Rassegna Stampa

26/11/20 17:07 | Il Fatto Quotidiano - Perinetti: “Toccò a me dire a Diego che era risultato positivo all’antidoping."
Il Fatto Quotidiano - Perinetti: “Toccò a me dire a Diego che era risultato positivo all’antidoping."

Era il 25 marzo 1991. Il Napoli scopre che Diego Armando Maradona è stato trovato positivo ai controlli antidoping. Tocca a Giorgio Perinetti, dirigente del club da tre anni, andare a casa del più forte calciatore al mondo per dargli la notizia. Il direttore arriva in via Capece e gli dice quello che Diego non si aspettava, malgrado tutto. Il giorno prima il Napoli aveva perso 4-1 a Genova con la Sampdoria, Maradona aveva giocato tutta la partita e aveva segnato un inutile gol su rigore. “Purtroppo sono dovuto andare io – ricorda a Ilfattoquotidiano.it Perinetti, oggi ds del Brescia – alle mie parole si è toccato con la mano il fianco come se proprio in quel punto sentisse un dolore fisico. Nello stesso istante ha fatto una smorfia che non dimenticherò mai più. È stato un momento doloroso per tutti. Per lui che aveva capito che la sua carriera in Italia era giunta al termine e per la gente di Napoli. In qualche misura quel breve colloquio ha segnato per sempre anche la mia vita”.

Come si può descrivere Maradona?

Raccontare il calciatore Maradona non è possibile, le cose che ha fatto sul campo sono indescrivibili. A me piace ricordare l’uomo.

Lei lo ha conosciuto quando aveva 28 anni.

Nonostante tutti i suoi eccessi, Diego era un ragazzo straordinariamente sensibile, questo lo voglio sottolineare.

Lo ha visto ancora dopo quell’episodio del ‘91?

Diego l’ho incontrato nuovamente, certo, ma non abbiamo riparlato di quel giorno. Troppo doloroso.

E adesso, direttore?

Dobbiamo ricordare la gioia che ha dato a tutti quelli che amano il calcio.

Non è facile.

Ora i napoletani che con lui avevano un legame unico – non era solo un idolo, era un figlio acquisito – saranno piegati in due dalla sofferenza. Già nel 1991 l’addio di Diego alla città aveva portato ad uno scoramento totale.

La speranza era che ce la facesse anche questa volta.

La notizia della sua morte non è del tutto inaspettata, io però nel mio cuore speravo che vincesse ancora la fine. Una leggenda come lui però non se ne va mai, sopravvive a questo stesso momento triste per tutto quello che ha saputo fare sui campi di calcio e la felicità che ha regalato.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

 
22/11/20 16:41 | La Nazione - I Fedelissimi e la Robur. Cinquant’anni di amore
La Nazione - I Fedelissimi e la Robur. Cinquant’anni di amore
Cinquant’anni di Fedelissimi. «Cinquant’anni di vita» per Lorenzo Mulinacci. «Avevo 16 anni quando si è svolta la prima riunione, questo è il 34° anno che ne sono il presidente». Era il 21 novembre 1970 quando il Siena Club Fedelissimi vide la luce e, piccolo aneddoto, la Robur, anche allora militava in serie D. «Un segno del destino». Ma era un calcio diverso, quello, «fatto di rapporti umani, di chiacchiere intorno a un tavolino, vissuto di persona, in cui ogni occasione era buona per stare insieme». Mica come oggi che il tifo ha traslocato sui social e il pallone parla un linguaggio diverso. «Quell’essere sanguigni schietti e genuini, oggi, mi manca a parecchio» ammette il presidente, ripensando anche a chi, a spegnere le 50 candeline non ce l’ha fatta. «Lo dico sinceramente, oggi ho pensato tanto a tutti gli amici che se ne sono andati. Niente elenco, cito solo Fabio Ciani, perché è stato l’ultimo: 50 anni di vita, il Club, anche per lui». «La famiglia, la Contrada, il Siena – prosegue Mulinacci – in questo mezzo secolo si sono intrecciati in ogni mio giorno. E sono tanti i momenti che ricordo. La promozione in B, quella in A, le trasferte oceaniche. Ma anche le promozioni dalla C2 alla C1 degli anni ’70-’80-’90. Al tempo sono state delle imprese, anche se oggi suona strano. Non eravamo nessuno». E, tornando a oggi, chi si sarebbe mai immaginato di vedere gli stadi vuoti e usare correntemente parole come dpcm, tamponi e distanziamento. Sociale, appunto. «E’ normale che si crei un distacco tra i tifosi e il calcio – afferma Mulinacci –, che, non potendo seguire la squadra o frequentare le sedi o altri luoghi di aggregazione, si assottigli ancora di più il rapporto umano di cui sopra. Sono sincero: il campionato quest’anno non mi appassiona… Mettiamola così: se dovessimo tornare allo stadio nel settembre 2021, e con la Robur in C, considerato che l’ultima partita vista è stata in C, quest’anno è come se non l’avessimo vissuto». Ha grande fiducia, il presidente dei Fedelissimi, nel Siena di Gila. «Per quel poco che si è visto, questa squadra con la D non c’entra niente. A cose normali oggi saremmo primi e con distacco. Il mister sta gestendo al meglio la rosa e ha dimostrato che è uno che di calcio ci capisce». (Angela Gorellini)


