Mezzaroma “Sannino resta a Siena”

La salvezza è a portata di mano, però è meglio incrociare le dita e proseguire senza abbassare la guardia. È il 'netto' del pensiero di Massimo Mezzaroma, presidente di un Siena che, espugnando ieri il campo del Cesena, ha fatto un bel balzo in avanti verso l'obiettivo di tutta una stagione.

"Ieri abbiamo ottenuto una vittoria importante contro una diretta avversaria – spiega Mezzaroma a "La Politica nel Pallone", su Gr Parlamento – La partita si è sbloccata con Bogdani, un ex, e poi è stata in discesa con l'espulsione (di Ceccarelli, ndr) ed il rigore. La classifica è bella ma non tranquilla: domenica troveremo un'altra diretta concorrente, il Novara, in una partita fondamentale in cui i piemontesi vorranno dimostrare che il ritorno di Tessere ha dato loro qualcosa in più".

Parte del merito della buona stagione del Siena è sicuramente del tecnico Sannino: "Ha continuato nel solco di Conte ma c'ha messo tanto del suo e, per la sua storia personale, meritava la Serie A. Se a fine stagione andrà via? Non vorrei che diventasse una tradizione che noi lanciamo i tecnici e gli altri poi li prendono – aggiunge il numero uno dei toscani, riferendosi a Conte –. E’ una tassa che abbiamo pagato l'anno scorso, sono convinto che Sannino vorrà fare almeno un altro giro con noi".

Detto che a fine stagione potrebbe prendere cominciare a prendere corpo il progetto di uno stadio moderno a Siena (la location sarebbe sempre il centro città, con una capienza massima di 15mila spettatori), Mezzaroma analizza anche i temi della corsa allo scudetto. Partendo dalla 'pareggite' della Juventus: "Per vincere il titolo ne servono un massimo di dieci, i bianconeri sono già a 14. Molti di questi sono il frutto di episodi, ieri poi a Genova hanno fatto una bella partita senza troppa fortuna: credo che il campionato non sia ancora finito anche se c'e' da chiedersi cosa succederà quando il Milan, già a +4, ritornera' ad avere a disposizione i dieci titolari che al momento sono fuori".

Per il presidente del Siena, poi, è semplice individuare i punti forti delle due contendenti: "Il Milan ha una società più stabile ed una rosa infinita di campioni, nella Juve invece il valore aggiunto è Conte, e lo sarebbe in qualunque squadra. Trasmette una mentalita' ed un gioco che in pochi sanno dare in Italia".

Se, in merito alle polemiche arbitrali, Mezzaroma chiede di abbassare i toni, sulla crisi del nostro calcio si dichiara ottimista ma con riserva: "A preoccupare è il trend. Se siamo stati bravi nel vendere i diritti tv, non non lo siamo stati altrettanto nel ridurre i costi. E' una follia ipotecare il futuro senza la certezza di sapere dove si andrà a finire, è come un treno che rischia di andare velocissimo contro un muro. E non è vero che per competere in Europa bisogna spendere tanto: Napolied Apoel ci insegnano che si può fare bene dando un'occhiata ai numeri".

Fonte: Italpress