MEZZAROMA 1: LA PROSSIMA SETTIMANA IL DS, MACCA RIMANE SE LO VUOLE DAVVERO

Questo pomeriggio il presidente della Robur Massimo Mezzaroma ha incontrato la stampa per “parlare delle prospettive, in particolare a breve termine, della società bianconera”. Partendo dalle tre partite ancora da giocare, arrivando alla decisa volontà di vedere il Siena nella categoria che gli spetta, la serie A. Con il proprio campo di allenamento e uno stadio nuovo. E soprattutto una squadra competitiva, guidata da un allenatore esperto e allestita da un diesse che verrà presentato la prossima settimana.

Finale di stagione. “Mi dispiace di non aver potuto rilasciare dichiarazioni domenica dopo la partita, ma il cellulare era defunto. Da una parte meglio così… Venerdì, lo anticipo, incontrerò la squadra: dirò ai ragazzi che in queste tre partite che ci separano dalla fine del campionato voglio vedere in campo degli atleti, dei professionisti e soprattutto degli uomini. Gente che conduce il suo mestiere con scrupolo, voglia e valore. Ora più che mai: hanno la possibilità di cancellare l’onta subita, passatemi il termine forte, nel girone di andata nel derby con la Fiorentina. Nella vita non si ricordano dieci anni di serie A, ma gli episodi che hanno reso indimenticabili quegli anni. Ecco, la trasferta a Firenze è una di quelle gare che valgono più delle altre e che potrebbero rimanere impresse per sempre nella storia. Pretendo il terz’ultimo posto e non accetto un contraddittorio sul passato: da quando sono arrivato io, con Malesani in panchina, la squadra ha ottenuto una media punti da salvezza. Delle comiche alla Risolini, come l’interesse per Pozzo, che non avrebbero potuto vestire la nostra maglia, di chi c’è stato prima, non rispondo. Probabilmente ho perso un po’ di tempo per capire il meccanismo, ora li ho imparati. La mia filosofia di vita è semplice: gli autobus passano e se tu vuoi salirci devi farti trovare puntuale alla fermata. Non devi essere al bar. Perché altrimenti l’autobus lo prendono gli altri: non voglio che i ragazzi perdano l’ultimo autobus perché sono al bar. La squadra ha fallito nelle partite più importanti? Io credo che i punti racimolati siano sempre il frutto delle prestazioni, individuali e collettive che nel nostro caso ci sono state a volte sì e a volte no. Ma sono anche il risultato di avvenimenti ed episodi che vanno oltre. Essere beccati sempre, in Italia poi, dove essere beccati è già un’impresa, è incredibile. Come è incredibile che nessuno si sia mai distratto al contrario. E’ incredibile che ogni volta che abbiamo commesso un errore, seppur gravissimo e madornale, ne abbiamo pagato le conseguenze. La palla è entrata sempre, sempre, sempre. E’ incredibile che contro di noi un giocatore abbia segnato il suo primo gol di testa, il suo primo gol di tacco, il suo primo gol… A mio figlio, sicuramente, farò vedere la rovesciata annullata a Ghezzal, non la rovesciata di Cruz all’Olimpico…. Fermo restando che in tutto questo l’unico elemento non variabile è la prestazione della squadra”.

Terzo posto, Calciopoli o altre possibili sorprese
. “Non pretendo che il Siena si classifichi al terz’ultimo posto perché ho la sensazione che qualcosa possa succedere e che la classifica possa slittare. Voglio il terz’ultimo posto perché nella vita non ci sono certezze, perché la vita è più forte di noi: non bisogna pensare al futuro, ma prepararcisi. Così, se qualcosa dovesse accadere, sei pronto e non vivi nel rimpianto di non aver sfruttato l’opportunità che ti si è presentata. Non voglio ritrovarmi come Tafazzi con in mano non una bottiglia di plastica, ma una mazzola da cinque chili. Anche perché, arrivare terz’ultimi, non significa altro che avere fatto il nostro dovere”.

