MIGNANI: CON GLI ALLIEVI NAZIONALI UNA NUOVA AVVENTURA. IN BIANCONERO…

Non ha certo bisogno di presentazioni Michele Mignani. Il capitano di tante battaglie. Siena è sempre stata la sua casa e appese le scarpette al chiodo a casa è ritornato. Non più come calciatore, che gli anni passano per tutti. E’ alla guida degli Allievi Nazionali bianconeri, adesso. Il suo compito è quello di preparare i ragazzi (classe 1993/94) alla Primavera, con la speranza di vederli fiorire, un giorno, in prima squadra. Una bella sfida per lui, che di fronte alle sfide non si è mai tirato indietro.
“Comincia per me una nuova vita – spiega Mignani –, non ho più l’età per giocare, ma sono ancora giovane per fare l’allenatore. Inizio così quest’avventura con la voglia di togliermi tante soddisfazioni come quelle che mi ha regalato il campo. Con il Siena ho sempre mantenuto uno stretto legame; con la società attuale, anche se non ho ancora conosciuto il presidente, ho buoni rapporti. Diciamo che dalla Robur non mi sono mai staccato. Quando mi è stato chiesto di tornare sotto questa veste ho risposto immediatamente di sì”.
Partire dal settore giovanile, per Mignani, è un bel banco di prova. “Il lavoro che devo svolgere è completamente diverso da quello che fa un allenatore in un campionato professionistico – sottolinea il bianconero –. L’obiettivo di una prima squadra è quasi esclusivamente il risultato sul campo. Tutto ruota intorno al risultato. Io, al contrario, al risultato devo guardare soltanto in un secondo momento: seguo ragazzi che sono nel pieno della loro formazione fisica, tecnica e mentale. Stanno per diventare uomini a tutti gli effetti. E alla loro crescita devo stare attento. Ci sono giocatori interessanti che hanno prospettive di miglioramento. Non sarebbe corretto dare giudizi adesso, ma le qualità se ci sono si vedono. Credo anche, però, che tutti lavorando possono maturare e chi arriverà sarà il ragazzo con più voglia e che lavorerà con costanza: conta la tecnica ma conta anche l’aspetto mentale”. Il girone degli Allievi Nazionali, quest’anno è molto duro. “I gironi – dice Mignani –, sono in funzione della posizione geografica: chi farà meglio nel rispettivo girone approderà poi alla fase finale. Sulla carta non sarà facile: affronteremo squadre che, storicamente, hanno sempre avuto un ottimo settore giovanile: dalla Fiorentina all’Empoli, per guardare alla Toscana, dalla Roma alla Lazio. Un girone tosto, difficile: il nostro primo obiettivo, ripeto, è far maturare i ragazzi, farli crescere. Se poi dovesse arrivare anche un successo meglio, per la squadra, per me e per la società che ne riceverebbe lustro”.
A chi in serie A ci è arrivato con la maglia del Siena la domanda su come vede la Robur di Giampaolo è scontata. “Il mister ha fatto un grande lavoro da quando è qua – afferma l’ex difensore – la passata stagione ha raggiunto la salvezza senza patemi d’animo, centrando risultati ottimi, senza rinunciare al bel calcio. Quest’anno la squadra è stata rinnovata, anche se il sistema di gioco e la struttura sono gli stessi. Ho visto una Robur che rispecchia il suo allenatore: ben organizzata, che corre, che combatte. Contro il Milan e contro la Roma ha fatto bene, non meritava di perdere. Contro il Chievo è stata una partita diversa: i ragazzi erano impauriti, credo per via della batosta di Genova”. Ma a questo Siena manca davvero un leader in difesa come lo era Mignani? Ecco cosa ne pensa il diretto interessato. “Non conosco così bene i ragazzi per poter esprimere giudizi – conclude –. Ma credo che piano piano il leader verrà fuori. Ficagna e Brandao stanno crescendo. E comunque, per come giocano le squadre di Giampaolo, la presenza di un giocatore di spicco conta relativamente, nel senso che è l’organizzazione difensiva nel suo complesso a fare la differenza. Credo che sia sbagliato fare troppi paragoni con l’anno scorso: Portanova è stato un grande giocatore, con personalità e carattere. Ma non dimentichiamo che quando è arrivato non era il Portanova di adesso. L’esperienza l’ha maturata con il tempo: all’inizio anche lui le sue panchine se l’è fatte. Diamo tempo a tutti di crescere”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line