Rassegna Stampa

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20/02/19 10:01 | La Nuova Sardegna: "L’Olbia sogna un altro pomeriggio super"
 
20/02/19 08:36 | GDS - Gravina a Giorgetti: “mai più 20-0”
GDS - Gravina a Giorgetti: “mai più 20-0”

«Non potrà più succedere». Gabriele Gravina sale a Palazzo Chigi per assicurare a Giancarlo Giorgetti che il 20-0 della farsa e della vergogna di Cuneo-Pro Piacenza resterà un episodio unico nella storia del nostro calcio. Il sottosegretario con la delega dello sport aveva chiesto proprio questo, un impegno categorico. «È stato un bell’incontro - racconta alla fine il presidente della Federcalcio - come sempre positivo e costruttivo con il sottosegretario Giorgetti, già programmato, ma oggi ha assunto una valenza altamente significativa per una serie di ragioni».

GIUSTA LA REVOCA In cima alla lista l’immagine dei sette ragazzi del Pro Piacenza mandati in pasto a una sconfitta di dimensioni assurde con tanto di scesa in campo in extremis del massaggiatore. Una scena da racconto nei surreali campi di calcio della Patagonia di Osvaldo Soriano. «Abbiamo commentato le criticità del calcio italiano - dice Gravina - in particolare facendo riferimento a questo mio provvedimento adottato ieri sul Pro Piacenza che il sottosegretario ha condiviso». La revoca dell’affiliazione decisa lunedì sera, dopo l’esclusione dal campionato di serie C decretata dal giudice sportivo della Lega Pro.

DENTRO O FUORI Gravina ha spiegato a Giorgetti che con le regole già varate dal consiglio federale un caso Pro Piacenza sarà impossibile. Perché il 24 giugno ci potrà e dovrà essere un dentro/fuori, nessun esame di riparazione per eventuali fideiussioni irregolari, il passaggio che consentì al club emiliano di non finire in fuori gioco. Il giro di vite dovrà anche abbreviare i tempi dei meccanismi di controllo per evitare situazioni come quella dell’estate scorsa. Ma ci sarà severità pure sulla valutazione delle condizioni del club, che dovrà offrire delle prove della sua solidità e disponibilità finanziaria. Un pacchetto di norme che sarà ulteriormente rafforzato anche nel prossimo consiglio federale.

«COLLEGATO» Gravina e Giorgetti hanno anche parlato del ddl «collegato sport», che prevede una delega al Governo in tema di «lavoro sportivo» con l’istituzione di una nuova categoria (una specie di semiprofessionismo, anche se l’espressione non piace) per la formazione di giovani atleti «al fine di garantire una crescita non solo sportiva, che favorisca l’accesso al mondo del lavoro anche alla fine della propria carriera sportiva».


Fonte: La Gazzetta dello Sport

 

 
20/02/19 08:35 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
20/02/19 08:34 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
19/02/19 08:20 | GDS-Farsa finita, il Pro non esiste più “a Piacenza mai visti soldi”. Città indignata procura attiva
GDS-Farsa finita, il Pro non esiste più “a Piacenza mai visti soldi”. Città indignata procura attiva

L’incredulità fa presto a trasformarsi in rabbia e, passeggiando per le strade di Piacenza e ascoltando i discorsi della gente in Corso Vittorio Emanuele o Piazza Cavalli, di indignazione, stretta parente della rabbia, se ne percepisce parecchia. Com’è possibile che sia accaduto un fatto simile? Com’è possibile che una squadra, il Pro Piacenza, violando tutte le regole scritte e non scritte del buonsenso sportivo, abbia perso addirittura 20-0 mandando in campo una banda di ragazzini? Ora tutto si è chiuso, con la decisione del giudice sportivo di infliggere lo 0-3 a tavolino e di escludere la società emiliana dal campionato di C, ma vedere il nome di «Piacenza», sulle prime pagine dei quotidiani nazionali (e non), associato a una vicenda tanto squallida ferisce l’orgoglio di un’intera città. La Procura di Piacenza sta indagando. Le ipotesi di reato sono truffa, appropriazione indebita e false fatturazioni. L’11 marzo è prevista l’udienza prefallimentare. E si accendono anche i fari dell’Antimafia.

