Sarò forse solo una delle tante voci “nel coro”, ma nello sfogo di Anna Durio al triplice fischio di Siena-Pistoiese, cosa che, al momento, è costata al presidente della Robur una lunga squalifica (cui sommare quella ancora più pesante al vice Federico Trani) io ci vedo tanta genuinità, quella che il calcio ha perso da troppo tempo. Di più: ci vedo l’orgoglio del contadino (come ha scritto lo stesso Trani su Facebook), dell’onesto che, ogni giorno, da tempo, lavora spaccandosi la schiena, rispetta regole, scadenze, norme, ricorsi, rinvii, squalifiche e promesse vane; nel mentre qualcuno dall’altro continua a fare bellamente un po’ come gli pare, non solo a favore di sé medesimo, ma a sfavore dell’onesto. Fino a quando, un giorno, una volta sola all’anno, l’onesto alza la testa e si incazza; rovescia il tavolino all’ennesimo sopruso, prende per il bavero quello che gli sta davanti e lo appende all’attaccapanni. Magari perfino esagerando, ma dando sfogo a passione e orgoglio che ha dentro, a tutti quei sentimenti troppe volte sopiti in un percorso lungo, nel quale si è sempre stati sotto alla legge, per quanto poco comprensibile e perfino ingiusta sia stata. Un dì su mille da leone, per dimostrare che essere onesti non significa essere coglioni.