Morgia: In campo per vincere, ma senza troppe pressioni

Nel presentare Siena-Poggibonsi, Massimo Morgia riparte dalla sconfitta di Gualdo. "Ho riguardato a lungo la partita – ha spiegato -, confermo quello che ho detto a caldo dopo la gara: non ho niente da rimproverare alla squadra che ci ha messo grande voglia. Mi sono concentrato principalmente sui primi sette minuti: siamo scesi in campo con la giusta mentalità, loro non hanno passato la propria metà campo. Dopo la rete ci siamo smarriti e per un'ora non abbiamo fatto un tiro in porta. ci siamo innervositi troppo: non vorrei che la paura di perdere ci tolga la voglia di vincere. Fin dall'inizio ci siamo assunti grandi responsabilità, ma siamo ancora un cantiere aperto, non siamo ancora squadra. Per diventarlo ci vuole del tempo. Anche al Luzi hanno esordito due giocatori…". "Non sta scritto da nessuna parte che perché siamo il Siena dobbiamo vincere tutte le partite ancora prima di giocarle – ha proseguito -. Non finirò mai di ringraziare il nostro pubblico, che ci dà sempre una grossa mano, ma in campo scende la squadra, chiamata ogni volta a dare il doppio perché contro di noi tutti fanno la partita della vita. I ragazzi dovrebbero essere liberi di giocare senza pesi, tensioni o obblighi. Non cerco scusanti, non l'ho mai fatto, non mi ci metto a 63 anni. Ma se ho accettato questo incarico, e l'ho detto il giorno della mia presentazione, è perché nessuno mi ha chiesto di vincere a tutti i costi. Dopo la risposta data dalla città e dopo l'uscita di scena dell'Arezzo, è normale aver spostato il mirino. Ma non possiamo pretendere di essere la squadra ammazzacampionato. Se pensassimo questo saremmo stupidi e arroganti. Senza dimenticare che per il 45-50 per cento la nostra rosa è formata da giovani alla prima esperienza. Che non vanno caricati troppo. Né criticati troppo. Sentono la tensione in campo e il rischio è quello di bruciarli. Un male non per la squadra nella singola partita, ma per il giocatore stesso e per il prosieguo della stagione. Perderli tre o quattro sarebbe devastante. Sarebbe controproducente anche insistere a proporli: la gente deve capire che in questo momento il 7 non è né Sestu, né Troianiello. Che devopnogiocare per forza quattro quote e che va dato a tutti il tempo di crescere". La Robur e Morgia, allora, guardano avanti. "Siamo orgogliosi di avere un pubblico così imponente – ha commentato il mister -, che ci ha applaudito anche dopo la sconfitta. Cose che nel calcio di oggi in Italia, non succedono mai. Ma un ko ci può stare, ora dobbiamo essere bravi a ripartire, senza portarcela dietro. Il campionato è come il Giro: ogni tappa ti insegna qualcosa e perdere può essere motivo di crescita. Non conosco molto bene il Poggibonsi, che la scorsa estate ha 'rischiato' di essere ripescato. Sarà una partita molto bella, sul piano emozionale: ho allenato il Poggibonsi, so quanto ci tengono. Dovremo giocarla, con cattiveria, rabbia, determinazione. In attesa che arrivi il bel gioco. Voglio vincerla, un po' perché sono fatto così, ma anche perché dobbiamo onorare la maglia. Sono contento che Fusci voglia affrontarci a viso aperto, l'unica squadra che lo ha fatto è stato il San Donato Tavarnelle e infatti è venuta fuori una bella partita. Per il resto ci hanno apsettato tutte". Sulle condizioni della squadra. "Redi è a disposizione, anche se il suo infortunio va gestito. Cason sembrava non dovesse farcela, invece stamanilo stff medico ha dato l'ok. Ma viene comunque da una settimana di lavoro differenziato. Giocherà uno dei due, entrambi quote. Non posso permettermi di avere in formazione due uomini non al top. Deciderò domattina. Vergassola prosegue con il proprio programma differenziato: questa settimana è stato molto vicino alla squadra, senza che nessuno glielo chiedesse. Questo dimostra il suo attaccamento e la sua intelligenza". (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line