Missione compiuta, il Siena sorride – di Tommaso Refini

Missione compiuta. Nella giornata degli scontri diretti, che metteva in palio l’aggancio al gruppo salvezza, la Robur sorride. Lo fa respirando a pieni polmoni l’aria pura della vittoria, dopo una salita lunga un paio di mesi e tredici faticosi tornanti.

Come un ciclista attardato da una foratura, il Siena ha dovuto recuperare terreno per raggiungere la compagnia. Ce l’ha fatta grazie al terzo 1-0 ottenuto al Franchi, dopo quelli con Bologna e Genoa. Contro il Pescara la Robur ha risposto in maniera convincente alle sollecitazioni nervose di un impegno delicato. Un esame difficile non tanto sul piano tecnico e tattico – disarmante la pochezza dei biancazzurri, autorevolissimi candidati a un pronto ritorno in B -, quanto dal punto di vista emotivo, per i significati di classifica legati a uno scontro diretto così importante.

Svuotati di contenuti tecnici – fatta eccezione per Caprari, predicatore nel deserto -, gli abruzzesi hanno recitato da comparsa al vecchio Rastrello: fase difensiva meritevole di una parte in qualche pellicola di Dario Argento; centrocampo senza idee; attacco poverissimo di spessore. Stupiscono gli undici punti in classifica: un’enormità rispetto ai valori della rosa, a testimonianza di un campionato livellato verso il basso come poche altre volte era accaduto. Buon per il Siena, che nella sua rincorsa ha tratto giovamento anche dai motori ingolfati della concorrenza. Male per Stroppa, che si è dimesso al termine della trasferta toscana, staccando la spina di un rapporto con la piazza mai decollato.

Il gol di Valiani, ispirato da Vergassola – premiata ditta che aveva già fatto piangere il Meazza -, ha indirizzato la partita sui binari della Robur, in grado di dominare l’avversario ai punti, in termini di occasioni, ma incapace di sferrare il colpo del ko. Almeno quattro gli errori sottoporta da matita rossa, anzi blu: un paio dell’alunno Rosina e altrettanti di Calaiò. Entrambi dietro la lavagna, ma con il sorriso, grazie alla rete del numero sette e a Pegolo, che ha ipnotizzato Vukusic dal dischetto. I tre punti, infatti, valgono il perdono per i peccati di mira. Pericolo scampato e pena mite, ma a buon rendere fin dal prossimo turno, perché la Robur non potrà più permettersi tanti regali in novanta minuti. Giornata di scarso feeling con la porta per il vicecapitano, che però è andato a nozze con i cartellini, provocando ben tre espulsioni: due in casa avversaria, con il Pescara che ha chiuso addirittura in nove, e una anche fra i bianconeri, con Serse Cosmi che ha vinto un posto in tribuna. Troppo veemente la sua reazione al mancato raddoppio, punita severamente dal direttore di gara.
 Note particolarmente liete Sestu, che ha portato energia e freschezza atletica nel momento decisivo della partita, e Valiani. L’ex Bologna e Parma è stato ancora una volta il migliore in campo, per il gol determinante, per la frequentazione proficua della trequarti e per l’applicazione costante in fase difensiva. E’ un elemento equilibratore, che merita di essere titolare: propositivo quando il Siena ha la palla; utilissimo quando la sfera di cuoio è fra i piedi avversari. Come Sestu, anche Valiani possiede la caratteristiche necessarie per raggiungere l’obiettivo: disponibilità totale alla causa, sostanza sul terreno di gioco e testa sulle spalle. Chi dispone di tali requisiti sarà protagonista; gli altri possono accomodarsi in tribuna. Se tre indizi fanno una prova, la nota più lieta è però la reazione seguita alla sconfitta di Cagliari. Nell’arco di un campionato un black out ci può stare – sia ben chiaro -, ma l’harakiri sardo aveva lanciato numerosi interrogativi. Il Siena ha risposto allo schiaffo chiudendo la porta a doppia mandata – zero gol subiti nelle ultime tre gare -, sfruttando al massimo i due turni casalinghi e conquistando un buon punto a Parma: sette lunghezze che valgono oro, in un passaggio tanto delicato della stagione.

La prova del nove ha i colori del Chievo, altra concorrente diretta per la salvezza. Così come il Pescara, anche i mussi volanti sembrano meno competitivi rispetto all’anno passato. E il cambio di tecnico, che a Verona è prassi per nulla abituale, conferma come la stagione 2012-13 dei gialloblù non sia nata sotto una buona stella. Alla luce di ciò, chissà che Vergassola e compagni non riescano a ripetersi anche al Bentegodi. In ogni caso, i risultati del tredicesimo turno hanno regalato alla Robur un campionato nuovo di zecca. Resta l’incognita di quanto peseranno le energie psicofisiche spese dai bianconeri per rientrare in gruppo, ma intanto giù le luci e che si apra il sipario: silenzio in sala, il torneo del Siena può avere finalmente inizio.

Fonte: www.sienafree.it