Mulinacci: “Siamo tornati in D, una categoria che non può essere un punto di arrivo, ma di transito”

In occasione della consegna del 45° Fedelissimo d’Oro il presidente del Siena Club Fedelissimi Lorenzo Mulinacci è stato intervistato da Angela Gorellini. Le sue parole riportate su La Nazione in edicola oggi.

“Un riconoscimento più che meritato, anche se la differenza credo l’abbiano fatta le 17 reti. Anche altri giocatori avrebbero potuto aggiudicarselo. E’ vero, parliamo dell’Eccellenza, la serie più bassa in cui abbia mai giocato il Siena, ma questo campionato entra di diritto nella storia bianconera, perché è stato vinto per dispersione, in anticipo e perché per la prima volta in assoluto la Robur ha chiuso da imbattuta. Il ritorno al Franchi, poi, è stato un premio per i tifosi ma soprattutto per la squadra”. “Sì, questa bella impresa – ha aggiunto Mulinacci – può essere considerata una rivincita nei confronti di chi ha fatto di tutto per farci stare un anno senza calcio e non ci è riuscito. Di chi ci ha costretto a giocare a Badesse, ma poi ha perso tutti i ricorsi. Ma Montanari è soltanto la punta dell’iceberg: il vero problema sono stati tutti quelli che c’erano prima di lui e che per levarsi un bubbone dalle mani lo hanno trovato e gli hanno dato il club. Sono loro i veri responsabili: Montanari ci ha messo del suo e si prende anche i cori, ma i cori dovrebbero essere condivisi con altri”.

Ora testa al futuro.
“Siamo tornati in D, una categoria che non può essere un punto di arrivo, ma di transito – ha spiegato il presidente dei Fedelissimi –. In attesa degli eventuali ripescaggi e della composizione dei gironi, con il Livorno che potrebbe essere spostato, si preannuncia una quarta serie stile anni ’70. Affronteremo piazze blasonate, ma se non hanno vinto quest’anno possono non vincere il prossimo…”.

Per quanto riguarda le infrastrutture, il ds Guerri ha affermato che per rimanere dentro il perimetro comunale sarà necessario o investire sul Bertoni o trasformare il Franchi in sintetico.
“Una soluzione, quest’ultima, che non mi entusiasma – ha spiegato Mulinacci –, anche perché fare un sintetico significa spendere un milione di euro. Capisco che avere a disposizione solo il campo dell’Acquacalda rende difficile la gestione delle giovanili. Ma il Siena ha giocato in A, in B, in C con un campo e quest’anno le squadre del vivaio saranno tre. Credo che per questa stagione non si possa fare altrimenti”.

Le voci su una possibile cessione?
Mi aspetterei di trascorrere un’estate in cui seguire solo il mercato – ha chiuso –. Il presidente visto in casa in mezzo al campo al Franchi non mi sembrava intenzionato a vendere, io non lo credo. Poi se dovesse accadere noi non possiamo rientrare nella decisione. Certo è che comprare il Siena significa tirare fuori soldi importanti e questo dovrebbe essere già una garanzia”.

Fonte: Fol