MEZZAROMA: PERINETTI, IL PRIMO MATTONE DI UN SOLIDO PALAZZO

 

“Il primo mattone di un solido palazzo”: così il presidente del Siena Massimo Mezzaroma ha presentato ufficialmente questa mattina il nuovo diesse bianconero. Colui a cui spetterà il difficile compito di costruire la Robur stagione 2010/2011, candidata all’immediata risalita in serie A. In realtà non si è trattata di una vera e propria presentazione: Giorgio Perinetti a Siena lo conoscono bene. Ha trascorso in bianconero tre anni riuscendo a farsi apprezzare sia professionalmente che come persona. Ed è sbagliato anche usare il termine ‘ds’: “Perinetti non sarà semplicemente il direttore sportivo del Siena – ha spiegato il presidente –, ma il nuovo responsabile dell’area tecnica. Sarà una solida gamba del tavolo, mi darà una mano per tutto ciò che concerne il settore, dall’impiantistica alle giovanili”.

“E’ stato complicato riportarlo qua – ha proseguito –, ma mi è piaciuto, è stato un lavoro di team: tutti, dai tifosi ai vertici alti si sono mossi perché accadesse. Giorgio è stato artefice di un grande campionato con il Bari e anche club più blasonati lo hanno richiesto. Ringrazio la famiglia Matarrese che in questi mesi si è sempre comportata in maniera leale dimostrando grandi valori. Perinetti è la scelta giusta: ha entusiasmo, un amore viscerale per Siena e una cultura del lavoro rara nel mondo del calcio. Decidendo di intraprendere questo percorso, proprio come me quando ho rilevato la società, ha dimostrato un grande coraggio: la volontà comune è quella di non abbattersi di fronte alla realtà, ma trasformare la serie B in un plus valore”.
Fermo restando che niente è già scritto. “La cadetteria è un campionato lungo e difficile – ha sottolineato Mezzaroma –, pieno di salite e insidie, i soldi sono pochi e le rose ridotte. Andrà affrontata con spirito vero e profondo, con grande motivazione: anche la scelta dell’allenatore avverrà in base allo stimolo e alla fame che vedrò nella persona. Il primo con cui parleremo è Malesani, ci sono anche altre alternative. Circolano tanti nomi, da Conte a Beretta: io voglio un tecnico che affronti questo percorso con la nostra stessa voglia di risalire. Deve essere l’altra gamba del tavolo. Una volta scelto l’allenatore, ogni decisione, nella costruzione della nuova squadra, avverrà in accordo tra le tre parti: lui, Perinetti e la società, che rappresenta il contraddittorio economico”.

Ed è proprio sul principio della motivazione che si baserà la compravendita del parco giocatori.

“La serie B è un campionato diametralmente opposto alla A – ha detto il presidente bianconero -. Quando giochi nella categoria di vertice gli stimoli ci sono di per sé. In B, invece, ogni campo è una battaglia e devi essere davvero motivato per scamparla: rimarrà a bordo chi ha voglia di remare”.

Sui nuovi progetti societari.

“I temi sono tanti – ha continuato –, dal rientrare nei sani parametri della gestione economico-finanziaria, cosa che avverrà negli anni e che comporterà anche scelte dolorose, alla comunicazione: vogliamo veicolare i valori del territorio, come quelli gastronomici, per fare un esempio, attraverso il calcio. E naturalmente stiamo portando avanti il discorso sui campi di allenamento. Pronto il progetto adesso serve il punto di vista tecnico di Perinetti: l’obiettivo è che il Siena abbia in proprietà impianti su cui lavorare e che non paghi più la pigione, come si dice a Roma. Al rientro dal ritiro, clima permettendo, la squadra dovrebbe averceli. Perché non siano stati fatti prima non lo so, non c’ero e comunque preferisco guardare al futuro. So però che ho trovato grande collaborazione da parte del Comune, io ho solo cercato di non chiedere ciò che sapevo di non poter avere. Tutto arriva a chi sa attendere ”.

E sull’Inter.

“Alla squadra ho chiesto le stesse cose che volevo vedere contro Palermo e Fiorentina – ha spiegato il numero uno bianconero –: professionalità, impegno, determinazione nell’onorare la maglia. Gli occhi di tutto il mondo domenica saranno puntati su Siena: è una vetrina importante e i ragazzi hanno la possibilità di salutare la serie A come si deve. Anche se in realtà gli arbitri di questo campionato saranno proprio Inter e Roma, che affrontano due avversarie sulla carta inferiori, voglio che i miei ragazzi siano attori da Oscar. Trovarmi nei giornali dopo Napolitano mi intristisce. Io e Mourinho sembriamo due fidanzati a distanza: lui parla di noi e io parlo di lui. Dopo la partita gli offriremo un bicchiere di buon vino”. In realtà – ha concluso Mezzaroma -, credo che lui stia adoperando incredibilmente bene una strategia che Moggi mi spiegò nel ’93 quando mio padre entrò nella Roma: nel momento in cui una squadra è sotto pressione, come i nerazzurri lo sono adesso, il compito dell’allenatore è anche quello di fare battute sopra le righe per allentare l’ansia, per scaricare l’attenzione e farla sfogare. Mourinho lo sta facendo in maniera egregia”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line