Comincerà ad ottobre la stagione di Matteo Menghi, che si è infortunato pochi minuti prima di Siena-Poggibonsi di Coppa e non ha ancora esordito in bianconero. “Le tempistiche non sono ancora precise, ma in un paio di settimane conto riaverlo a disposizione”, ha spiegato a “Al Club con la Robur” mister Bellazzini, che conta moltissimo sul calciatore cresciuto nella Viterbese. “È un attaccante completo, con buone doti tecniche. Sa legare il gioco, ha forza, fisicità e velocità, abbastanza potente per attaccare gli spazi. Ha segnato 15 gol playout compresi al Monterotondo, quindi è anche un giocatore che trova la via del gol. Un attaccante moderno, sarà sicuramente un elemento molto importante”.
Il tecnico bianconero si è soffermato anche su altri calciatori della rosa. Partendo dall’attuale sostituto di Menghi, Francesco Noccioli. “Non avevo in mente di usarlo falso nove. Francesco è un ragazzo di una intelligenza personale e calcistica incredibile, è uno di quei giocatori che potrebbero giocare in tutti i ruoli. Sono i giocatori che io amo perché la comprensione del gioco e l’intelligenza nel giocare in un sistema collettivo è per me un valore raro e molto prezioso. Ha giocato in maniera egregia, forse addirittura più di quanto mi aspettassi”.
Nardi, forse il calciatore più brillante della Robur finora, “lo conoscevo – prosegue l’allenatore – è un ragazzo di grandi qualità tecniche, non a caso viene dalla categoria superiore. È voluto venire qui fortemente per il modo di giocare che vogliamo mettere in piedi e credo che si sposi proprio bene con questo sistema”.
Tra gli undici in campo, l’esterno di destra, affidato a Tosini e Ciofi, è il ruolo forse più delicato e particolare. “Ci permette di passare da una fase all’altra, quindi servono giocatori che hanno caratteristiche molto precise – sottolinea Bellazzini – sono stati individuati giocatori adatti per quel ruolo, che difendono con la difesa a 4 da terzino destro e poi quando abbiamo la palla e ruotiamo diventa esterno alto a destra. Devi quindi saper difendere ma anche giocare negli ultimi metri. Ciofi e Tosini sono diversi, Jacopo è un giocatore più potente, Luca è più ordinato e disciplinato. Ciofi è certamente un giocatore di grande valore. Ci sarà spazio per tutti, anche lui potrà avere più minutaggio”.
L’ultima riflessione è sui centrocampisti centrali e sulle insidie dei campi pesanti, andando incontro alla stagione invernale. “Abbiamo costruito una rosa che fosse funzionale al modo di giocare che vogliamo avere e le partite non cambieranno per noi nei campi pesanti, nel senso che la palla resterà bassa e quando la alzeranno gli avversari noi la rimetteremo giù per giocare palla a terra. Andiamo avanti per questa strada in maniera molto chiara. I nostri centrocampisti centrali non sono di grande statura ma hanno grande forza e grande energia fisica. Non sono i classici play di una volta che magari hanno abilità tecniche, ma non corsa e dinamismo”. (G.I.)
Qui la prima parte dell’intervista. Qui la seconda parte sulla filosofia di gioco del mister, mentre qui si può rileggere la storia e la carriera di Bellazzini.
Fonte: Fol
