Modena o Cenaia

Il caldo notoriamente non favorisce la soluzione dei problemi. Con il caldo si è più suscettibili, il cervello va spesso in tilt, si finisce per rimandare i problemi, si preferisce sventolarsi con quel poco che si trova piuttosto che sforzarsi di ragionare. Questo in generale; a Siena, con il Siena, in particolare, si tende a non ragionare neanche quando la temperatura è sotto zero!

Ci siamo iscritti (hai detto nulla!), ma non sono stati risolti i tanti problemi. Va da sé che pensare di risolvere i problemi della Robur quando la città è alla canna del gas appare quanto meno “ardimentoso”.

Il Siena, è bene ripeterlo, ha tanti debiti frutto di passate gestioni non proprio virtuose e del famoso e sciagurato campionato di B, nel quale, a sentire i soliti bene informati, in molti, al grido “tanto paga il Monte”, hanno gareggiato a chi scialacquava di più. Mah!

Ora, come il “locco” della favoletta, siamo a confrontarci con le “staie” vuote, eppure ne avevamo a centinaia.

Ma ritorniamo ai debiti. Questi possono essere tanti ed insopportabili ovvero coerenti e gestibili. La differenza la fa il profilo del debitore e la natura/specie dell’obbligazione. Se il debitore fosse un “quattrinaio” alla maniera di qualche russo, arabo o cinese che sia, boh, credo che il problema finirebbe per essere modesto e di facile situazione. Se, invece, il debitore è un imprenditore italiano di medio calibro ed il debito è liquido, scaduto ed esigibile, allora ……..  buona notte!

Tutto questo per dire che rimanendo l’attuale proprietà  e se il debito continuasse ad avere le caratteristiche di cui sopra è ovvio che le prospettive sarebbero piuttosto magre. Se invece il debito, come le tasse della Lazio, fosse dilazionabile “in comode rate”, non mi stupirei se, non certamente russi ecc. ecc., bussasse alla porta della Robur qualche bene intenzionato.

Detto questo non mi sorprendo, né mi indigno, se assistiamo a cessioni dolorose, mi “girano solamente  le scatole”, ma questo è un altro film!

Comunque tra andare a giocare a Modena o a Cenaia, io preferisco la grassa, seppur terremotata, città emiliana, piuttosto dello sguaiato e rancoroso abitato perso nei confini  tra le provincie di Livorno e Pisa.

Andrea Sordi