L’INIZIO DELLA FINEIl sindaco Patrizia Barbieri commenta: «C’è profondo rammarico per una vicenda che sta veicolando nel modo peggiore il nome di Piacenza, in Italia e all’estero. Ieri tutta la città ha festeggiato la conquista della Coppa Italia di volley maschile di A2 da parte della Gas Sales, una società che l’estate scorsa è nata grazie alla perfetta sinergia tra la componente pubblica e quella privata. Questi sono gli esempi positivi che esportano il buon nome di Piacenza e hanno valore oltre l’aspetto sportivo». Come non comprendere la delusione di chi, ogni giorno, lavora per portare Piacenza sempre più in alto? E allora, proprio per evitare che simili vicende si ripetano, è utile (oltre che giusto) riannodare i fili di questa brutta storia italiana per cercare di capire. Alla fine di giugno del 2018 l’imprenditore piacentino Alberto Burzoni cede il Pro Piacenza alla Seleco di Maurizio Pannella. «Il club gliel’ho regalato, non ho voluto un euro. E gli ho consegnato una società senza debiti. Io non potevo più andare avanti. E poi ho sempre sostenuto che a Piacenza ci dev’essere una sola squadra in C. Adesso, a vedere quello che è successo, provo una tristezza infinita. Il calcio va riformato, siamo un Paese allo sfacelo». Quando il Pro Piacenza viene ceduto, la Seleco sta attraversando una profonda crisi finanziaria, tanto che ai primi di settembre lo stesso Pannella chiederà al tribunale di Trieste il concordato preventivo (prima negato e poi concesso dal tribunale di Milano). E qui c’è il primo mistero: perché un imprenditore che ha difficoltà economiche con la sua azienda decide di acquistare una società di calcio, investimento notoriamente poco affidabile?

DOMANDE SENZA RISPOSTE C’è un particolare da tenere ben presente: la Seleco che acquista il Pro Piacenza è sponsor della Lazio e della Salernitana, club che appartengono a Claudio Lotito. Il marchio dovrebbe dunque comparire sulle maglie delle tre squadre nei tornei professionistici. E se per caso uno dei club (il Pro Piacenza nello specifico) non riuscisse a concludere la stagione che cosa accadrebbe? Salterebbe il ricco contratto? Altro mistero. La domanda che si pone l’uomo della strada è la seguente: se il Pro Piacenza non aveva più soldi, se non aveva pagato gli stipendi, se non aveva saldato i conti con i fornitori, se non aveva più nemmeno i giocatori, perché ha voluto a tutti i costi proseguire l’attività ed è andato incontro alla vergogna di domenica scorsa a Cuneo? Qualcosa si nasconde nelle pieghe di questa storia che, più la si legge, più diventa un noir (anche se di basso livello). Il presidente Pannella e il d.g. Carmine Palumbo hanno fatto i salti mortali per allestire una squadra da spedire in campo a Cuneo: era chiara la volontà di evitare l’immediata radiazione che sarebbe scattata se il Pro avesse dato forfeit. Già, ma perché?

