Mignani: Un onore essere in bianconero, insieme ritroveremo l’entusiasmo

Un Michele Mignani emozionato, quello che ha preso la parola il giorno della presentazione come nuovo allenatore della Robur (un anno di contratto con opzione per il secondo). Nuova, meglio, è la veste in cui è tornato in bianconero: “E’ un’emozione ritrovare tanti amici e tante persone che conosco – ha esordito -: ma stavolta il mio ruolo è diverso e importante. Non sono una persona che ama parlare, lo sapete, e sono certo che tutto l’affetto che nutrite nei miei confronti è per quello che ho fatto e non per quello che ho detto. Ringrazio la Robur, la presidente Durio, Federico, i direttori: ho avuto diversi colloqui con tutti loro, prima che il mio approdo in panchina si concretizzasse, e vi assicuro che se avessi percepito che la scelta era ricaduta su di me per il mio passato, non avrei mai accettato. Ci tengo a ringraziare anche l’Olbia, la società che mi ha fatto esordire in Lega Pro e mi ha dato la possibilità di mettermi in luce. Che sia felice è indubbio, che allenare il Siena mi dia una soddisfazione particolare lo stesso: questa per me non è una piazza come le altre”. “In questo periodo, con la società abbiamo lavorato incessantemente – ha proseguito – ho visto con i miei occhi i sacrifici, anche economici, che sta facendo. Voglio che i tifosi ritrovino entusiasmo e ci aiutino a lottare ogni partita dall’inizio alla fine. Non faccio promesse, non dichiaro obiettivi, che in questo momento è troppo presto ed è più giusto vivere giorno per giorno facendo quadrato, ma assicuro tutti che io e Simone faremo del nostro meglio, con tanta voglia di fare bene”. Un rischio? “Mi rendo conto che con Siena ho un rapporto particolare – ha spiegato il mister -, ma non sono uno che scappa dalle paure. E’ il mio mestiere. E poi non vedo perché bisogna partire con pessimismo. E se proprio deve essere un rischio, diciamo che è un rischio che mi fa piacere prendermi”. Sulla squadra che sta nascendo. “Conosco i giocatori che ho a disposizione – le parole del mister -, ma prima di ogni giudizio devo vederli sul campo. A me piacerebbe giocare con la difesa a quattro, un play e due mezzali di quantità e qualità e un attacco che non dia riferimenti. Nel calcio moderno poi servono organizzazione difensiva e idee per essere propositivi. I risultati sono alla base, ma secondo me arrivano se giochi bene”.

Fonte: Fol