Mezzaroma scrive al Fedelissimo Online

Caro direttore,

ritengo necessario intervenire per sgomberare il campo da chiacchiere e interpretazioni ambigue e per rimarcare l’unità d’intenti che muove la dirigenza dell’Ac Siena nella sua azione quotidiana. Per questo escludo con certezza che Giorgio Perinetti, nella lunga intervista rilasciatavi, intendesse muovere critiche alla mia capacità di prendere una decisione con tempestività.

Lo dico forte di una collaborazione esemplare, culminata nella promozione conquistata poche settimane fa al termine di una stagione straordinaria, ma anche di due episodi accaduti recentemente. Mi riferisco all’operazione Belmonte, in cui in cinque minuti ho preso la decisione di versare al Bari una somma cospicua come da loro richiesta, a patto di inserire nella trattativa un giovane per noi importante e soprattutto di poter avere l’ultima parola nell’operazione Gillet, così come richiesto da Giorgio. Cosa sia successo dopo non lo sappiamo, perché a un certo punto la trattativa sembrerebbe andata in porto con un’altra società, nonostante avessi aderito alla richiesta economica del Bari.

Il secondo episodio che mi fa essere sicuro che Giorgio non abbia alcuna lamentela in merito al nostro rapporto è rappresentato da una delle tante telefonate che ci siamo fatti ieri. Sono una persona diretta sul lavoro e, dopo l’intervista apparsa sul Corriere dello Sport – Stadio, gli ho chiesto seccamente: “Ci sono problemi tra di noi?”, “Hai qualcosa da dirmi per far funzionare meglio il tuo lavoro?”. La risposta è stata altrettanto secca: “No presidente, tra di noi non c’è alcun problema”.

Quindi posso affermare con certezza che nel rapporto tra me e Giorgio non esistono incrinature. E con questo spero che si possano chiudere polemiche che non hanno ragione di esistere.

Forza Robur.

Massimo Mezzaroma