A una sola giornata dalla fine del campionato di Serie D, esplode il caso del San Marino Calcio, di proprietà di Emiliano Montanari. Dopo i fiumi di parole spesi sulla situazione della squadra durante tutta la stagione, ora sono i giocatori rimasti in rosa a parlare, dichiarando: “Non siamo più disposti a tollerare il silenzio e gli inadempimenti della società che, da mesi, rendono praticamente impossibile svolgere l’attività sportiva in condizioni di dignità lavorativa”.
Il gruppo squadra, secondo cui la questione ha ormai superato ogni limite accettabile, si esprime tramite un comunicato rilanciato dall’Associazione Italiana Calciatori. I sette fatti principali contestati al club di Emiliano Montanari sono l’assenza, a partire da febbraio, di figure professionali fondamentali come il preparatore dei portieri, il preparatore atletico e il team manager, e l’assenza, a partire da marzo, del magazziniere, con conseguenti carenze di materiale tecnico, allenamenti svolti con indumenti non idonei e appena dieci palloni a disposizione.
I giocatori hanno anche evidenziato la mancanza di un direttore sportivo operativo e il totale abbandono da parte dei vertici societari, oltre a problemi relativi alle trasferte: dalla mancata fornitura del pranzo per tre volte (contro la Sammaurese, la Maceratese e nell’ultima gara fuori casa con il Notaresco) al famoso viaggio ad Ascoli Piceno, affrontato senza pullman societario, ma con le auto dei tesserati.
Tutto questo è già successo prima a Siena, con la mancata iscrizione al campionato come epilogo, e poi a Legnano.
La cosa grave è che gli venga ancora permesso di acquisire società di calcio il cui esito è già scritto fin dall’inizio.
Fonte: Fol
