Mulinacci: “L’iscrizione al campionato è un punto di partenza, non di arrivo”

La nostra Angela Gorellini, per La Nazione ha intervistato il presidente del Siena Club Fedelissimi Lorenzo Mulinacci, che, a cosa presumibilmente fatte, tira un bilancio di questo periodo sicuramente non facile. Queste le sue parole:

“Anche quando arriverà l'ufficialità non dovremo dimenticare quello che è successo. L' iscrizione al campionato è solo un piccolo passo, un punto di partenza, non di arrivo. E' da lì che andranno gettate le basi per riorganizzare la società carente di tanti ruoli fondamentali, dal team manager all'amministrazione, dal segretario generale, al capo area marketing. La nostra speranza è che dietro a questo accordo ci siano tante certezze che possano dare al Siena un futuro più tranquillo e sereno».

«Quello che può essere successo non lo so – ha ammesso Mulinacci -, anche se l'accordo poteva essere trovato venti giorni fa, evitando una penalizzazione che peserà sulla stagione: la squadra quest'anno farà un campionato per salvarsi e partire da -6, anche se mi dicono tramite vari ricorsi, si potrebbe arrivare a -4, è un handicap pesante. L'accordo è comunque arrivato, anche se siamo agli sgoccioli perché credo che il fallimento della società non avrebbe giovato a nessuno».

«Per noi tifosi seguire i movimenti di mercato sono pure piacevoli da seguire – ha commentato Mulinacci -. Di nomi che circolano, per quanto riguarda l'allenatore, ce ne sono. Si parla di Beretta: negli anni non mi sono mai permesso di incidere o consigliare alla società quale sia il tecnico giusto, certe scelte spettano al direttore, ma Beretta a Siena ha lasciato bellissimi ricordi e il rapporto che lo lega a me e a tanti tifosi è splendido. Sarei contento tornasse lui».

«La posizione dei Fedelissimi verso Mezzaroma? Per prima cosa dobbiamo vedere cosa c'è dietro all'accordo e quali le prospettive del Siena – ha chiuso -. Noi non abbiamo mai guardato alle persone ma alla sostanza, a prescindere non odiamo né contestiamo. Le contestazioni vanno fatte quando è il momento. E ce ne sono state anche ai vertici del Monte. Le alzate dei toni così, senza obiettivo, le ritengo controproducenti, poi ognuno è libero di fare quello che crede. Come sia arrivato Mezzaroma a Siena lo sappiamo tutti e lui stesso si è detto più volte disponibile ad andare via. Quando ci sarà un'alternativa, non ci sarà neanche bisogno di contestare, sarà lui stesso a lasciare».

Fonte: Fedelissimo Online