Mulinacci: “Nuova sede, manca sempre meno. Incomprensibile il silenzio stampa della società”

Un cambiamento che da tempo si era reso necessario ma che, per tutto quello che aveva significato la sede in Via Mencattelli, rappresenta una svolta epocale nella storia del Siena Club Fedelissimi. Da qualche giorno la storica associazione di tifosi ha trasferito cimeli, memorie e ricordi nei nuovi locali in Viale Europa, pronti a fare da teatro a tante nuove iniziative nel segno di una partecipazione sempre maggiore. A fare il resoconto sulla situazione è il presidente del Siena Club Fedelissimi Lorenzo Mulinacci.

Lorenzo, facciamo prima un passo indietro. Come si è arrivati alla decisione di lasciare la sede in San Prospero?

“La vecchia sede presentava problemi strutturali, inoltre era diventato sempre più complicato il rapporto con il quartiere, bastava ogni piccolo rumore perché intervenissero le forze dell’ordine. Sommando tutte le cose, abbiamo deciso di trasferirci in una zona più tranquilla”.

A che punto sono i lavori?

“Il grosso è stato fatto. Il trasloco è stato ultimato, poi abbiamo finito di risistemare cucina, bar e arredo. Mancano ancora alcuni dettagli, come l’allacciamento al gas. Ma ci stiamo avvicinando al giorno dell’inaugurazione”.

C’è già una data?

“Bisogna far incastrare alcune cose. Giovedì prossimo ci sarà il primo consiglio direttivo nella nuova sede, quel giorno verrà stabilita la data”.

Attesa una presenza massiccia di tifosi e non solo.

“Ovviamente saranno invitate le istituzioni oltre alle testate che ruotano intorno al Siena. Ci saranno anche tantissimi tifosi. È inutile dire che ci farebbe molto piacere la presenza della società e che fosse rappresentata ai massimi livelli, dal presidente, al direttore, allo staff ad una delegazione della squadra. Vedremo se perdurerà questo atteggiamento di chiusura nei confronti di tifosi e stampa o se ci sarà una deroga”.

Anche perché in questa stagione non siete ancora riusciti ad officiare una cena istituzionale.

“Lo scorso 24 settembre con la società avevamo fissato una cena alla sede in San Prospero per il successivo giovedì 29, alla quale avrebbero partecipato Salvini e il mister. Il giorno dopo fui avvertito da Andrea Bianchi che il Siena sarebbe andato in silenzio stampa. Dopo la partita con la Torres la decisione è rientrata, ma solo per una settimana, perché il silenzio è stato ripristinato subito dopo la sconfitta a Macerata”.

A tal proposito, cosa ne pensi della decisione del Presidente Montanari di indire il silenzio stampa?

“Quello che posso dire è che a Siena siamo abituati a vivere le cose come in contrada. A mio avviso c’è bisogno di un contatto tra i tifosi e la squadra, non si può lasciarla completamente isolata. Penso che una certa vicinanza faccia anche bene, l’entusiasmo può essere un valore aggiunto, non credo crei problemi. I risultati poi sono del tutto in linea con le aspettative iniziali, penso che chiunque ad inizio stagione avrebbe messo la firma per essere a questo punto del campionato così in alto. Mi domando cosa sarebbe successo se avessimo avuto i punti del Pontedera…”.

Hai ricordo di una presa di posizione simile negli anni passati?

“Il silenzio stampa l’avevo rivisto solamente in periodi in cui la squadra andava particolarmente male, quasi come una forma di ritorsione. In una situazione come questa, dove peraltro non manca l’entusiasmo, trovo incomprensibile una simile decisione. Mi auguro che la cosa possa rientrare perché avere una rappresentanza della società all’inaugurazione della nuova sede sarebbe per noi una cosa importantissima”.

Interpreti questa decisione come il segno di un calcio che sta diventando sempre più esclusivo?

“Molto probabilmente si va verso un calcio di questo tipo, nonostante fino a qualche anno fa non fosse così. Mi ricordo che all’inaugurazione in San Prospero c’era tutta la società al completo, l’allenatore, lo staff e una rappresentanza nutrita della squadra e che negli anni di Serie A ospitavamo regolarmente qualche giocatore. Mi dispiace perché non credo che nel nostro girone, comprese anche le piazze più blasonate, esistano club che hanno un’attività come la nostra. Parto dal presupposto che il contatto tra tifosi e squadra possa essere un valore aggiunto e non qualcosa che vada a discapito della squadra”.

Chiudiamo con una parentesi sul campo, dove la Robur sta tenendo il passo delle corazzate.

“Buona parte di questi risultati sono dovuti ad una super difesa, intesa come reparto. A questa si aggiunge un grande inizio di stagione di Disanto”.

Sorpreso quindi dalle parole di Salvini post-Recanatese?

“Se il direttore ha fatto quell’intervista avrà avuto i suoi motivi, ma secondo me i risultati sportivi sono in linea con i valori della squadra. A mio modo di vedere tutto sta procedendo per il meglio, mi sembra che anche la maggior parte dei tifosi sia soddisfatta. Evidentemente era la società che forse si aspettava qualcosa di più”.

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol