Neri: “Vogliamo far divenire l’area del Rastrello un punto strategico per la città”

Queste le parole dell’architetto Gianni Neri:

Lo studio di fattibilità fa perno su diverse idee e indicazioni che si sono succedute nel tempo. Non so quali siano le aspettative del progetto, ma lo studio di fattibilità è la programmazione delle intenzionalità per la zona ed è fondamentale per il progetto. Il nostro scopo era quello di assorbire dati e notizie sull'area per  una migliore valutazione e per capire se le proposte che andiamo a fare sono attinenti e possibili.  In tal modo si può andare ad aprire un dibattito e un confronto. Vorremmo mantenere lo stadio perché è un qualcosa di particolare per gli sportivi senesi e staccarsi da questo sarebbe difficilissimo. Abbiamo pensato di mantenere l'impianto e andare ad agire su un'area collegata a Piazza Gramsci, piazza Matteotti, la Lizza e la fortezza e che può divenire la parte centrale del parco urbano del Rastrello. Vogliamo introdurre funzioni importanti, andando ad agire sui posti auto e far divenire l'intera area un punto strategico per la città. Il progetto mira a riqualificare la zona e avere un'area di oltre cinquantamila metri quadrati da poter utilizzare al meglio inserendo nuove funzioni oltre allo stadio e cercando di farlo divenire un elemento aggregante di tutti. E tutto senza andare ad incidere sul lato paesaggistico ma restando all'interno della conca del rastrello. Parlando del traffico la proposta è quella di migliorarlo e sopratutto di razionalizzarlo. Invece, in tema di parcheggi, andremo a creare un multipiano ma sopratutto cercando di dare un ordine alle auto. Il mercato? Potrebbe spostarsi e ci sarebbero possibilità per ridistribuire i banchi nell'area di via XXV aprile. In conclusione, come detto, verrebbe sì riqualificata tutta l'area, ma soprattutto tutto il centro storico sarebbe arricchito di funzioni che ad oggi non ci sono e potrebbero essere utili per la città. Ma per fare ciò ci vuole la convinzione da parte di tutti per andare avanti nel fare delle scelte, perché "si rimpiangono di più le scelte non fatte di quelle fatte (Lu.Ca.)””.

Fonte: Fedelissimo Online