VERSO IL PRECIPIZIO Al mercato estivo la squadra era stata allestita addirittura per puntare alla promozione in B. Trentatrè giocatori in rosa, budget altissimo considerata la categoria. Acquisti importanti tra i quali spiccava quello di Cristian Ledesma (ex Lazio). In panchina un altro ex laziale: Giuliano Giannichedda. Ma dopo un buon inizio, arrivano i problemi: a metà ottobre Pannella non paga gli stipendi, il giocattolo mostra le prime crepe. Cambiano i dirigenti, gli allenatori si succedono: Gregory Campi, Riccardo Maspero, poi nessuno. Racconta Dario Polverini, ex del Pro Piacenza e ora passato alla Virtus Verona: «Alla scadenza di dicembre i pagamenti non arrivano, nonostante le rassicurazioni del presidente. La situazione precipita. Nel frattempo in città le voci cominciano a girare e i proprietari degli appartamenti ci dicono: se non pagate, dovete liberare le abitazioni. Molti di noi devono farlo, anche giocatori con famiglie e bambini al seguito. Il club prova a sistemare alcuni negli alberghi, ma non si può vivere con la valigia nel bagagliaio. Le inadempienze coinvolgono anche il settore giovanile. Decidiamo di fare uno sciopero per mettere il presidente spalle al muro, ma lui non se ne cura». E non se n’è curato fino a domenica, quando il 20-0 subito a Cuneo ha fatto il giro del mondo e ha mostrato la faccia brutta del calcio italiano.

Fonte. La Gazzetta dello Sport

 

 
19/02/19 08:19 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
19/02/19 08:18 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
18/02/19 10:01 | GDS-Il progetto della vergogna grottesco Pro Piacenza gioca il massaggiatore a cuneo finisce 20-0
GDS-Il progetto della vergogna grottesco Pro Piacenza gioca il massaggiatore a cuneo finisce 20-0

La realtà, spesso, è ben più grottesca e dolorosa della fantasia. Chi avrebbe potuto immaginare, infatti, che una partita del campionato di Serie C terminasse 20-0 — il maggior scarto nella storia del calcio professionistico italiano, più di Torino-Alessandria 10-0 in A nel 1947-48 e Brescia-Ancona 12-0 in B nel 1950-51— e che una delle due squadre scendesse in campo con soli 7 giocatori? Stiamo parlando di un torneo di professionisti, mica di una sfida tra scapoli e ammogliati. Purtroppo, invece, tutto ciò è accaduto, ieri pomeriggio, allo stadio Paschiero di Cuneo dove i padroni di casa hanno seppellito il Pro Piacenza sotto una valanga di gol e di vergogna. Dura la reazione del presidente Figc, Gabriele Gravina. «E’ un insulto allo sport e ai suoi principi fondanti. La nostra responsabilità è quella di tutelare la passione dei tifosi, gli imprenditori sani e la credibilità dei nostri campionati: quella cui abbiamo assistito, nostro malgrado, sarà comunque l’ultima farsa». La nota della Lega Pro: «La Lega Pro è obbligata a rispettare le regole che esistono. Oggi (ieri a Cuneo, ndr) sono stati violati i fondamentali principi di correttezza e lealtà sportiva in modo inaccettabile». Dichiarazioni sacrosante, ma non era forse il caso di vigilare con maggiore attenzione?

IL MASSAGGIATORE TITOLARE Quando, giovedì scorso, la Federcalcio ha dato l’ok alla ripresa delle partite del Pro, dopo che ne aveva già saltate tre (e alla quarta sarebbe esclusa dal torneo), il presidente Maurizio Pannella e i suoi collaboratori hanno cominciato una surreale caccia al tesoro, dove il tesoro erano i giocatori da convocare per la trasferta di Cuneo. Ne sono stati recuperati soltanto sette (gli altri, da tempo, hanno abbandonato la barca dopo che non hanno ricevuto gli stipendi). E così, con sette giocatori (uno dei quali, il capitano Cirigliano, risulta anche come allenatore), il Pro Piacenza si è presentato a Cuneo. Al momento di compilare la formazione, siccome il grottesco non ha mai fine, la sorpresa: uno dei calciatori è senza documenti. Allora il massaggiatore Picciarelli — 39 anni — si immola, infila la maglia dove con il nastro adesivo ha apposto il numero, i calzoncini e i calzettoni, e va in campo a fare il difensore centrale. Nel frattempo il padre del giocatore smemorato, Isufi, recupera la carta d’identità del figlio che così, nella ripresa, può andare in campo al posto del povero massaggiatore che non ne può più e ha pure i crampi. Altro che il mitico Borgorosso Football Club di Alberto Sordi o l’altrettanto mitica Longobarda di Lino Banfi in versione Oronzo Canà: qui siamo ai confini della fantascienza.

PROSSIME MOSSE Ora si attendono le decisioni della Lega Pro e della Federcalcio. Se la partita non dovesse essere omologata, sul Pro Piacenza graverebbe l’esclusione. Inoltre l’11 marzo, al tribunale di Piacenza, si terrà l’udienza prefallimentare: il presidente Pannella, titolare della Sèleco, deve versare circa 500 mila euro solo per gli stipendi arretrati e 350 mila per una fideiussione non regolare. A chiudere questa tristissima pagina di calcio le parole di Fabiano Santacroce, capitano del Cuneo, ed ex di Napoli e Parma: «E poi ci sono domeniche dove ti ritrovi così, sul 13 a 0 nel primo tempo contro una squadra che gioca con 6 ragazzi di 17 anni e un dirigente come difensore centrale. Senza parole. Provo solo vergogna per chi ha reso possibile tutto questo».

Fonte: La Gazzetta dello Sport

 

 
18/02/19 10:00 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
18/02/19 10:00 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
17/02/19 17:33 | Gazzetta: Surreale a Cuneo: Pro Piacenza in 7, finisce 20-0
Gazzetta: Surreale a Cuneo: Pro Piacenza in 7, finisce 20-0

Al Paschiero di Cuneo va in scena una delle pagine più tristi e surreali del calcio professionistico italiano. Il Pro Piacenza si è presentato in campo con soli 7 uomini - tutti giovani - e senza staff tecnico (come allenatore è stato indicato uno dei giocatori, il capitano Cirigliano) e dopo 45’ di attesa il match è iniziato (al 15’ della ripresa è poi entrato l’ottavo giocatore). Il Cuneo, che pure ha tutte le sue grane societarie tra penalizzazioni ricevute e in arrivo, ha fatto il suo dovere, scendendo in campo e dopo 25’ era già avanti 10 a 0, ma parlare di calcio diventa davvero difficile in questo teatrino dell’assurdo in scena in una partita di Serie C (il risultato finale sarà poi di 20-0).

L’ottavo giocatore, Isufi, è entrato in ritardo perché aveva addirittura dimenticato il documento di identità. Il club emiliano ha dapprima tentato la via dell’autocertificazione, poi ha risolto il problema grazie al padre del giocatore, che ha recuperato il documento. Il Pro Piacenza, che aveva già saltato tre partite nel girone A della Serie C e aveva subito varie penalizzazioni per stipendi e contributi non pagati ai tesserati, era a rischio esclusione se avesse mancato anche il quarto appuntamento. Ecco perché da giovedì — giorno in cui la Figc ha dato l’ok alla ripresa delle partite del club — è iniziata una rocambolesca corsa contro il tempo per arrivare a un numero minimo di tesseramenti che consentisse al Pro di scendere in campo. Si è arrivati così al vergognoso epilogo di Cuneo.

Fonte: Gazzetta.it

 

 
17/02/19 10:16 | GDS - Il Pro Piacenza verso Cuneo ma in quanti?
GDS - Il Pro Piacenza verso Cuneo ma in quanti?

