Mulinacci: “Vorrei che la società non mischiasse la politica internazionale con il Siena. Non è di competenza dei tifosi”

Lorenzo Mulinacci, presidente del Siena Club Fedelissimi, è intervenuto durante la trasmissione Domenica Sport Sera su RadioSienaTV. Riportiamo di seguito le sue parole:

Rinvii – “Secondo me continuare così non ha senso. A fine mese saranno più le partite da recuperare che quelle giocate. Il campionato sarebbe falsato, perché qualcuna gioca sempre mentre altre hanno giocato solo due partite”.

Alternative – “Viste la situazione dei contagi e la difficoltà ad applicare un protocollo, la soluzione più giusta nel rispetto della regolarità del campionato è sospendere per poi riprendere in tempi migliori. Attuare un protocollo diverso in Serie D è molto difficile, sia per un discorso economico che di organizzazione”.

Campionato – “L’esordio è stato di ottimo livello perché abbiamo dominato l’Ostiamare, mentre con il Tiferno c’è stato il rovescio della medaglia. Nel recupero a Scandicci, a fronte di un primo tempo importante, abbiamo fatto un brutto secondo tempo e se Narduzzo non ci metteva una pezza avremmo pareggiato. Al momento è un Siena da decifrare; il tasso tecnico è sicuramente superiore a quello di altre realtà, come Cannara e Trastevere, che però sono abituate a giocare insieme da tempo e hanno qualcosa in più a livello di amalgama. Ci sarà da combattere con queste squadre, quasi mi vergogno a dire che bisogna lottarci la vittoria col Cannara, ma la realtà ci dice questo. Bisogna entrare bene dentro la categoria perché altrimenti si rischia di fare brutte figure”.

Mercato – “Mi sembra sia stata fatta una rosa importante, anche se secondo me qualche giocatore di esperienza in più non avrebbe fatto male. I giovani sono importanti perché devono giocare obbligatoriamente, ma serve anche gente pronta: se una squadra ti prende 7/8 punti di vantaggio diventa tutto più complicato, la pressione cade su chi deve recuperare”.

Tifosi – “Una situazione del genere non mi era mai capitata, come penso non sia capitata a nessuno. Da tifosi si vive male. L’ultima partita che ho visto è stata quella con l’Albinoleffe il 24 febbraio scorso. Inoltre, il fatto che questo sia il secondo campionato di Serie D in sei anni pesa sulla passione dei tifosi, e l’aver ricominciato a giocare con tutte queste problematiche è stato un altro duro colpo. Il nostro club ha dovuto chiudere la sede, non possiamo fare attività sociale, non possiamo vedere la partita in televisione, non possiamo ritrovarci o andare allo stadio. È sicuramente una situazione con la quale è difficile convivere”.

Nuova società – “L’operato è impossibile valutarlo dopo tre giornate. Tuttavia, mentre una squadra si giudica solo da quello che fa vedere in campo, per una società ci sono anche altri parametri. L’obiettivo stagionale dichiarato è vincere il campionato, quindi credo che un giudizio più o meno definitivo potrà essere dato a seconda del risultato finale. Io mi sono espresso in un certo modo perché a mio avviso questa società qualche scivolone lo ha già fatto: il logo non piace e il nome ha lasciato molta perplessità. Poi non condivido questo voler insistere con la guerra in Armenia. Non mi sono piaciuti né l’invito a sottoscrivere un contributo, né la scelta di devolvere il ricavato dei biglietti. Anzi, mi hanno dato fastidio. Capisco che la proprietà sia armena e abbia a cuore questa causa, ma il Siena è una società di calcio italiana. A me la politica applicata al calcio ha sempre fatto schifo, e la politica non è solo destra o sinistra, è anche politica internazionale. Coinvolgere il Siena calcio in una politica internazionale credo sia un errore grosso. Siccome dopo la delusione avuta con la gestione Durio mi sono ripromesso di mettere in risalto quello che non va, se vedo qualcosa che non mi piace lo scrivo e lo dico. E io credo che i discorsi di politica internazionale non siano di competenza di una società di calcio e tantomeno dei tifosi”. (Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol