In un’intervista pubblicata da La Nazione di Siena in edicola oggi, il presidente del Siena Club Fedelissimi Lorenzo Mulinacci ha fotografato lo stato d’animo dell’ambiente bianconero, sottolineando come il silenzio di queste settimane generi qualche interrogativo tra i tifosi. “Ormai siamo abituati, in questo periodo dell’anno, a non ricevere notizie, a fare i conti con un silenzio assoluto. A differenza delle scorse stagioni, però, sappiamo già qual è l’obiettivo del Siena nel prossimo campionato: la vittoria. La società lo ha dichiarato pubblicamente. Quindi adesso vediamo come si muoverà, nell’allestimento dell’organico chiamato a centrare la promozione”.
“Sì, il silenzio preoccupa sempre”, ha aggiunto il numero uno del Siena Club Fedelissimi. “Più che altro l’assenza di informazioni certe può portare all’insinuarsi di voci che potrebbero essere destabilizzanti. Anche perché, solo qualche mese fa, la proprietà si era detta alla ricerca di un socio forte. La domanda è se senza riuscirà a portare avanti i suoi propositi”. Il campionato che si sta delineando vedrà tante formazioni competitive al via, ma “a livello di blasone e di tifoseria non abbiamo niente da invidiare a Prato, Lucchese, Pistoiese o Ternana”, ha poi sottolineato Mulinacci. “Possiamo avere meno soldi, ma siamo il Siena. E ci aspettiamo che la società agisca nella maniera giusta, sia per quanto riguarda il budget sia l’allestimento della rosa».
Spazio quindi alla parte tecnica: “La conferma di Voria in panchina e di gran parte dell’organico è un vantaggio. Ma come ha anche sottolineato il mister servono 4-5 giocatori di spessore per alzare l’asticella e anche quote, in particolare 2008. Sull’ultima stagione reputo impossibile sapere se con Voria dall’inizio le cose sarebbero andate diversamente. Il Grosseto era troppo più forte e lo ha dimostrato nell’arco della stagione. Quello che dispiace è non essere arrivati alle spalle della più forte, ma quarti, indipendentemente dalla grande rimonta arrivata con il mister, qualcosa di spettacolare. L’anno precedente eravamo arrivati addirittura sesti”.
Fonte: Fol