Domani sarà la prima volta al Franchi da avversario e “l’emozione sarà tantissima”. Torna a Siena Simone Minincleri, che qui trascinò la Robur nel professionismo nell’annata 2014-15, a suon di gol (13) e giocate. “È stata stagione più bella della mia carriera. Fu come vincere la B, altro che quarta categoria”, spiega a La Nazione il tecnico dell’Ostiamare.
I laziali sono già salvi, i playoff sono quasi irraggiungibili ma “noi faremo la nostra parte, come abbiamo sempre fatto. Ci teniamo a chiudere bene. E sperare non costa niente: siamo a cinque punti dai playoff, se qualcuno inciampa ci vogliamo far trovare pronti. Sarebbe il coronamento di un’annata particolare. A novembre-dicembre eravamo in zona playout, con l’arrivo di De Rossi è cambiato tutto”.
“La Robur? Mi dispiace per quello che è successo, dopo la nostra promozione e a parte l’annata di Mignani, quella della finale playoff, il Siena non ha avuto pace. E a pagare sono sempre stati i tifosi”, prosegue Minincleri, che alla squadra di Voria toglierebbe Di Paola. “È un ottimo prospetto, un 2005 mancino. Ha qualità e corsa”.
“Auguro al Siena di risalire il prima possibile – conclude l’ex centrocampista bianconero – i campionati si vincono sì grazie ai buoni giocatori, ma anche alla forza del gruppo: bisogna mettere il noi davanti all’io. E spesso non accade, basti pensare a quanto tempo ha impiegato il Livorno. E serve anche unità di intenti tra tutte le componenti: società, squadra, tifosi e stampa”.
Fonte: Fol
