, quel priore o quel fantino che non ti va a genio. Il gusto di remare contro e gufare purtroppo a certa gente non glielo leverai mai, solo per il piacere personale di poter dire "hai visto, io l'avevo detto". Una tua personale opinione, detta magari a metà estate tutto caldo a un cenino o al bar la devi difendere fino all'estremo pur di non sfigurare, a tal punto da arrivare a fare gesti che possono solo fare il male della squadra che dici di amare. Per me è inconcepibile e scrivo questa lettera proprio perché vorrei spendere un elogio per tutti quei giocatori che sono stati massacrati in questi anni. Giocatori che ormai sono il nucleo storico e che danno l'anima per la robur. Giocatori, che, SI, ci hanno portato in B, ma che hanno anche avuto l'onestà e il coraggio di restare e riparare al danno fatto ( che poi tutte colpe loro non erano!!) a differenza di altri condottieri osannati per anni che poi hanno abbandonato la nave appena iniziava ad imbarcare acqua o ad affondamento appena avvenuto. Il tanto vituperato Calaiò al di là dei goal fatti che a me interessano il giusto, andrebbe giudicato per altre cose. E' venuto qui, si è sempre comportato da professionista, non ha mai fatto polemiche ed ha fatto il possibile per integrarsi in una città chiusa e particolare come la nostra. Cosa non molto comune tra i giocatori eppure come riconoscenza si è preso una marea di insulti senza motivo. Spesso è stato criticato per delle quisquiglie che se le faceva chiunque altro sarebbero passate inosservate. E invece solo perché nella tifoseria ci sono alcuni, anche se non numerosi, che diffondono questi atteggiamenti autolesionisti e lo hanno preso di mira facendo proseliti viene continuamente attaccato. Al pari di uno come Del Grosso, che a mio modesto parere è un signor professionista, ha dato il cuore (e il naso) per l'A.C. Siena, si è sempre impegnato come un matto facendo dei campionati più che dignitosi. Di terzini italiani in giro non se ne vedono tantissimi più bravi di lui. Per questo ho goduto di quei goal, così come per Bogdani che al rientro a Siena dopo aver lasciato solo buoni ricordi, i soliti erano già a dire " ma che ci si fa con uno finito come lui". Tutti gli attaccantoni che gli intenditoroni volevano a gennaio (ma anche d'estate) non mi sembra che stiano facendo sfracelli e chi li ha comprati adesso mastica amaro. Soldi gettati al vento!! Forse bisognerebbe ricordarsi chi siamo e da dove veniamo e che per certe realtà i giocatori giusti sono questi e non i campioni viziati che andrebbero appunto solo schiaffeggiati. D'altronde se i nostri fossero degli Ibra o dei Pato sarebbero al Milan e non a Siena. Per motivi di spazio visto che mi sono dilungato non continuo ma le stesse cose si potrebbero dire di Terzi, ragazzo d'oro con un cuore enorme che suo malgrado ha pagato lo scotto Portanova, di Rossi, Rossettini, dello sfortunato Parravicini, e di tutti quelli che sono scesi in B con noi. Vergassola? non me ne sono dimenticato ma credo che per lui proprio non ci siano parole.
Gli altri? per ora si stanno comportando egregiamente e poi vestono di bianco e nero, voglio bene anche a loro almeno per ora. Un grazie di cuore anche a tutti loro e al mister e soprattutto un elogio particolare va a Del Grosso per quella esultanza che racchiude in se lo spirito di questa Robur targata 2011/12.