Fonte: La Nazione

 

 
12/11/20 16:36 | Tiferno, Bianchi: «Umbre compatte, fermare subito la Serie D. Il virus circola anche coi recuperi...»
Tiferno, Bianchi: «Umbre compatte, fermare subito la Serie D. Il virus circola anche coi recuperi...»

Idee chiare in casa Tiferno sulla situazione contingente, pensieri espressi al Corriere dell'Umbria dal direttore generale Michele Bianchi: «Bisogna subito fermare il campionato come minino fino al 31 dicembre. Il campionato è fermo per un mese per permettere di recuperare tutte le partite non disputate. Noi questo lo troviamo paradossale, perché se il virus circola la domenica per la partita, circa anche il mercoledì durante i vari recuperi... Perciò la nostra posizione ufficiale va in senso univoco: sospensione immediata del campionato. Troviamo irriguardoso continuare a giocare, nei confronti della gente che tutti i giorni sta combattendo questa battaglia contro il virus. Dobbiamo sempre ricordarci che siamo dilettanti e il calcio rimane un gioco. Serie D molto onerosa? Anche questo è vero. Fortunatamente in un periodo molto complicato i nostri settanta partners hanno ribadito che continueranno a sostenerci con le loro sponsorizzazioni. Ma tutto ciò non può e non deve bastare, aspettiamo un segnale forte anche dalla Federazione: economico e con un nuovo protocollo chiaro ed accessibile a tutti. Una volta raggiunto anche questo traguardo, il tutto può farci proseguire tranquillamente. Per superare questo momento ci vuole tanta coesione tra tutte le società, come esiste tra noi umbre. Tengo a sottolineare che noi umbre ci confrontiamo spesso sul da farsi e sulle nostre esigenze da portare a conoscenza della LND. Il nostro pensiero è condiviso: sospendere tutto subito».

Fonte: notiziariocalcio.it

 
06/11/20 17:25 | La Nazione – Loi: “La Banca decideva il presidente del Siena”
La Nazione – Loi: “La Banca decideva il presidente del Siena”

«Era la Banca che decideva chi diventava presidente dell’Ac Siena. Mezzaroma, e prima Lombardi Stronati, erano stati portati da quest’ultima». Ad affermarlo è stato ieri Vincenzo Loi, che fino al 2013 era stato responsabile dell’amministrazione dell’Ac Siena, poi fallita. Una memoria storica importante delle vicende della società visto che, come ha ricordato nel processo per il crac, c’era già con il presidente De Luca. Ieri l’udienza era dedicata alle domande della difesa di Massimo Mezzaroma che per due ore ha cercato di portare alla luce anche il rilevante peso e il ruolo della Banca Mps che erogava contratti di sponsorizzazione – l’aveva fatto emergere la volta prima il pm Siro De Flammineis –, da tre anni ciascuno, fra gli 8 e i 9 milioni. «La salvezza del Siena era un imperativo fino al 2012 – prosegue Loi –, non si poteva neppure mettere in discussione. Poi la società bianconera rimase sola quando cambiarono i vertici dell’istituto». Un fuoco di fila le domande sulla cessione del marchio: «L’operazione mi arrivò già confezionata – prosegue l’ex responsabile amministrativo dell’Ac Siena –, come cessione di ramo d’azienda». Sollecitato dalla difesa Mezzaroma, spiega «che si portava dietro anche tutta la parte del marketing». Operazione definita «sostanziale» da Loi che svela qualche retroscena. Come quando, per esempio, «era il luglio 2012, fu chiesto al presidente di pagare non solo la prima rata da 800 mila euro per l’uso del marchio ma – dice – anche quella che era dovuta sei mesi più tardi. Ricordo che sborsò circa un milione e mezzo». La prossima udienza terminerà il contro esame l’avvocato di Pallanch, assente ieri per legittimo impedimento. Saranno sentiti altri testimoni. (Laura Valdesi)

