Mezzaroma: «Conte, ti meriti Wembley»

Presidente Mezzaroma: nelle ultime cinque gare il suo Siena ha ottenuto 10 punti, tanti quanti ne ha conquistati la Juve. II Napoli è fermo a 9. Siete diventati l'antagonista della squadra di Conte.. ?
«Siamo l'antagonista di ognuna delle altre diciannove di A, vista la nostra situazione in classifica. Abbiamo davanti a noi la maggior parte delle squadre: l'obiettivo, per fine campionato, è dare le spalle ad almeno tre concorrenti. Piuttosto, se guardo allo 0-0 diTorino della stagione passata, o alla sconfitta di misura dell'ottobre scorso, reputo che il Siena sia in credito con la sorte, negli scontri contro la Juventus. Ebbene è arrivato il momento di passare all'incasso».

Ha sempre creduto alla possibile salvezza del Siena oppure, francamente, prima del ciclo positivo la fiducia iniziava a vacillare?
«Vi garantisco di averci sempre creduto. Non a caso a gennaio, assieme al direttore Antonelli e confrontandoci con lachini, siamo andati alla ricerca di giocatori con i giusti stimoli e la freschezza per dare entusiasmo all'ambiente».

II simbolo del nuovo corso senese è Emeghara: le peculiarità della giovane punta?
 «E' una bella novità per il calcio italiano: ha portato nel nostro Paese il piacere di giocare a pallone. Sembra una considerazione banale, ma così non è. L'approccio di Emeghara, il fatto che lavori con il sorriso sul volto è di esempio al movimento. Troppi di noi, tra presidenti e dirigenti, allenatori e giocatori, si prendono eccessivamente sul serio. La serietà può e deve accompagnarsi a un certo grado di leggerezza».

Juve o Napoli: quale tra le due squadre vede favorita nella corsa al titolo?
«E' un confronto interessante, innanzitutto. Tra due culture molto differenti, sia in riferimento alle città che al modo di fare calcio. Da una parte c'è una società, la Juventus, che ha una grande cultura del lavoro. E una squadra che, grazie a Conte che in questo è un maestro, sa mantenere la tensione giusta nell'arco di tutta la stagione. Dall'altra c'è un'intera realtà, cioè Napoli e i napoletani, che potesse entrerebbe negli scarpini dei giocatori, pur di sospingerli verso lo scudetto. La Juve è pragmatismo applicato al calcio, il Napoli entusiasmo senza limiti. Molto dipenderà dalle sorti europee dei due club. Senza l'impegno in Europa League, gli azzurri rinnoverebbero energie fisiche e nervose che i bianconeri di Conte potrebbero invece spendere in Champions League. Dovendo esprimere un voto, dico comunque che la Juve è molto ben attrezzata».

L'aggressione con rapina ai danni di Hamsik può condizionare la stagione dello slovacco e conseguentemente del Napoli?
«Attenendosi al campo no. Trattandosi di Hamsik è inevitabile che il caso abbia avuto molta risonanza, ma, purtroppo, casi del genere si registrano in ogni angolo d'Italia».

Il giocatore della Juventus per il quale nutre particolare stima?
«Luca Marrone. Non solo lo stimo, gli sono anche affezionato. Conosco bene la famiglia, i valori umani di cui è portatore. In più è un ottimo calciatore che, dopo aver lavorato un anno con noi, avrei voluto riportare a Siena. Conte l'ha voluto tenere con sé perché vuole pesarne la crescita da vicino, pure lui sa bene quanto vale e quanto può ancora crescere».

La Juve può puntare alla finale di Champions programmata a Wembley?
«Come il destino del campionato è legato alle sorti europee di Juve e Napoli, così il cammino dei bianconeri in Europa dipende da ciò che Pirlo e compagni faranno in Italia. Tra le concorrenti ci sono squadre che hanno organici superiori a quelli in dote a Conte, ma il valore aggiunto della Juve può essere appunto il tecnico: proprio la cornice quanto mai nobile di Wembley stimola la feroce caparbietà del nostro ex allenatore. Lo conosco bene, per lui l'appuntamento di Londra è da non perdere».

Se lei fosse stato tra chi ha votato per assegnare la Panchina d'Oro, avrebbe dato la preferenza a Conte?
«Sì, merita il premio per quanto ottenuto nella stagione passata. E' un riconoscimento quasi dovuto. Se però a Conte è stata consegnata la Panchina d'Oro, al mio lachini voglio dare la "lavagna d'oro": se siamo ancora in corsa per la salvezza ampio merito è del nostro tecnico. Gli effetti della sua abilità tattica sono tradotti sul campo, e producono risultati importanti».

Quando si deciderà il campionato del Siena?
«Nelle sette giornate che seguiranno alla gara di domenica. Affronteremo quasi tutte le concorrenti alla salvezza».

Quanto piacere, lunedì sera, nel rifilare un 3-0 al cuginastro Lotito?
«Relativo, purtroppo. Usando una metafora sarebbe stato il dolce ideale per chiudere un lauto pasto. Peccato che noi siamo ancora al piatto d'entrata, dobbiamo prima affrontare le altre portate».

Quanto vi condiziona il caso relativo al Monte dei Paschi?
«Sicuramente ha dei riflessi. Il mancato rinnovo della sponsorizzazione per il prossimo anno è un duro colpo. Il Siena subisce un danno collaterale, ma ci stiamo organizzando per ovviare al problema. Nella speranza che il terzo gruppo bancá io italiano possa al più presto rimettersi in asse».

11 giocatore che vorrebbe rivedere in Italia?
«Verratti. Detto che l'esperienza al Paris Saint Germain gli farà molto bene. Ha qualità proprie, ma alla lunga potrà ereditare da Pirlo le redini della mediana azzurra».

La passione che più l'accende?
«Andare a vela. Che mi risulta sia tra gli interessi anche della famiglia Agnelli».

11 porto da cui salpare?
«Trieste. Reputo che i triestini abbiano un'arte nel vivere. Legano serietà e piacere».

Fonte: Tuttosport