MEZZAROMA: SE DOMANI RIVEDRETE MALESANI? BELLA DOMANDA…

In un’intervista rilasciata questo pomeriggo a Giovanni Pellicci ad Are, il presidente della Robur Massimo Mezzaroma, affronta i temi caldi della giornata, dalla rabbia per la sconfitta di ieri, al destino di Malesani.

La sconfitta con la Samp. "La partita di ieri è stata una grande delusione per tutti, me per primo. Sono entrato in questa società credendoci, altrimenti l’avrei acquistata il 2 febbraio. Vedo invece che tante cose si stanno mettendo nella direzione sbagliata. Ora dobbiamo cercare il modo di dare una scossa all’ambiente con gli strumenti consentiti. Rabbia è un termine troppo urbano per definire lo stato d’animo di ieri, incazzatura nera è il termine più adatto, scusate il francesismo. Sono situazioni in cui ci si mette tutto. I nostri errori, i gol sbagliati, l’arbitraggio che ha risentito della posizione geografica del campo: il grande sole di Siena crea un po’ di miraggi. L’arbitraggio non è stato certo generoso con noi. Non gli do la colpa della sconfitta, ma tutto ha concorso a creare uno stato d’animo di rabbia. Credo che se uno ha voglia, ha grinta, ha rabbia, appunto, certe palle le mette dentro a prescindere dalla condizione fisica, dalla fortuna e da quant’altro. Ai giocatori è mancata la rabbia per segnare negli ultimi trenta secondi dell’azione. Abbiamo avuto tante occasioni per recuperare, la Sampdoria credo che abbia il record mondiale di aver vinto 2-1 una partita in cui ha fatto un solo tiro in porta. E’ incredibile. Bisogna capire come mai gli errori continuiamo a farli nonostante il cambio di giocatori. Manca la rabbia agonistica, la concentrazione, la volontà di dare oltre il 100 per cento. Io invece lo pretendo, ma non solo per lo stipendio, ma perché siamo in serie A e la squadra deve onorare la maglia del Siena. Continuo a crederci, finché la matematica non ci condanna dobbiamo continuare a lottare. Se guardo gli organici delle altre squadre non è che veda questi stracampioni, vedo buoni giocatori che nel loro impegno agonistico riescono ad avere un’efficienza maggiore rispetto a noi. Mi sto interrogando con i miei collaboratori come sia possibile dare una scossa".

Malesani. "Se domani alla ripresa rivedremo Malesani? Bella domanda… Questo è un momento di grandi riflessioni perché la sconfitta di ieri mi brucia, e nel dopo Siena-Samp avrei mandato via Malesani, tutti i giocatori fino all’ultimo dei magazzinieri: mi ha dato molto molto fastidio, non credo che ci vogliano tante parole, stimoli, ragionamenti per far capire alla squadra che quella partita di ieri andava vinta. Punto. Vinta rompendosi le gambe, sanguinando dal naso, buttandola dentro in qualunque modo. Andava vinta a ogni costo. Non ci vogliono neuroni per capire che era una partita fondamentale. Non voglio più sentirmi dire che si è giocato bene a Roma o a Milano, sono stanco dei complimenti di sentir dire che siamo sfortunati, quando la classifica è sempre quella. Non voglio più complimenti, vorrei invece qualche cartellino giallo in più, impegno, voglia, rabbia agonistica. Per come sono fatto penso che se anche fossimo condannati, dovremmo continuare a lottare, per non finire ultimi, perché nello sport ci sono i ripescaggi… Nello sport, anche con la condanna matematica, bisogna onorare la maglia, onorare lo stipendio, onorare la città in cui si svolge l’attività professionale e che tanto ha dato. Non esiste che se il risultato ti condanna finisce l’impegno. Ne faccio un problema di uomini: gli uomini veri sono quelli che nel proprio mestiere danno sempre il 110 per cento. Gli altri sono quaquaraqua.  Si parla di Giampaolo? Ripeto, in questo momento dobbiamo valutare le motivazioni: di Malesani, di Giampaolo e di quasi nessun altro allenatore disponibile in questa stagione che ha bruciato più panchine dei seggioline dati alle fiamme ieri a Siena".

Il mercato. "Il dovere di un presidente è mettere a disposizione della società i fondi: io ho valutato di investire cinque milioni di euro nel mercato di gennaio come pagamento immediato, quindi – siccome nel calcio si paga sempre a rate – il moltiplicatore era molto più alto. Ripeto: quando ho trovato l’accordo con una società il giocatore non è voluto venire, quando ho trovato l’accordo con il giocatore, la società non ha dato la propria disponibilità. E’ stato sicuramente un mercato frustrante. Purtroppo ho avuto soltanto dieci giorni a disposizione e per quello che ho potuto capire i diversi affari sono stati impostati verso novembre-dicembre. Un grande danno è stato fatto dall’ingresso tardivo nella società come dall’impostazione dela squadra a giugno: è stata costruita con carenze che a gennaio è difficile compensare. Non ci sono a gennaio tanti giocatori disponibili e le società non sono disposte a rafforzare le concorrenti".

La società. "Devono esserci per forza novità a breve, il mercato è finito e io mi sto dedicando alla ristrutturazione, all’ingresso di dirigenti e all’uscita definitiva di altri. Nei prossimi dieci giorni devo ragionare dal punto di vista sportivo su come gsestire questo finale di campionato e su come costruire il Siena del futuro. Perinetti? Perinetti è innamorato di Siena, è un persona amica del Siena e della mia famiglia. Stiamo cercando di risolvere la questione, anche se avere la disponibilità del Bari è molto complicato. Cercherò di risolvere il problema il più rapidamente possibie". (a.go.)

Fonte: Are-Fedelissimo on line