Fonte: La Nazione

 

 

 
19/10/20 17:53 | Sibilia "I contagi non avvengono in campo Non priviamo i ragazzi della socialitĂ "
Sibilia "I contagi non avvengono in campo Non priviamo i ragazzi della socialitĂ "

Il calcio dilettantistico non chiude. Non ancora, o almeno non del tutto: continuano tutti i tornei tranne la terza categoria e le giovanili sotto gli juniores nazionali. Addio al calcetto tra amici, ma almeno i 690 mila ragazzini che frequentano scuole calcio e settori giovanili potranno continuare ad allenarsi, tenendo in vita un intero settore. Cosimo Sibilia, 61 anni, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, respira ma non sorride: «Chiudere il calcio dilettantistico sarebbe stato come fargli il funerale, ma impedire le competizioni a bambini e ragazzi equivale a creare un forte squilibrio tra una socialità organizzata e quella disorganizzata ».

Sibilia, è giusto continuare l’attività con 12 mila contagi al giorno?

«Certo. Le società in estate hanno fatto mutui per adeguare le strutture ai protocolli, per sanificare, per garantire il rispetto di protocolli e standard di sicurezza. Se avessimo chiuso, non avremmo riaperto più».

Eppure la Lombardia ha chiuso.

«Spero che altre non seguano lo stesso esempio. Il fatto che la prima a chiudere gli sport dilettantistici sia stata una regione con un alto numero di contagi rischiava di essere un’indicazione. Non devo parlare con Fontana: l’avrei fatto volentieri prima, per informarlo su quelli che sono i numeri reali. Mi sembra incredibile prendersela con noi, siamo l’unico anello della catena che non ha i mezzi per difendersi».

Ne avete parlato col governo?

«Io non parlo con nessuno da maggio, è grave non aver cercato un confronto con chi organizza e gestisce lo sport di base nel nostro Paese: ora si rischia comunque di penalizzare ragazzi e adolescenti».

Si è letto però di alcune gare rinviate a causa dei contagi.

«Noi siamo un milione di tesserati, in proporzione la percentuale di contagi è molto più bassa che in Serie A. Prima della riapertura delle scuole in Lombardia erano state rinviate 4 gare su 900. E anche adesso siamo a poche decine di partite rinviate ogni settimana sulle migliaia previste, e tutte per un positivo che costringe all’isolamento gruppi di 30/40 persone. Non siamo noi gli untori».

Dove pensa sia il problema?

«Tutte le regioni mi confermano che il numero dei rinvii si è alzato dopo la riapertura delle scuole. I ragazzi hanno ripreso a contagiarsi non in campo, ma salendo su metropolitane stracolme o per strada. Il calcio offre la possibilità di vivere la socialità in sicurezza, nel rispetto di protocolli validati dal Cts.

Preferite forse vedere i giovani divertirsi senza regole o assembrati nei centri commerciali?».

Avete parlato con Federcalcio e Coni del problema?

«I vertici del calcio mi hanno detto che se il governo avesse chiuso il calcio dilettantistico, loro sarebbero stati pronti a bloccare anche la Serie A e la Serie B. Per dare un segnale. È come a maggio, se non andiamo alla stessa velocità siamo spacciati».

Perché spacciati?

