“Giacomini ha cercato di vendere il Siena per sei mesi, ma senza gli svedesi non sarebbe arrivato nessuno. Dobbiamo stimolarli a fare il meglio possibile, ma dobbiamo accontentarci di quello che possono fare, perché non ci sono alternative. Se poi arrivasse lo sceicco arabo sarebbe meglio, ma per ora abbiamo loro. C’è da dire che per la prima volta dopo tre anni il Siena inizia la stagione con la stessa proprietà dell’anno prima e questo significa che ci sarà programmazione”. Così il presidente del Siena Club Fedelissimi, Lorenzo Mulinacci, in un’intervista al Corriere di Siena.
Il toto allenatori – “Non sono chiamato a scegliere l’allenatore, posso solo dare un giudizio dopo averlo visto allenare. lascio questo onere alla società. Poi vedremo quello che succede. L’allenatore è importante, ma l’organizzazione della società conta altrettanto, così come la rosa messa a disposizione”.
Stagione passata fallimentare? – “Per me sì. Ho fatto un calcolo, senza andare troppo indietro nel tempo, negli ultimi settant’anni il Siena ha fatto otto anni di Serie D e solo nella stagione 1970/1971 si classificò al nono posto, dopodiché il peggior piazzamento è quello di quest’anno. Quindi credo sia una stagione fallimentare senza ombra di dubbi”.
Cosa non ha funzionato – “Ci sono molte attenuanti. C’è stato l’ennesimo passaggio di proprietà, Giacomini il giorno dopo la conquista della promozione aveva già deciso di vendere il Siena, quindi sono andati persi due mesi di tempo nella costruzione della squadra. A metà ritiro è arrivato il ciclone Zenga, che sembrava dovesse portare con sé miliardi, ma poi è sfumato tutto. Infine, c’è stata la trattativa con gli svedesi. Ma nonostante le attenuanti, si poteva fare comunque molto meglio”.
Troppe aspettative – “È possibile, anche per alcune dichiarazioni fatte in estate. Ma il Siena in Serie D deve sempre partire per vincere il campionato. Non si può dire che deve solo partecipare, per cui è normale che si creino delle aspettative. Poi il Livorno ha stravinto il campionato. Ma tra l’arrivare secondi e sesti c’è una differenza, al di là dei playoff”.
Fonte: Fol