Oggi alle 14.30 chi si presenterà a Cuneo per giocare con la maglia del Pro Piacenza? Domanda lecita visto che le 11 richieste di tesseramento avanzate venerdì non sono state accettate. E così la squadra del presidente Maurizio Pannella (ieri irreperibile per la Gazzetta) avrebbe provato a rastrellare giovani calciatori (pare anche nati nel 2003 e addirittura donne), ex tesserati (peccato si fossero già accasati altrove) e un allenatore. Il numero dei giocatori eleggibili a disposizione oscillerebbe tra 6 e 8 (più qualche ragazzo della Berretti), ma conterà chi si presenterà fisicamente all’adunata e quanti saranno regolarmente utilizzabili (ritrovo alle 8 in sede). A Cuneo la squadra di casa non è certo serena: -7 in classifica, fideiussione non conforme e stipendi in dubbio. Situazioni che potrebbero compromettere la regolarità del campionato.


Fonte; FOL


 

 

 
17/02/19 10:13 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
17/02/19 10:13 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
16/02/19 14:08 | La Nazione – Balzaretti: “Vedo il Siena tra le favorite alla promozione in B”
La Nazione – Balzaretti: “Vedo il Siena tra le favorite alla promozione in B”

Era un ragazzino, Federico Balzaretti, quando vestiva la maglia della Robur. «Ho un ricordo splendido di Siena» dice oggi che fa l’osservatore alla Roma (nel 2015 l’addio al calcio giocato), dopo una carriera di primissimo livello. «Quell’1-0 alla Sampdoria, all’ultima giornata, che valse la salvezza quando a 10-12 giornate dalla fine eravamo dati per spacciati, me lo porto dentro». Era il campionato 2001/2002, il Siena riuscì a rimanere aggrappato alla cadetteria e da lì partì la cavalcata che lo avrebbe poi condotto in serie A. Ma da lì partì anche la corsa di Balzaretti che tornò al Torino, per poi passare alla Juventus, alla Fiorentina, al Palermo e alla Roma, mettendosi addosso anche la maglia della nazionale. A Siena, ultimamente, ci è tornato. Come mercoledì scorso, per assistere all’amichevole dell’Under 19 azzurra. Come qualche settimana fa, quando si è recato all’Acquacalda per assistere alla preparazione della Robur «Ci piace seguire i ragazzi che abbiamo in prestito nei diversi club – spiega Balzaretti – e in bianconero, adesso c’è Di Livio di nostra proprietà. Sono venuto a vedere gli allenamenti. Il rapporto tra il Siena e la Roma è davvero ottimo, tra i direttori c’è una bella collaborazione». Ma è tornato, Balzaretti, anche a salutare vecchi amici… «Con Michele e con Simone siamo stati compagni di squadra – sorride –. Io ero proprio piccolo quando giocavo qua a Siena. Ma per me è stata una stagione importante, un trampolino di lancio. Non posso comunque che complimentarmi con loro per quello che stanno facendo, per i risultati che stanno ottenendo sulla panchina di una città che conoscono bene. E poi sarà che parliamo lo stesso linguaggio». Campionato complicato, quello che stanno giocando i bianconeri, guidati delle due bandiere, all’inseguimento di un obiettivo prestigioso. «La serie C è una categoria difficile – ammette Balzaretti -, in cui tutti possono vincere e perdere con chiunque. Lassù è una bella lotta, ma credo che la Robur potrà dire la sua, considerando il livello tecnico della rosa e l’allenatore che la guida. E’ sicuramente tra le squadre favorite alla promozione. E le auguro di centrarla perché merita di recitare in ben altri palcoscenici». Il suo saluto è un arrivederci. «Certo che tornerò, e spero di farlo molto presto». (AG)


Fonte: La Nazione

 

 
16/02/19 09:14 | Pro Piacenza per ora in 8. Altri 11 sono in arrivo?
Pro Piacenza per ora in 8. Altri 11 sono in arrivo?

Il Pro Piacenza tornerà in campo domani pomeriggio alle 14.30 a Cuneo. Sicuri? Non del tutto.

