NEL BUIO DEL TUNNEL

 

 

AL PEGGIO non c’è mai limite e l’irritante prestazione di ieri sera ha acuito la rabbia dei tifosi, sempre più in contrapposizione verso la proprietà e gli uomini che la rappresentano.

E’ bastata una squadra di serie C, ben organizzata ma zeppa di riserve, per mandare a gambe all’aria i sogni di riscatto del Siena.

 

UNA DIFESA DA PAURA, sempre in preda ad amnesie e senza la minima personalità, ha dato l’ennesima dimostrazione della pochezza degli interpreti e quando manca la sicurezza in questo nevralgico settore è difficile, per non dire impossibile, raddrizzare la barca.

Malesani avrà da lavorare tantissimo, ma con il materiale che ha a disposizione, più che un’ impresa dovrà compiere un miracolo.

Se nelle prossime partite non cambierà qualcosa, e onestamente, dopo ieri sera, non vediamo come, il campionato del Siena potrà considerarsi già concluso, con tutte le conseguenze del caso.

 

IN TUTTO QUESTO CAOS, dopo prestazioni deprimenti, dopo aver assistito a scelte scellerate, la cosa che ci irrita maggiormente è che nessuno della società si sia sentito in dovere di chiedere scusa, di ammettere i propri errori.

Ad oggi abbiamo assistito ad un triste teatrino in cui gli attori principali continuano a difendere le proprie scelte, sostenendo tesi smentite dai fatti, arroccandosi dietro convinzioni che non hanno alcun riscontro pratico, al punto di fare sorgere la domanda : ma ci sono o ci fanno?

Davanti a tutto questo la pazienza dei tifosi è finita e gli episodi accaduti ieri, durante e dopo la partita, dovrebbero averlo fatto capire.

 

ANCHE LA SQUADRA, o almeno alcuni dei suoi componenti, sono finiti nel tritacarne della protesta e pur convinti che questo non li aiuterà, è inevitabile che il primo passo verso una distensione, spetta proprio a loro.

Come? Cominciando a fare punti, non ci sono altre strade.

 

NON SARÀ FACILE ritrovarsi quando tutto l’ambiente è contro e in questo senso è auspicabile un passo indietro se vogliamo veramente giocarci le residue speranze di salvezza. Offendere i giocatori “a prescindere” non serve a niente,  se non a condizionare ulteriormente chi già è in confusione, ma un segnale forte che riapra i cuori alla speranza dovrà essere, comunque, la squadra a darlo.

 

QUESTO DOVREBBERLO CAPITO anche Sandro Federico e Manuel Gerolin che anche ieri sera sono stati bersagliati dai pochi tifosi presenti.

Nei loro confronti la protesta e proseguita anche nella sede del ritiro dove, nel dopo partita, sono stati bloccati da un gruppo di tifosi che hanno esternato esplicitamente la loro rabbia, rinnovandogli l’invito a lasciare la Robur.

 

QUESTO È IL CLIMA in cui deve lavorare Alberto Malesani e, in tutta onestà, non vorremmo essere nei suoi panni.

Il compito a cui è chiamato è difficilissimo, ai limiti dell’impossibile. Malesani merita tutto l’appoggio, ha qualità ed esperienza da vendere, ma se la squadra non riuscirà a seguirlo, non darà fondo a tutte le energie e le qualità – poche o tante che siano –  tutto sarà inutile e il suo ruolo si trasformerà inesorabilmente da  potenziale e accreditato salvatore della patria bianconera ad autista del carro funebre che accompagnerà la salma al cimitero. (Nicnat)

Fonte: Fedelissimo Online