Mentalità, gestione e maturità. La Robur torna da Imola con un carico di certezze

Non basta un’Imolese arrendevole e confusionaria, lontana parente di quella che lo scorso anno aveva stupito un po’ tutti quanti, a spiegare la prestazione di una Robur apparsa in grande spolvero. Il rotondo 4-0 con cui i bianconeri hanno schiantato la formazione romagnola nasce da lontano ed è il frutto di una mentalità che Pagliuca sembra essere già riuscito ad inculcare ai suoi. Sottovalutare l’avversario dopo una prova pressoché perfetta come quella contro la Reggiana sarebbe potuto essere un rischio concreto, ma i bianconeri hanno approcciato l’incontro con la stessa determinazione delle scorse due uscite. Non è banale neanche il fatto che, in un contesto di tre impegni ravvicinati, la Robur abbia cambiato un solo interprete; arriverà anche il momento in cui dover gestire le energie, ma il tecnico bianconero ha saggiamente scelto di consolidare delle certezze che in questo inizio di stagione stanno fruttando ottimi risultati.

La partita è stata indirizzata sin dai primi minuti sui binari bianconeri, ulteriore testimonianza di come snobbare la contendente non sia prerogativa di questa squadra. Quando poi la gara è andata definitivamente in discesa, Pagliuca con i cambi ha potuto far rifiatare molti degli attori principali. Facendo un parallelo con l’atletica, la Robur ha ricordato un quattrocentista che, nei primi turni eliminatori di una grande manifestazione internazionale, sfrutta i primi 300 metri di pista per creare il solco con gli avversari, forte di una preparazione mirata all’appuntamento e di una superiorità generale, poi nel rettilineo finale chiude in scioltezza risparmiando quelle energie che saprà essergli utili più avanti. Un segnale di maturità di una squadra che dal canto suo ha ancora molti margini di crescita. Pagliuca può sorridere anche perché dopo tre giornate tutti gli attaccanti si sono già sbloccati, aspetto che mentalmente può fare la differenza per chi di mestiere deve spingere la palla in rete. Tante note liete per un solo obiettivo, quello di continuare a migliorarsi di partita in partita. Con i piedi – Pagliuca docet – sempre ben saldi a terra. (J.F.)

Fonte: Fol – Foto: ACR Siena