Moras “Il tempo sta scadendo. Col Siena l’ultima occasione”

Nel 2008, a Siena, Vangelis Moras toccò il punto più basso della sua esperienza bolognese, vedendosi gettare indietro la maglia che aveva lanciato ai propri tifosi. Domenica, ancora contro il Siena, giocherà l’ennesima sfida della speranza per il Cesena, con la consapevolezza che nessuno gli rispedirebbe al mittente la maglia, anche perché la sua, è sempre una delle più sudate.
Moras, domenica arriva il Siena ed il Cesena si trova a 12 punti dalla zona salvezza. Dove trovate gli stimoli per crederci ancora?«Domenica ci giochiamo tutto. È davvero la nostra ultima occasione, l’ultima spiaggia. Dobbiamo avere come obiettivo quello di ridurre a 9 punti il distacco dal Siena, anche perché una risultato positivo potrebbe essere decisivo per cambiare la nostra condizione mentale. Una vittoria può farci svoltare pagina, e magari avvicinarci anche al terzultimo posto».Il terzultimo posto, se arrivasse una mano dalla giustizia sportiva, potrebbe anche valere la salvezza. Cosa ne pensa?«È una variabile che dovremo considerare, però solo a campionato finito, anche perché non possiamo prevedere quali penalizzazioni ci saranno. In questi mesi mi è sembrato che si voglia fare davvero piazza pulita e punire tutti con molto rigore, però non si può mai essere sicuri di nulla». Come ha vissuto l’addio di Arrigoni?«Non era facile cambiare allenatore a questo punto della stagione, ma la società ha avuto coraggio. Non mi sembra giusto fare dei paragoni, anche se mi è dispiaciuto tanto per Arrigoni, che è una persona che stimo. Certo mi sto trovando bene con Beretta che si è inserito al meglio e che sembra sia con noi già da tanti mesi».Mercoledì contro il Catania, non è arrivata la vittoria della svolta e fra infortuni e squalifiche, siete usciti a pezzi.«Non è arrivato il risultato che volevamo, ma la prova secondo me è stata ottima. Tutti ci abbiamo provato, tutti abbiamo dato tutto e lottato fino all’ultimo. La partita si è messa male fin dall’inizio e abbiamo rischiato di perderla, ma non possiamo assolutamente rimproverarci nulla. I sostituti che dovranno scendere in campo domenica, devono dare tutto e darci una mano in una gara delicatissima».Contro il Catania anche l’arbitro Rocchi ci ha messo lo zampino. Come avete vissuto questa situazione dal campo?«Quando sei ultimo in classifica, anche gli arbitri ti trattano da ultimo in classifica e questo a me proprio non va giù. Dobbiamo essere rispettati, perché siamo dei professionisti e cerchiamo sempre di fare il massimo in campo. Gli arbitri devono capire le situazioni, devono utilizzare il buon senso. Io parlo con Pudil spesso e lui mi ha confidato di aver imprecato in italiano, ma non all’indirizzo di Rocchi».Oltre all’arbitraggio, anche il clima di tutto lo stadio inizialmente non è stato proprio dei migliori.«Io e i miei compagni siamo dei professionisti, abituati a dover lottare per la salvezza e queste situazioni non ci devono influenzare. Io poi vengo dalla Grecia, un Paese dove i tifosi alla prima sconfitta ti contestano ed in queste situazioni sono portato a tirare fuori il meglio di me. Voglio sempre uscire a testa alta dal campo, indipendentemente dal risultato finale di una partita».Uno dei bersagli maggiormente colpiti è stato Mutu. Come vivete nello spogliatoio le voci riguardante qualche sua uscita serale di troppo?«Intanto io non credo alle voci su Adrian, ma se fossero vere e non riuscisse ad esprimersi al meglio per via della sua vita fuori dal campo, sarebbe solo lui a sbagliare. Vi assicuro che Adrian sta soffrendo questa situazione ed è determinato a fare bene, partendo da subito. Noi dobbiamo considerarlo un riferimento dentro al campo, perché con la sua classe può risolvere le partite».

Fonte:La Voce Di Romagna