Morgia: A Matelica un Siena giovane per crescere e vincere

Il Siena andrà a Matelica per giocarsela: è la filosofia di Massimo Morgia, scendere sempre in campo per vincere. La gara di Coppa Italia di domani servirà al mister bianconero anche per vedere all’opera quei ragazzi che non stanno trovando spazio e che non lo hanno mai trovato per il poco tempo a disposizione. E sarà anche tappa di avvicinamento alla trasferta di Piancastagnaio.

Partiamo dalle condizioni della squadra: come sta la Robur?
“I convocati sono 20: ci sono i ’97 Ceccuzzi, Venuto e Dinelli. Non ci sono, oltre agli infortunati Vergassola, Redi e Galasso, Varutti, squalificato, Collacchioni, che ha un problemino a una spalla, Minincleri e Cason che hanno dei punti in testa e che preferisco non rischiare. Giocheranno i ragazzi che ho visto di meno, che non ho avuto proprio modo di vedere perché a dodici giorni dalla nostra partenza avevamo già da giocare una gara da dentro o fuori. Non ho idea, riguardo alcuni, neanche che impatto possono avere con la categoria”.
Quindi… Formazione fatta?
 “In difesa esordirà Mileto, a centrocampo gli esterni saranno Varricchio a destra e Silvestri, che non è mancino, a sinistra. In mezzo la coppia più esperta Riva-Zane. Davanti toccherà a Russo, che sono certo ci darà una grande mano. Proprio in virtù di un undici inedito e giovane, preferisco non caricare di troppa responsabilità Fontanelli, con cui ho parlato. In porta ci sarà Viola, che un po’ di esperienza in più ce l’ha”.
La gara con il Poggibonsi ha lasciato scorie?
Mentalmente la squadra è a posto. Ho rivisto più volte la gara con il Poggibonsi e credo che sia stata una delle migliori, se non la migliore, prestazioni che abbiamo mai fatto. Non abbiamo concesso agli avversari neanche un contropiede, abbiamo liberato l’uomo davanti a porta quattro volte, oltre ad averci provato con traversoni, angoli e conclusioni dalla distanza. E per la prima volta abbiamo giocato ad alta intensità per tutti e novanta i minuti di gioco. Non abbiamo fatto gol, è vero. Ma è successo anche ieri alla Nazionale. Tra Coppa e campionato siamo la squadra che ha segnato di più e non dimentichiamo che siamo partiti in ritardo e che ci serve ancora del tempo per trovare la giusta amalgama”.
Come è andato l’incontro con i tifosi di lunedì?
“tengo a precisare, anche per rispetto nei loro confronti, che non c’è stato alcun confronto. E’ stato anzi un gesto che ha confermato il grande attaccamento della città alla squadra. Non avevo mai aperto il mio spogliatoio a nessuno. L’ho fatto questa volta perché mi faceva piacere che i ragazzi della Curva confermassero alla squadra tutto il loro sostegno e la salutassero con orgoglio. Mi si è riempito il cuore.  So che sulla panchina del Siena sono passati allenatori con più storia, carriera e risultati di me. Ma credo che del rapporto con il pubblico io abbia una particolare attenzione. Da certe piazze me ne sono anche andato, rinunciando a soldi, perché non tolleravo atteggiamenti di violenza o imposizione. In un calcio dove i giocatori sono costretti a togliersi di dosso le maglie, Siena è un bell’esempio. Credo di essere un uomo di sport, che ha rispetto della sua professione e della gente, perché il calcio è della gente. Anche il post che ho scritto su Facebook la sera di Robur-Poggibonsi era per esaltare i valori di questa città (lo stato sulla pagina del mister: "Subito dopo la partita mi hanno avvertito che gli ultras volevano parlarmi….dentro di me ho pensato….ecco ci risiamo due risultati negativi e siamo alle solite….invece con mio grande stupore mi hanno detto che avevano visto i ragazzi col capo chino quando sono andati sotto la curva a salutarli…e questo non deve accadere perché la loro fiducia su loro non è mai venuta meno e che non devono sentirsi pesi e pressioni…ma continuare ad impegnarsi come stanno facendo….in un Italia in cui si è chiesto molto spesso di levarsi le maglie e lasciarle in campo perchè non degni di indossarle… In un Italia piena di stadi intrisi di odio e violenza…la parte più calda del Tifo Senese ha dimostrato ancora una volta in più che SIENA per storia cultura ed educazione è da serie A…. Grazie vi aspetto Lunedì a Rosia…”).

C’è chi dice che al Siena però manca un attaccante…
“E’ vero, ci manca una punta di peso, con determinate caratteristiche. Ma pure l’anno scorso non ce l’avevo e la Pistoiese si è confermata il miglior attacco del girone. Il Pescara, qualche anno fa, è stato promosso in serie A con Immobile, Insigne e Sansovini… Sul mercato dobbiamo muoverci con calma. Anche perché, forse qualcuno non lo ha ben chiaro, l’equilibrio delle rose, in serie D, si basa sulle quote. Così come l’assetto tattico e le scelte di formazione. Per un giovane, vestire la maglia del Siena non è come indossare quella dello Scandicci, con tutto il rispetto. I nostri giovani vanno valutati attentamente e, se è il caso, intervenire”.  
Il Matelica?
"Non conoscendo i nostri avversari, mi sono informato: sono una squadra ben attrezzata che da tempo punta alla promozione. Tanti giocatori hanno esperienze in C e anche nell'ultima giornata hanno vinto 6-2. Noi scenderemo in campo, come sempre, per provare a fare la parita: la Coppa Italia è una competizione importante e i risultati aiutano sempre". 
Che idea si è fatto di questo campionato?
“E’ ancora presto, ma a primo impatto, mi sembra più livellato verso l’alto rispetto all’anno scorso. Non vedo al momento squadre ammazza campionato, tra due mesi il Flaminia potrebbe crollare e il Bastia esplodere. E poi contano molto le circostanze. Se noi l’anno scorso con il Foligno non avessimo vinto non avremmo preso il largo… A volte una partita può cambiare le sorti di una stagione. Il fattore tempo è di sicuro dalla nostra parte, se tutti avranno la pazienza di aspettare, se ci sarà abnegazione e unità di intenti. Come ora: lo stesso Ponte si sta comportando bene dandoci tutto quello che gli chiediamo. La risposta di Siena ci ha caricato di responsabilità, ma non partiamo dal presupposto di dover vincere ogni partita”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line