Moschin: «L’anno più importante»

Siena, per Simone Moschin, ha significato tanto. «E stata sinora la tappa più importante della mia carriera». Una stagione complicata, vissuta tra i pali in un continuo saliscendi; una marcia che lo ha comunque forgiato e arricchito: «Un vanto la maglia della Robur». E chissà che un giorno… 

Moschin, facciamo un bilancio del campionato?
«Sono abbastanza contento di come è andata, ho giocato praticamente tutte le partite, con un rendimento, penso, sufficiente. Purtroppo a livello di squadra le cose non sono andate benissimo, e quando è il collettivo che non gira, ne risente anche il singolo. Potevamo fare di più, ma è stata un’annata particolare. Perché sia andata così non saprei dirlo. Ma nel calcio capita. Quando ero a Pisa dovevamo ammazzare il campionato, siamo usciti ai play off, il Benevento è tornato in B dopo anni e anni di tentativi, l’Alessandria ha speso milioni ed è arrivata seconda… E’ difficile vincere al primo colpo». 

C’è stato un momento in cui avete davvero temuto il peggio? 
«Sai, quando ti ritrovi inaspettatamente a pochi punti dai play out, non dico che ti prende la paura, ma un po’ ci pensi. E lì siamo stati bravi a venirne fuori. Rimane il rammarico per quello che poteva essere e non è stato, considerando anche l’allargamento dei play off: bastava poco di più per disputare una stagione diversa; nel girone di andata qualche passo falso c’è stato, ma nel complesso stavamo facendo bene. Poi purtroppo abbiamo dovuto iniziare a guardarci più indietro che davanti. L’importante è aver raggiunto la salvezza». 

Quando ha scelto la Robur si aspettava qualcosa di diverso?
«Quando senti parlare di Siena, pensi a una piazza importante. E’ logico, per il suo passato. Ma ogni campionato ha una storia a sé, va vissuto per capirne le dinamiche. E poi la società è nuova, tutto è stato ricostruito da zero. Ci vogliono pazienza e fiducia». 

E ora? 
«Sono della Pro Vercelli, probabile che faccia un’altra stagione in prestito. Il mio obiettivo è giocare. Non mi va di salire di categoria, ma a fare il secondo: per un portiere della mia età (classe ‘96 ndr) la continuità è fondamentale». 

Cosa si porterà con sé di Siena? 
«Bei ricordi, i miei compagni, tutti ragazzi eccezionali. La città, bellissima. La piazza: la Robur ha un grande tifoseria, che si merita di più di quello che ha avuto negli ultimi anni. Ma certi traguardi si raggiungono con il tempo. Aver indossato la maglia bianconera è un vanto per il curriculum. Mi sono trovato benissimo e se un giorno capitasse l’occasione di tornare ne sarei felice».  (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione