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Interviste

Mulinacci: “I Fedelissimi una parte fondamentale della mia vita. Ecco cosa chiedo alla squadra e alla proprietà”

In carica da 37 anni, Lorenzo Mulinacci ha festeggiato la rielezione a presidente del Siena Club Fedelissimi. Un importante traguardo per Mulinacci che, in un’intervista realizzata da La Nazione di Siena, in edicola oggi, ha parlato delle prossime sfide con i Fedelissimi oltre che del futuro della Robur, tra aspettative, responsabilità e prospettive.

I ricordi legati al Club – “Parliamo della storia dei Fedelissimi, ma anche del Siena. Una storia fatta di anni bellissimi, quelli della Serie B e della Serie A, e altri dolorosi, arrivati dopo il periodo d’oro e giunti fino ai giorni nostri. Il club, primavera dopo primavera, ha avuto una crescita costante e si è rafforzato anche nei momenti di difficoltà. Uno dei traguardi raggiunti è la nuova sede di via Europa: la nostra “casa”, una casa accogliente”

Punto di riferimetno – “Certamente sono soddisfatto di essere ancora alla guida dei Fedelissimi. Sono stato uno dei soci fondatori del Club e, come detto, l’ho visto “diventare grande”. È stato ed è una parte fondamentale della mia vita, una famiglia. Per quanto riguarda esser punto di riferimento anche di parte della tifoseria bianconera, io sono il presidente dei Fedelissimi. Se poi altri tifosi condividono le mie decisioni ne sono gratificato”.

Aspettative per il 2026 – “Per quanto riguarda il Club mi aspetto di proseguire sul cammino intrapreso negli ultimi anni. Ma essendo noi i responsabili della nostra storia, non ho dubbi al riguardo. Per quanto riguarda il Siena, in questo momento non possiamo che subire gli eventi, accontentandoci di quello che verrà. Per quanto riguarda la parte sportiva il nostro campionato è già finito: possiamo magari vincere qualche altra partita, ma alla fine cambia poco. Ed è, sottolineo, il punto più basso mai toccato: anche in passato la Serie D l’abbiamo sempre vinta o giocata da protagonisti. Sul fronte societario non sono ottimista: c’è troppo da fare, tante chiacchiere, ma non vedo fatti. La proprietà dice di voler andare avanti step by step, ma se un passo è stato fatto, è stato fatto all’indietro”.

Indietro rispetto a ciò che ci si aspettava– “È vero, il gruppo svedese aveva fatto chiaramente sapere che non si sarebbe puntato alla promozione ma mi sarei comunque aspettato un campionato diverso. Il Grosseto, come il Livorno la passata stagione, ha speso in maniera spropositata ed è giusto non inseguirla. Ma se guardiamo la classifica, abbiamo davanti squadre come Seravezza, Tau o Foligno che, per storia e budget, non sono certo superiori a noi”.

Il finale di stagione, in campo e fuori – “Dal Siena mi aspetto dunque che chiuda la stagione nel modo più dignitoso possibile, conquistando i playoff, vincendoli e, nel caso in cui ci sia la possibilità, presentando successivamente la domanda di ripescaggio. Alla proprietà chiedo un’organizzazione migliore, un organigramma più strutturato e un maggiore impegno economico. È impensabile aspettare l’annata in cui non ci saranno il Livorno e il Grosseto di turno: la prossima potrebbe essere quella del Prato o della Lucchese, che vincerà l’Eccellenza, o il Perugia che magari retrocederà dalla C. Serve inoltre intervenire sullo stadio, arrivato ormai ai minimi termini. Non c’è neanche un impianto di illuminazione funzionante”.

Fonte: Fol