Diesse: “Verrà annunciato la prossima settimana. Se sarà Perinetti? Lo sentite più voi di me… Quello che posso dire è che sarà un direttore sportivo all’altezza di una squadra da serie A, come il Siena. E non un diesse da serie C. Da lì inizierà la ricostruzione dello staff, con un allenatore altrettanto all’altezza e non certo il primo venuto. Risistemeremo le cariche del settore giovanile, costruiremo una rete di osservatori. Ho la fortuna di avere tra le mani un progetto da portare avanti negli anni e voglio farlo con persone di prospettiva. Su certi nomi la concorrenza è spietata ed è anche per questo che i tempi si sono allungati, ma ci siamo. Dico però con orgoglio che si sono spontaneamente offerti a noi diesse e allenatori di serie A di squadre di medio-alta classifica, perché il Siena è una società giovane, con alle spalle una città che ha voglia di lavorare e uno sponsor importante. Queste richieste devono essere prese come uno scudetto che io e Siena ci possiamo cucire addosso”.

Allenatore: “E’ difficile che rimanga Malesani? E’ difficile ma non impossibile. A questo signore, che a volte ci ha fatto prendere dei belli spaventi, i meriti vanno pur riconosciuti. Ma nella scelta del tecnico per il prossimo anno, a contare saranno gli stimoli. Voglio persone motivate, che abbiano come me la voglia di far bene. La scelta avverrà in questa maniera: tracciata una lista di uomini che possano fare al caso nostro, da un punto di vista tecnico, in accordo con il diesse, li incontrerò. Li guarderò negli occhi, cercherò di capire chi sono anche fuori dal campo. Credo che per rivestire certi ruoli siano importanti anche la condotta di vita e il carattere di una persona. A quel punto, prenderemo la decisione”.

La nuova squadra, Vergassola e Maccarone: “Abbiamo qualcosa come una sessantina di giocatori sotto contratto. In serie B ci sono dei vincoli di rosa. Quindi, obbligatoriamente, dovremo trovare loro un’altra casa. Le conferme e gli eventuali arrivi si baseranno su un principio di base: gli stimoli e le motivazioni del giocatore. Questo discorso, valido per tutti, vale a maggior ragione per Vergassola e Maccarone. Partendo dal presupposto che entrambi sono comunque sotto contratto, rimarranno con noi solo se scorgerò in loro la voglia di lottare, di battersi per la maglia. Non voglio persone che a metà anno dicano: ‘Ma chi me l’ha fatto fare?’. So che il contratto di Maccarone è oneroso, da mal di testa, ma Massimo è un giocatore che in serie B può fare più che la differenza. Chi me lo fa fare di prendere un altro attaccante, il cui contratto è inferiore, magari di poco, al suo, ma che non mi dà le stesse garanzie? E comunque ripeto. Qua non è un problema di soldi. E’ un fatto di motivazioni: ricordate, i soldi non fanno la felicità. Così fosse il calcio non avrebbe senso: vincerebbero sempre e solo le squadre meglio messe economicamente. Invece in campo scendono gli uomini. Voglio un gruppo di uomini contenti e orgogliosi della maglia che indossano. Per quanto riguarda le comproprietà… Beh… I soldi che i club sono disposti a mettere sul piatto sono pochi. Quello del nostro diesse sarà un lavoro intenso e difficile, miracoloso. Sia per risolverle, pretendendo da esse il maggior guadagno possibile, sia per quanto riguarda il trasferimento dei giocatori in esubero. Come si dice… Bisogna navigare con il mare che si ha”.

Sponsor: “Con lo Sponsor non abbiamo ancora messo la firma sul nuovo contratto (l’altro scade a giugno ndr). Ma non ho fino a ora ricevuto né smentite, né segnali che mi possano far pensare a una non riconferma. Diciamo che sto dormendo sonni tranquilli. Il rapporto tra il Monte e la società è di collaborazione e di dialogo e va in un’unica direzione”.

Serie A: “Se detto tutto questo sarà serie A sicura? Non scherziamo. Il campionato di B è lungo, difficile e a dimostrarlo le difficoltà che squadre come il Torino o la Reggina stanno incontrando per risalire. Il calcio, ripeto, non è fatto solo di numeri e buoni propositi, non è un’addizione di addendi. Se mi pento di aver acquistato il Siena? Per carità di Dio. Assolutamente no, neanche per un secondo. Sono arrivato che il Siena era ultimo in classifica e con i rapporti completamente stracciati con il territorio. Piano piano le cose si stanno sistemando, ho bisogno di tempo e di essere messo in condizione di lavorare al meglio”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line