Mulinacci: non smetterò mai di seguire il Siena e continuerò le mie battaglie, da tifoso semplice e non da presidente dei Fedelissimi

E’ stata “una scelta sofferta” per Lorenzo Mulinacci, lasciare la presidenza dei Fedelissimi, dopo 32 anni. “Non ne avevo neanche 16 quando, nel 1970, ho contribuito alla nascita del Club – racconta –. Ho vissuto una vita parallela, in pratica. E’ stato difficile dire basta, ma è giusto che in questo momento alla guida dei Fedelissimi, ci sia una persona che abbia più stimoli e più motivazioni di me. La stanchezza dei tanti anni di presidenza e le ultime allucinanti vicende, mi hanno fatto perdere un po’ la voglia. Ma non è stata una scelta improvvisa, già da tempo avevo in mente di lasciare e lo scorso novembre lo avevo comunicato alla commissione elettorale”.

Tanti i messaggi e gli attestati di affetto ricevuti, dopo la comunicazione delle dimissioni.

“Sì, tantissimi, sia pubblici, sui social, che privati. Mi hanno fatto tantissimo piacere. Ma non smetterò mai di seguire il Siena e continuerò le mie battaglie, solo da tifoso semplice e non da presidente. Possibile un ripensamento? No”.

Tanti anche i ricordi da numero uno del Club.

“Sicuramente la promozione in serie B e quella in serie A. E anche il primo anno nella massima categoria. In parallelo alla Robur, i Fedelissimi hanno vissuto gli anni più gloriosi della storia: ci siamo trasferiti nella sede di San Prospero, c’era tanto lavoro da fare. A volte le trasferte contavano trenta pullman. Duro sì, ma anche una bella soddisfazione”.

L’attuale situazione?

“Non ho mai condiviso la scelta dell’amministrazione di consegnare le chiavi del calcio senese a un non ben distinto gruppo armeno. Era chiaro che fossero qua per i propri interessi, ovvero per lo stadio e il relativo business. A confermarlo la presenza di una persona come Andrea Bellandi che non credo si sia fatta avanti per passione. Una società che rileva una squadra di calcio può avere anche interessi extra-calcistici, ma questi interessi non devono avere il sopravvento. Ed è dura mandar giù che gli artefici del disastro, Bellandi e Grammatica ci siano ancora”.

Però è tornato Alberto Gilardino.

“L’unica vera bella notizia. Non ha mai avuto a disposizione una squadra ammazza-campionato e ha chiesto dei rinforzi. Ora che è stato richiamato mi aspetto che questi rinforzi arrivino. Ci sono da recuperare circa dieci punti: l’impresa che lo aspetta è tutt’altro che facile”. (Angela Gorellini)

Fonte: FOL