Mezzaroma: “Si deve ripartire da zero”

Mesi travagliati, con un’iscrizione che non sembrava arrivare. Di questo e altro ha parlato il presidente Massimo Mezzaroma alla presentazione di Beretta.

SCELTA BERETTA – Con  il mister ci eravamo già incrociati tante volte, ma per più motivi non avevamo mai lavorato insieme. È con piacere che vi presento, anche se lo conoscete meglio di me sicuramente, Beretta. Cosa mi ha colpito in lui? La grande voglia e il coraggio di rimettersi in gioco per l’ennesima volta nella sua vita, senza pensarci due volte. Ho visto in lui la voglia di dare il suo contributo ad una città e una società che porta nel cuore e che ama. E per questo abbiamo scelto di far tornare Beretta a Siena.

ISCRIZIONE – Sono state settimane lunghe, perché non riuscivo a capire la ragione per cui il Siena doveva sparire. Non mi volevo arrendere perché ritenevo che ci fosse ancora un futuro da scrivere, in maniera diversa rispetto agli altri anni, ma che ci fosse ancora tanto da fare. In queste difficoltà, mi sono però accorto di aver trovato personaggi nel mondo del calcio che  non mi sarei aspettato e che hanno fare la loro parte per aiutare il Siena. Dai calciatori che s sono decurtati lo stipendio ai presidenti della Lega di A, che hanno votato per un cambiamento di una delibera senza rimandare o strumentalizzare, ma soprattutto mettendo per un attimo da parte tutte le battaglie che sono in essere tra di esse per votare una cosa giusta e che andava fatta. Inoltre devo ringraziare la Figc, la Lega Serie B e il presidente Abodi, che ci ha supportato per riuscire ad avere un campionato a 22 squadre e ha cercato di fare il possibile per aiutare il Siena.

CALCIATORI – Tutti i ragazzi ho visto e mi ha riferito il mister che si sono presentati in gran forma la raduno, addirittura qualcuno forse meglio rispetto agli anni passati. Credo che ciò voglia testimoniare la loro voglia  in di mettersi a disposizione . Parlavate di D’Agostino, Mannini e Paolucci. Loro non posso che ringraziarli per quanto fatto d’estate, avendo fatto parte di quel gruppetto di giocatori che si sono decurtati in maniera importante il loro stipendio facendo, loro come i compagni che hanno aderito, un gesto unico, guardando non solo all’interesse personale. Voglio pensare che questo gesto abbia mosso anche qualcosa dentro la loro testa e sia scattato qualcosa di diverso. Se fino a prima pensavano che tutto fosse scontato, con questa situazione hanno visto che la reale possibilità che tutto potesse finire. E mi riferisco ai soldi ma anche al sano divertimento che trovano nel giocare a calcio e nel fare ciò che gli piace di più e che improvvisamente rischiavamo di perderlo. Per chi rimane e per chi arriva voglio dire che ci è del Siena deve aver voglia di dare il 110%.

SOCIETÀ – Oggi sono stato tutto il giorno a Siena per cercare di riscrivere la struttura della società, in quello che deve essere per noi un anno zero. Mi piacerebbe recuperare l’entusiasmo e la voglia di partecipare alla vita del club da parte di tutte le componenti, facendo quello come perno del lavoro di chi opera anche in sede o nel settore giovanile. Abbiamo passato un’estate che nessuno vuole che si ripeta. E ciò è dovuto ad una mancanza di programmazione degli ultimi dieci anni, e quindi comprendo anche la mia gestione. Oggi ci troviamo in una situazione simile a quella di dieci anni fa, sebbene le prospettive economiche della A siano note a tutte. Adesso, senza pensare al passato e a ciò che è stato, si deve ricominciare e ripartire piano piano da zero.

SPONSOR – Soltanto da qualche ora abbiamo l’ufficialità dell’essere iscritti in B e quella era la priorità. In queste settimane abbiamo parlato con tanti soggetti, con professionisti che lavorano per cercare lo sponsor, sebbene siamo in netto ritardo sui tempo. Ci stiamo lavorando, e non posso escludere che alla prima giornata ci potremo presentare con una maglia “pulita”

NOME STADIO – Stiamo approfondendo anche questa questione, ma non dovrebbe essere competenza nostra il cambio di denominazione dell’impianto, quanto del comune. Il Siena si impegnava ha inserire Montepaschi nel nome dello stadio, ma le carte, per quanto abbiamo visto, dicono che la decisione non è nostra.

TAVERNE – Abbiamo parlato a lungo col sindaco ( il quale ci ha dato una gran mano nello sbloccare la trattativa per il paracadute) e cercheremo di far riavviare il discorso interrotto con il credito sportivo. Tornando il diritto di superficie, potremmo andare a sbloccare quella fidejussione mai partita, che di fatto bloccò tutto.

TIFOSI – Non è una novità che alcuni mi contestino: succede da quando sono arrivato e dico che sono disponibile al confronto purchè la contestazione rimanga civile e non sia una massa contro uno. Dico ai tifosi che ho il massimo rispetto per loro e mi possono contestare, ma allo stesso tempo chiedo loro che diano entusiasmo alla squadra. Ma anche che capiscono che i presidenti e i calciatori passano, mentre i tifosi restano e sono gli unici difensori dei colori e della maglia. Ora ci sono io, ma chissà per quanto. I tifosi invece restano, con la loro passione, i loro cori e le loro memorie da tramandare di generazione in generazione. Slogan? Non sono bravo a coniarli. Dico che, a costo di ripetermi e usare un concetto abusato, mai come quest’anno sarà indispensabile il gruppo, che, è composto da tutti, tifosi, stampa e società. L’appello potrebbe quindi esser quello di starci vicini e farci sentire che non siamo soli.

MPS – Credo che la crisi del Siena sia arrivato in un momento storico a dir poco complesso per la Banca e questo lo abbiamo pagato anche noi. Nonostante ciò abbiamo risolto le divergenze, rescindendo il legame con la Banca. Adesso tocca a noi dimostrare di saper andare avanti con le nostre forze. Tutto ciò ci porterà a dover programmare i prossimi anni del Siena nel miglior modo possibile, convincendo la Banca che questo percorso è realistico e dove i ricavi dovranno assolutamente coprire i costi.

ANTONELLI – Non ho mai avuto la sensazione che se ne andasse perché anche lui ha lavorato per l’iscrizione alla B. Adesso è chiamato a fare un altro grandissimo lavoro, perché il Siena in generale non è che adesso ha scollinato e ha davanti a sé una discesa, ma è solo all’inizio di una nuova salita. (Luca Casamonti)

Fonte: Fedelissimo Online