Neglia: “Lasciai Siena con rammarico. Tornare in futuro? Perché no”

“Saluto Siena e i suoi tifosi con grande affetto, spero che possano tornare presto allo stadio e nelle categorie che meritano. Alla Robur avrei voluto dare di più, lasciali la squadra con rammarico. Un ritorno? Perché no, se si dovessero presentare le occasioni giuste non chiuderei nessuna porta. Non si sa mai nella vita”. A parlare è Samuele Neglia, ex attaccante bianconero adesso alla Fermana, in Serie C, dove ha raggiunto una salvezza grazie ai suoi 11 reti. “Volevo rimettermi in gioco visto che la stagione passata a Bari ho trovato poco spazio. A gennaio andai a Fermo e iniziai bene, con 4 gol in 5 partite, poi si è fermato tutto. Sono contento che quest’anno abbia ripreso al meglio tornando a segnare molto”, dice Neglia, intervenuto a Canale 3. Queste le due dichiarazioni:

Mignani e Vergassola – “Lì ho incrociati in Fermana-Modena, ho segnato il gol vittoria ma non avevo nessun dente avvelenato. Con loro ho mantenuto un ottimo rapporto. Esultai molto perché segnai al 92’ e fu fondamentale per la salvezza. Ci salutammo a distanza nel riscaldamento, poi non c’è stato modo di incontrarci dopo anche per via delle procedure Covid”.

Robur Siena – “Avrei voluto dare un contributo maggiore a livello di gol, in più per due mesi non giocai. Probabilmente qualcosa potevo fare di più anche io sotto l’aspetto tattico. Oggi, con più esperienza sulle spalle, reagirei in modo diverso, anche perché negli anni successivi ho fatto di nuovo la punta. L’anno prima avevo fatto un’ottima annata a Viterbo giocando prevalentemente da esterno. A Siena era un attacco anarchico, complicato, sono andato un po’ in difficoltà”.

Mignani – “Col mister prima dei playoff parlammo e mi mise qualche metro indietro, a fare il trequarti atipico dove ebbi la possibilità di muovermi con libertà. Nei playoff svariavo molto, tranne all’inizio con la Reggiana dove partimmo con un tridente. A fine stagione con Mignani ci chiarimmo da uomini seri. A Siena feci il ritiro ed ero pronto a ripartire e riprendermi quello che avevo lasciato l’anno precedente. Poi subentrarono dinamiche diverse e lasciai il Siena con rammarico. Da una parte ero contento di andare al Bari, ma dall’altra ero rammaricato perché non avevo raggiunto l’obiettivo, perdendo di un solo punto la volata col Livorno e poi la finale playoff con quel deficit di formazione, dove mancavano 8 persone”.

Siena – “Ricordo comunque con piacere quell’annata, sono rimasto molto legato a Siena, una città bellissima in una regione altrettanto bella. Si creò un gruppo spontaneo che ci ha permesso di lottare fino alla fine”.

Serie B – “Sarei molto curioso di confrontarmi con il campionato cadetto, non è mai successo in carriera. Mi sento nel pieno della mia carriera, chissà. Mai dire mai”.

Studi – “Mi sono laureato a dicembre 2019 con una tesi sulla psicologia nello sport, la leadership, la motivazione e la coesione di gruppo. Ora sto studiando Neuroscienze alla magistrale, un percorso difficile ma che mi piace. Voglio finirlo e poi vedrò se farà parte del mio futuro. Però studiare implicitamente mi ha cambiato: apre la mente, ti consente di ragionare a 360 gradi”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol