Nelso Ricci: “Il mio ciclo con la Robur è finito nel 2005. Lega Pro sempre più povera. Bravi Minincleri e Varutti””

Diciotto lunghi anni al servizio della Robur, trascinata dagli inferi della C2 al paradiso della serie A, e diversi talenti sbarcati all’ombra di Piazza del Campo grazie al suo grande fiuto. “Ho visto tutto il campionato della Robur” – esordisce Nelso Ricci, a prova che Siena è rimasta ben scalfita nel suo cuore. Ai microfoni di Antennaradioesse, Ricci ha smentito le voci che lo accostavano al ruolo di ds (che il Lega Pro è obbligatorio). “E’ un discorso chiuso, la mia storia con la Robur è finita nel 2005”. E poi un commento sulla difficile situazione delle serie minori e su alcune sue ‘invenzioni’. Come Rodrigo Taddei, segnalato dall’agenzia sudamericana di suo figlio, che in patria stentava da mediano ma a Siena mise le ali in fascia e fece battere il suo cuore (e quello di molti tifosi) sotto la maglia bianconera.

Ossatura della Pistoiese – “La Robur ha avuto il suo antagonista, il Poggibonsi, poi per il resto non c’è stata storia. Vincere il campionato è sempre difficile, e gli esempi di Gavorrano e Massa sono lì a mostrarlo. Ma è un successo meritato. Partendo in ritardo, Morgia con l’ossatura della vecchia Pistoiese ha fatto un buon lavoro”.

Fare gruppo – “Limite degli Under? Posso portar l’esempio della Pistoiese, che ha giocato tutto l’anno con otto-nove ‘93 ‘94 e un ‘92 che è Frascatori. Questo per portar soldi alla società, per valorizzare i giovani. Questa regola dei giovani per noi non è un problema, dipende dalla politica del Siena. Ponte è una persona intelligente, da un dirigente testardo com’è avrà fatto le sue valutazioni. In questa categoria sempre più povera tecnicamente, l’unica salvezza è fare gruppo come l’ha fatto il Siena con Mignani, Voria, Argilli e portarla avanti”.

A Siena ciclo chiuso – “Abito a Carrara e storicamente sono contro la Massese. Quando posso vado volentieri a vedere il Siena. Ma la mia storia col Siena è finita nel 2005, con una cavalcata storica. Se la fa il Carpi son bravi, se l’ha fatta il Siena non si ricorda nessuno, comunque.. col Siena è un discorso chiuso. A pistoia sto benissimo, se cercate un direttore sportivo non sono io”.

Minincleri bravino – “Il Siena qualche giocatore bravo ce l’ha per la categoria. I più bravini erano a Pistoia. Minincleri, Varutti.. ma il problema di fondo è sempre il badget. Se un giocatore come Minicleri, che è un ’89 e ha uno stipendio che al lordo è raddoppiato, non ti porta nulla può essere un problema. E’ il discorso che ha fatto il presidente della Pistoiese la settimana prima che ha vinto il campionato. Per fare questi campionati servono i soldi, e rapportati al badget. La Lucchese ha tenuto la maggior parte della squadra e ha cambiato da Gennaio, il Pordenone ne ha cambiati 20, la Pistoiese ne ha campiati tutti giocando con 15 under su 21 giocatori”.

Rodrigo e Fernando – “Taddei me lo segnalò il mio figliolo, che vive tutt’ora in Brasile. Giocava in un ruolo diverso. Papadopulo ha avuto il coraggio di metterlo in fascia e ha inventato Taddei. Anche Fernando Menegazzo sembrava chissà chi poi ha giocato in nazionale ed è un altro brasiliano che ha fatto benissimo. Per la B e per la A di giocatori da trovare ce ne sono. In C è inutile inventarsi il campioncino.. Le squadre di C devono giocare con i giocatori di C”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fedelissimo Online