Forza Siena

Un tifoso qualunque (lettera firmata)

 
05/03/12 00:00 | Riceviamo e pubblichiamo
Riceviamo e pubblichiamo

In occasione di Siena - Napoli. in coppa, e Siena-Roma in campionato, giocate in orari improri e nel freddo più pungente, molti senesi si sono sentiti veri tifosi per il solo fatto di essere andati allo stadio.
Non nascondo che questo è stato un merito, ma il vero tifo è quello per cui un individuo o un gruppo di individui si impegnano a sostenere con vivo entusiasmo la propria squadra in una disciplina sportiva (definizione da vocabolario).
Troppi non hanno chiaro questo concetto, troppe le critiche e le offese ai nostri giocatori al primo errore, qualcuno poi viene criticato anche se non commette errori.
I giocatori vanno sostenuti tutti e sempre fino alla fine della partita e se l'impegno profuso, indipendentemente dalla qualità del gioco, è soddisfacente  devono essere applauditi anche se sconfitti: per me quello che conta è l'impegno, che deve essere sempre al massimo. 
Vorrei concludere invitando tutti a non lamentarci quando veniamo mischiati con i tifosi di altre squadre in tribuna o in curva nelle partite di cartello, le più grosse offese ai nostri giocatori le ho sentite da parte di spettatori senesi, oltretutto abbonati e sarebbero queste le persone che non vorrei avere accanto durante la partita, non i tifosi ospiti.
Un saluto a tutti,
Forza Siena
 
Giampiero (lettera firmata)

 

Il Siena mette il sigillo ad una gara che per molti versi si preannunciava ostica, visto che il Cagliari, reduce da un brutto scivolone in casa con il Lecce, non ci stava a perdere la seconda partita di fila. I bianconeri sono partiti un po’ con il freno tirato, tanto che le occasioni più pericolose le hanno confezionate i sardi, ma grazie ad un sempre ottimo Pegolo e grazie anche ad un pizzico di fortuna, sono invece arrivati i gol pesanti del nostro Siena. Rispetto alla gara vittoriosa con il Palermo è cambiata solo la dislocazione in avanti, con Bogdani a fare coppia  con Destro. Questa  decisione di mandare in campo fin dall’inizio Bogdani al posto di Calaiò, ha forse inevitabilmente scontentato quest’ultimo, che fino a qualche settimana fa, era considerato inamovibile e lo abbiamo edotto dalla foga  dell’esultanza e da qualche altro gesto poco carino all’indirizzo della panchina,  in occasione del secondo gol. E’ sempre stato detto e per primo lo ha ribadito Mister Sannino, che gioca chi è al massimo della forma e nella rosa dei titolari c’è sempre posto per tutti, basta saperselo conquistare. Con l’arrivo di Bogdani, si è sicuramente aperta una sana competizione fra due elementi che hanno delle caratteristiche diverse, soprattutto a livello fisico e in questo momento, senza togliere nulla alle doti tecniche di Calaiò e a quello che ha fatto in termini realizzativi, forse il Mister vuole sfruttare il momento positivo della punta albanese e contro il Cagliari ha ravvisato l’utilità di impiegarlo fin dall’inizio. 

Credo che in questo momento sia controproducente creare un caso Calaiò, anche perché ogni elemento per il rispettivo ruolo che ricopre è importante al fine della conquista della salvezza. Se Calaiò dovesse entrare in campo con la grinta e la rabbia dimostrata ieri, forse chi ha fatto determinate considerazioni e scelte,   era ampiamente nel giusto, ed è anche giusto che i tifosi si siano fatti o abbiano una loro idea su certi giocatori, basta che non venga mai negato (e fino adesso non è capitato, anzi i tifosi sono sempre stati vicini al Siena, soprattutto in questi ultimi tempi ) l’incitamento a tutta la squadra.

Ieri era importante vincere e ha vinto un Siena pratico e cinico , con una prova che servirà a ridare forza e morale all’ambiente, dopo le opache prestazioni di Lecce e Catania.

Si sta delineando anche quella che secondo il mio parere, sarà la formazione che si giocherà gran parte della permanenza in serie A, perché ormai a questo punto del campionato, conosciamo tutti i pregi e i difetti di questa squadra (e li conosce bene anche il Mister) e anche dei singoli elementi.

Il Siena da ieri ha riaperto la lotta anche con altre squadre che la precedevano, abbassando la soglia salvezza e nel prossimo incontro abbiamo un’altra ghiotta occasione da sfruttare per allungare la nostra striscia positiva, visto che dalle cronache della partita fra Fiorentina e Cesena è emerso un dato incoraggiante per la Robur e cioè che il romagnoli in una gara brutta per entrambe le compagini, hanno tirato in porta una sola volta; speriamo che contro la Robur si ripetano.