«Siamo un’impresa, la Lega Dilettanti ha 370 dipendenti, se non giochiamo chiudiamo lasciando per strada queste famiglie, oltre a 2000 collaboratori e i tantissimi volontari. Ma l’indotto è enorme: chi vende palloni, scarpe, tute, e poi ristoranti, alberghi che ospitano le società».(Matteo Pinci) 

Fonte: La Repubblica

 
13/10/20 18:01 | In edicola il numero di ottobre di Mesesport
In edicola il numero di ottobre di Mesesport

‘Dal vuoto del lockdown, alla voglia di normalità’. Con questo titolo, espressione della volontà di tornare finalmente in edicola dopo il brusco stop imposto dalla mancanza di ‘materia prima’ a causa della pandemia, Mesesport riprende mercoledi 14 il rapporto coi suoi lettori proponendo un numero – interamente a colori - non solo utilissimo per seguire i campionati delle varie realtà senesi (con tanto di roster e calendari), ma soprattutto per gli approfondimenti e le riflessioni su quello che è stato in questi mesi  il rapporto del nostro sport con il Covid. E come ne è uscito, se ne è uscito.

Fra i tanti contributi, oltre trenta, questi alcuni dei titoli: “Scusate il ritardo”;  “Sentinella, quanto resta della notte?”; “Il Siena? Troppo brutto per essere vero”; “La Lupa nel cuore”; “Una stagione in maschera. Anzi, in mascherina…”; “Se questo è calcio”, “La vita e il virus”; “Aspettando Tokio ‘21”, “una storia di cultura e mondi (diversi)”, “La Uisp a salvaguardia del diritto allo sport”; “Una esperienza pesante, ma educativa”; “Il fascino del patto fra l’uomo e il mare”; “Sì, sono Simone, mi manda la Men s Sana”. Oltre alle varie rubriche, anche gli Speciali su “Acn Siena”, “Strade Bianche”, “Emma Villas”, “Polisportiva”, “Ego Handball”,  “Virtus”, “Costone”, “Mens Sana Academy”,

Fonte: Mesesport

 

 
22/09/20 09:49 | La prima pagina de La Nazione e Corriere di Siena.
 
21/09/20 17:46 | La Nazione - Romagnoli spinge il Siena “Deve tornare subito in C”.
La Nazione - Romagnoli spinge il Siena “Deve tornare subito in C”.

La mancata iscrizione della Robur alla serie C ha spezzato il cordone ombelicale che legava Mirko Romagnoli al Siena. Per la prima volta, da quando ha assunto lo status di professionista (era già successo nel 2014, ma allora giocava nelle giovanili), il difensore si è tolto la maglia della squadra della sua città. Gli si è chiusa una porta, ma gli si è aperta un’altra. Quella della Pistoiese, ancora in serie C.

Partiamo dalla fine: è un arrivederci o un addio?
«Non lo so, non so quello che mi riserverà il futuro. So solo che adesso voglio far bene qua a Pistoia, Sono arrivato con tanto entusiasmo».

Ha firmato un biennale: una bella attestazione di stima.
«Assolutamente sì. Il direttore Dolci ci ha messo la faccia, mi ha cercato, ha deciso di investire su di me. Ora sta a me».

Ritroverà anche Cesarini.
«Alessandro mi ha chiamato, per assicurarmi che mi sarei trovato bene. E ci ha messo una parola in più, come il preparatore Marco Coralli. Sono veramente felice, so che in questa piazza, con mister Frustalupi e il suo vice, posso crescere molto. Dolci ha messo su un’ottima squadra, potremo dire la nostra».

In bianconero avrebbe meritato di più: in molti sono dispiaciuti della sua partenza.
«Non ho rimpianti, sono stato bene, alla fine ero a casa mia. Anche quando non ho giocato sono stato zitto, cercando di imparare il più possibile. E ho sempre dato tutto. Questa esperienza mi ha fortificato molto, anche caratterialmente».

La fine della Robur Siena?
«Ancora non riesco a capacitarmene. L’iscrizione ci era stata assicurata. Ma preferisco non entrare nel merito, non mi spetta. Faccio comunque un augurio alla nuova società, mi sembra che chi è entrato stia facendo le cose nel modo giusto. A partire dalla scelta Gilardino. Spero la Robur possa centrare subito la promozione».

