Mulinacci: “L’esonero di Gilardino non ha una logica. Mi sembra che la società si stia complicando la vita da sola”

Il presidente del Siena Club Fedelissimi Lorenzo Mulinacci è intervenuto durante la trasmissione Domenica Sport Sera su RadioSienaTV. Queste le sue parole:

San Donato Tavarnelle – “Non è stata una delle migliori partite, anche se abbiamo avuto le nostre occasioni per giocarci la vittoria. A onor del vero anche il San Donato ha avuto le sua. La partita è stata molto più vivace nel primo che nel secondo tempo. Nella parte finale, quando sono entrati in campo Mahmudov e Sartor, abbiamo perso quella vivacità che magari l’ingresso di Mignani avrebbe potuto dare. Però con l’ingresso di Mignani sarebbe dovuto uscire Ilari, e qui si torna al discorso dell’aggiustamento della rosa. Per vincere le partite contro squadre agguerritissime ci vuole qualcosa di più in fase offensiva; anche ieri abbiamo avuto 4-5 palle gol ma il pallone non è mai finito in porta. Ci sarà da lavorare dal punto di vista tecnico ma, come detto, mi aspetto anche qualche miglioramento della rosa”.

Momento – “Contro Gavorrano e San Donato sono stati pareggi giusti, con il Trestina meritavamo la vittoria. La fortuna è che nel nostro girone non c’è un’ammazzacampionato. Dovevamo essere noi ma al momento non lo siamo. Nel giro di pochi punti ci sono tante squadre che si lotteranno il campionato fino in fondo, e questo gioca a favore del Siena”.

Argilli – “È uno di quei giocatori che a questa maglia ha dato tantissimo. Non solo da giocatore, ma anche nel settore giovanile da allenatore dell’under 17, under 15 e Berretti; credo che sia stato giusto affidare la panchina a lui. Ritengo un po’ anomalo affidare la panchina ad un allenatore a tempo”.

Allenatore a tempo – “In 50 anni che seguo il calcio, non ho mai visto una decisione del genere. Non so quanta autorevolezza possa avere un allenatore sulla squadra sapendo che a fine mese ne arriverà un altro”.

Nuovo allenatore – “Non so se sarà russo, lituano o lettone. Secondo me difficilmente sarà italiano: se si doveva prendere un allenatore italiano libero, tanto valeva prenderlo subito. Mi sembra che la proprietà stia cercando un allenatore che viene dall’estero, con tutta la burocrazia da sbrigare e la quarantena da fare. C’è da aspettarsi di tutto per come la società ha ragionato fino a questo momento”.

Gilardino – “La notizia della risoluzione del contratto è stato un fulmine a ciel sereno. Secondo me non aveva una logica. Fino a questo momento il Siena aveva avuto alti e bassi ma era virtualmente primo. L’esonero secondo me non ci stava, poi non conosco le dinamiche della società. Si è detto che è stata una separazione col sorriso sulle labbra, ma la doppia intervista di Gilardino sulle testate nazionali ha detto tutto il contrario, e che questo malumore covava da diverso tempo. C’è qualcosa che non quadra, a partire dal doversi confrontare con gli allenatori della holding: il calcio è molto più semplice”.

Divergenze – “Giocare all’inizio in maniera rattoppata penso fosse normale ma penso che anche Gilardino lo avesse messo in preventivo. Però già prima della gara con il Trestina aveva chiesto rinforzi pronti, ovvero giocatori che avessero giocato nelle loro squadre di provenienza. E si era capito che non era molto favorevole all’acquisto di giocatori non italiani, che non conoscono la categoria e devono ambientarsi, visto che il tempo adesso è poco”.

Holding – “Come si evince dalle interviste di questi giorni, questa proprietà è una holding che ha altre società. Il Siena è inserito all’interno di questa e il loro metodo prevede che tutti gli allenatori si confrontino tra di loro quotidianamente per fare un percorso comune. Ma questo potrebbe avere una logica solo se le squadre fossero italiane. Secondo me non si può mettere sullo stesso piano il calcio di Serie D con il calcio armeno e lituano, sono mondi diversi. Io non ho nulla contro questa proprietà, che anzi ringrazio per quanto fatto fino a questo momento. Ma eviterei di complicarmi la vita, e andrei sul mercato italiano”.

Mercato – “Quest’estate è stata fatta una buona squadra, ma la stragrande maggioranza dei giocatori arrivava da infortuni o da periodi di inattività. È normale che la squadra sia in difficoltà. Se si vuole dare dei rinforzi, ora ci vogliono giocatori pronti che facciano fare il cambio di passo. Penso serva un over per reparto, e un 2002. E poi bisognerà capire se qualcuno sarà ceduto, perché c’è il rischio che poi la rosa diventi di difficile gestione”.

Contestazioni – “Non so chi fosse a Tavarnelle, sicuramente l’esonero ha lasciato un grandissimo malumore all’interno della tifoseria. I tifosi però giustamente guardano i risultati. Se si somma l’esonero, l’allenatore a tempo e i tre pari consecutivi, è normale che la gente inizi a borbottare”.

Campionato – “Gli elogi che gli allenatori fanno dopo i risultati positivi contro il Siena sono fatti anche per mettere in risalto una loro impresa. Sono convinto che alla fine il Siena vincerà il campionato perché alla lunga il blasone e l’importanza della società verranno fuori. Non credo lo ammazzerà, sarà lottato fino in fondo. Ma penso che questo potrebbe essere un vantaggio”.

(Jacopo Fanetti)

Fonte: Fol