Dopo il comunicato della Lega Pro (su richiesta della Figc) di giovedì pomeriggio è partita la macchina operativa in casa emiliana. La squadra non gioca da due mesi (16 dicembre ad Arzachena) e in città sono rimasti in pochi. Il presidente Maurizio Pannella, inibito per 4 mesi, se ne sta occupando: «Al momento abbiamo 8 giocatori in rosa (alle 22.15 di ieri, ndr), ma stiamo aspettando la risposta di altri 11 tesseramenti di giocatori svincolati. La mia inibizione non mi consentirebbe di firmare? È un tecnicismo su cui mi sto informando. Pensavo di poter avere più tempo per riprendere, così è molto difficile. Tre allenatori si sono proposti di guidarci, si fidano del nostro progetto. Se anche non dovessimo farcela porterò sempre rispetto per i presidenti Gravina e Ghirelli. Il mio errore è stato quello di perseverare nell’errore della scelta delle persone a cui delegare la guida del Pro Piacenza. La colpa è solo la mia, ma in questi mesi il progetto Seleco mi ha portato via la maggior parte del tempo». Quello che servirebbe (oltre ai soldi) per trovare i giocatori.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

 

 

 
16/02/19 09:11 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
16/02/19 09:10 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
15/02/19 09:33 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
15/02/19 09:32 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
14/02/19 09:55 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
14/02/19 09:54 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
12/02/19 08:40 | Le prime pagine dei quotidiani locali
 
12/02/19 08:39 | Le prime pagine dei quotidiani sportivi
 
11/02/19 18:35 | La Nazione - Cuori bianconeri battono per Arturo
La Nazione - Cuori bianconeri battono per Arturo

C’era, Arturo. Al Rastrello, in curva, in gradinata. Nelle immagini passate al maxi schermo. Negli applausi e nei cori dei tifosi bianconeri. Negli abbracci di gioia. Nel cuore di tutti. C’era, Arturo, a festeggiare la vittoria della Robur. Una domenica di sentimenti, quella vissuta al Franchi, dove le emozioni in campo si sono mischiate a quelle sugli spalti. Una gran partita, un gran bel tifo. Tanti i giovani presenti, anche grazie al contributo della società che ha abbassato al prezzo simbolico di 2 euro l’ingresso in curva per gli under 18. Tante emozioni e a tenerle insieme il ricordo di un grande tifoso scomparso troppo presto. Quando il Siena e l’Alessandria sono uscite dagli spogliatoi la curva ha esposto una gigantografia di Arturo. Accanto un bandierone con disegnata la sua immagine. La gradinata, invece, ha esposto una maxi vignetta con una maglia numero dodici e il nome Arturo sopra. Sotto la squadra con addosso quella stessa maglia. Disegno che i Fedelissimi hanno anche scelto come copertina del Fedelissimo. Un numero quindi dedicato «a un tifoso vero, che ha seguito la Robur fin da bambino, fino a quando ci è stato strappato». Anche i diffidati hanno voluto commemorare Arturo. Lo hanno fatto ieri mattina, insieme a una rappresentanza dei diversi club e gruppi della tifoseria organizzata. Hanno posto un mazzo di rose rosse in curva dove Arturo era solito guardare la partita. E hanno acceso dei fumogeni bianchi e neri. «Aveva l’età di mio figlio, la sua scomparsa mi ha toccato. Gli mando un bacio, ovunque sia» le parole di Cristiano Bottoni. Da parte dei diffidati, però, anche indignazione. «Avevamo chiesto alla questura di poter partecipare alla commemorazione insieme agli altri, anche accompagnati da agenti. Ci è stato risposto no. In altre piazze concessioni di questo tipo, che non sono ‘cose da stadio’ sono state fatte, dettate dal cuore e dal buonsenso. Perché qua no?» il pensiero di Bottoni, Matteo Pizzichi e Michele Bari (che non è diffidato) e degli altri tifosi colpiti dal provvedimento. (Angela Gorellini)


Fonte: FOL

 

 
11/02/19 09:52 | Le prime pagine dei quotidiani locali