LALLO MENICONI.            

 

 
28/02/12 00:00 | Riceviamo e pubblichiamo
Riceviamo e pubblichiamo

Ho ascoltato alcuni minuti orsono i commenti del sig. Garanzini  sulla partita con Palermo . La stessa è stata definita la partita in cui ci sono stati gli errori arbitrali più gravi. Non mi sembra giusto subire commenti di questo genere anche perchè nessuno ha parlato tanto e apertamente di quanto subito a Bologna ,con la Fiorentina in tutte e due le partite, col Lecce fallo su Reginaldo nettissimo e dell'arbitraggio vergognoso di Russo nella partita col  Catania. Credo sinceramente che la Società ,e gli sportivi senesi debbano farsi sentire nei confronti di questi signori  Rai , Sky, radio 24 ,che con le loro conduzioni gettano sovente fango sulla nostra squadra e sulla nostra città.

E poi perchè non boicottare gli inviati che domenica verranno a Siena ?  Grazie ancora per l'ospitalità ,ma non sopporto proprio più  quello che ho sentito da domenica ad oggi . Avrei voluto che si parlasse altrettanto e con la stessa verve  anche delle  partite sopra menzionate.

Nello

 

Si potrebbe dire che il calcio è ormai un vecchio arnese che puzza di stantio. Tutti i campionati che Dio ha messo su questa terra e fatto giocare, sono stati costellati di polemiche sugli arbitraggi e sui presunti danni alle squadre e quindi alle società, senza toccare l’altro aspetto che riguarda il mondo delle scommesse, quel male che purtroppo danneggia il gioco più bello del mondo.

Zamparini tuona contro la classe arbitrale, rea di aver affossato domenica contro il Siena, le aspirazioni di una squadra che sulla carta aveva buone probabilità di vincere, rese vane dopo pochi secondi, dall’intervento della giacchetta nera, che sanzionava un fallo da ultimo uomo con l’espulsione di un giocatore rosa-nero.

Ma ci fossimo fermati qui, non sarebbe stato nulla o probabilmente solo uno sfogo, per giunta legittimo, di un presidente che aveva visto oltre all’incapacità dell’arbitro, anche la  malafede. Ma come succede in questi casi, bisogna andare oltre, perché se no non siamo italiani e allora dobbiamo vedere gli scheletri anche dove questi non ci sono. Si dice che il Siena viene favorito perché è tutto merito della Banca Monte dei Paschi e del fatto che è la città che ospita la terza banca più importante del paese.

Onestamente dico a questi signori che la Banca a Siena esisteva anche quando i bianconeri giocavano dei campionati incolore e anonimi  nei bassi fondi della serie C e che due anni fa sono stati retrocessi, pur avendo alle spalle e come sponsor la Banca su citata. Se poi si dovesse andare a vedere i torti subiti negli ultimi anni, probabilmente dopo un onesto confronto , ognuno se ne tornerebbe a casa con i suoi. Sono d’accordo con Sannino quando dice, che a conti fatti a fine campionato dare e avere si compensano. Sicuramente il nostro buon Biscardi, avrebbe subito detto che se ci fosse stata la moviola in campo, episodi come quello di Milano (Milan-juve)  o quello si Siena, soprattutto il rigore su Brienza, non ci sarebbero stati, con profonda pace però, di tutti i talk show e di tutti i “giornalai” sportivi, gli opinionisti e tutto quello che ruota intorno alla macchina milionaria del calcio.

Non cambierà nulla perché in fondo non si vuole cambiare nulla; il calcio deve rimanere oltre che uno sport, anche e soprattutto uno spettacolo fatto dagli Zamparini, dai Lotito, dai Cellino, ma anche e soprattutto da chi vende i giornali, perché se non avessero più nulla da dire, ci pensi che noia il lunedì mattina.

LALLO MENICONI.