Mezzaroma ci crede “Salvezza possibile”

SIENA – La salvezza è ancora possibile: Massimo Mezzaroma ci crede. Il patron del Siena, intervistato da Radio Radio, non vuole ancora sentir parlare di retrocessione. "Non sentirei la responsabilità perché sono qui soltanto da metà gennaio ma credo che la società e la squadra meriterebbero di rimanere in Serie A". I bianconeri potrebbero decidere anche la lotta scudetto visto che all’ultima giornata ci sarà la sfida con l’Inter. Mezzaroma, simpatizzante giallorosso, spera di essere ancora in corsa: "Siamo lì, arrivare alla 38esima lottando ancora sarebbe importante e potremmo anche fare un favore alla Roma".

SBALZO ECONOMICO –
Un’eventuale retrocessione creerebbe problemi anche alle casse del club. "Abbiamo un paracadute sufficiente per affrontare un campionato di Serie B, anche se vedendo il fatturato della Serie A viene una lacrimuccia". L’artefice principale della salvezza, qualora si verificasse, sarebbe Alberto Malesani. "Ha un contratto con la riconferma automatica in caso di permanenza in A. In caso contrario dovremmo ragionare, perché lui ha il diritto di pensare alla sua carriera in Serie A: è un allenatore di valore e di personalità. Il suo carattere si sposa poco con quello dei giornalisti ma è un grandissimo appassionato del suo mestiere. E’ un amante della sua squadra e del suo gruppo nonché una personale viscerale: mi piace molto".

OPINIONE SU CALCIOPOLI –
Il presidente del Siena è arrivato da pochissimo nel mondo del calcio ma dice la sua sul riemergere di Calciopoli: "Era un mondo in cui si chiacchierava tanto, c’era un comportamento leggero da parte di tutti ma non voglio dare giudizi morali. Una cosa è sicura: i fatturati delle società di telefonia, dopo calciopoli, sono crollati". Mezzaroma si esprime anche sul tanto chiacchierato scudetto assegnato a tavolino all’Inter. "Vincere un tricolore in quel modo non credo possa dare molto gusto a tifosi e calciatori. Per la società è un trofeo in più, ma dubito abbia valore sportivo per i sostenitori nerazzurri: la non assegnazione sarebbe stata e sarebbe oggi la soluzione migliore".

Fonte: www.repubblica.it