Lei la D l’ha vinta, in prestito al Rimini: cosa deve aspettarsi il Siena?
«E’ un campionato particolare, dove puoi incontrare squadre organizzate, come altre più fisiche che giocano in contropiede. Alcuni campi sono molto difficili. In generale la fisicità si fa sentire». (Angela Gorellini)

Fonte: la Nazione


 

 

 
21/09/20 16:32 | Presenza del pubblico. Sibilia: “Rispetto per i Dilettanti, servono soluzioni uniformi”
Presenza del pubblico. Sibilia: “Rispetto per i Dilettanti, servono soluzioni uniformi”

“Le modalità con le quali si sta affrontando la questione circa la presenza del pubblico negli eventi sportivi mi lasciano molto perplesso. Ancora una volta sono costretto ad evidenziare come non ci sia la dovuta considerazione per lo sport di base e nel caso specifico del calcio dilettantistico, un movimento già messo a dura prova dall’emergenza e che sta cercando, con grande coraggio e rinnovato impegno, di ripartire”. 

Lo afferma il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti e vicepresidente vicario della FIGC Cosimo Sibilia, entrando nel dibattito sull’apertura degli stadi al pubblico. In alcune regioni però, per effetto di specifiche ordinanze, gli spettatori sono previsti anche nelle gare delle competizioni del cosiddetto ‘calcio minore’, che in Italia è rappresentato da un milione e 200 mila tesserati. 

“Trovo singolare che non si possano individuare delle soluzioni uniformi per consentire il ritorno degli spettatori nei nostri campionati in tutte le regioni - spiega Sibilia - in alcune delle quali le ordinanze sono state già emanate, o sono in corso di attuazione, anche grazie all’azione dei nostri organismi territoriali. Serve un provvedimento unico per tutto il territorio italiano”. 

Sibilia pone l’accento sulla fattibilità della disposizione, dal momento che i club dilettantistici in Italia sono 12 mila e generano oltre 500 mila partite in un anno ma, anche per la loro capillare distribuzione su tutto il territorio, sviluppano numeri contenuti di spettatori nei singoli eventi (ovviamente non mancano le eccezioni, soprattutto nelle categorie principali come Serie D ed Eccellenza). 

“Le società della LND hanno già dato prova di responsabilità e di grandi capacità organizzative - conclude il Presidente della Lega Dilettanti - senza dimenticare che in moltissimi casi parliamo di un pubblico composto da qualche centinaia di persone. Quindi si tratta di numeri facilmente gestibili, con un distanziamento praticamente naturale, sempre nel rispetto delle norme sanitarie previste. Ma è anche in questi piccoli-grandi numeri che i club dilettantistici trovano un utile ristoro ai propri impegni economici. Senza il ritorno del pubblico rischiamo di gettare al vento buona parte degli sforzi compiuti finora per garantire la ripresa delle nostre attività”.  

Fonte: LND

 
21/09/20 08:31 | La prima pagina de La Nazione e Corriere di Siena.
 
21/09/20 08:31 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi.
 
20/09/20 09:10 | La prima pagina de La Nazione e Corriere di Siena.
 
20/09/20 09:04 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi.
 
19/09/20 11:50 | La prima pagina de La Nazione e Corriere di Siena.
 
19/09/20 11:49 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi.
 
18/09/20 11:04 | La prima pagina de La Nazione e Corriere di Siena.
 
18/09/20 11:03 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi.
 
17/09/20 11:05 | La prima pagina de La Nazione e Corriere di Siena.
 
17/09/20 11:04 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi.
 
16/09/20 10:07 | La prima pagina de La Nazione e Corriere di Siena.
 
16/09/20 10:07 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi.
 
15/09/20 10:44 | La prima pagina de La Nazione e Corriere di Siena.
 
15/09/20 10:44 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi.
 
14/09/20 09:29 | La prima pagina de La Nazione e Corriere di Siena.
 
14/09/20 09:28 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi.
 
13/09/20 10:57 | La prima pagina de La Nazione e Corriere di Siena.
 
13/09/20 10:56 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi.
 
12/09/20 10:21 | La prima pagina de La Nazione e Corriere di Siena.
 
12/09/20 10:20 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi.
 
11/09/20 09:53 | La prima pagina de La Nazione e Corriere di Siena.