Mele tra magistratura e politica

Potrebbe avere strascichi giudiziari e anche politici la vicenda denunciata sul Corriere di Siena da Pietro Mele, socio di minoranza della Robu. in merito alla firma di delega che Antonio Ponte concesse oltre un mese fa ad Anna Durio nello studio notarle di Alfredo Mandarini. Da tempo con Mele stanno lavorando due studi legali pronti a portare tutte le carte in loro possesso ai magistrati i quali, una volta ottenute, saranno costretti ad aprire una indagine per indagare sulle accuse dello stesso Mele, ma anche di Ponte che parlano di "firma sotto intimidazione". Ma c'è di più. Ieri Eugenio Neri, ex sfidante di Valentini per la poltrona a sindaco ed ex consigliere comunale, ha sostenuto che le parole di Pietro Mele sono "dichiarazioni pesantissime che, se messe in relazione a quelle dell'assessore e del sindaco, richiedono chiarezza. Che ruolo ha giocato l'amministrazione in questa supposta estorta transazione? Come si spiegano le parole sulla concessione dello stadio?". "Se Mele non smentisce qui si conferma una immagine della città-illegale che tanto pesa su tutta la comunità, se poi c'è stato un avallo ai massimi livelli della politica" ha detto Neri. Giuseppe Giordano, consigliere comunale di Siena Rinasce potrebbe presentare anche una interrogazione urgente al sindaco. In ogni modo, almeno la questione legata alla nuova proprietà della Robur, non dovrebbe subire sconquassi. Secondo quanto sostenuto dai legali di Anna Durio, l'atto di proprietà sottoscritta non dovrebbe essere impugnabile. In tutta questa vicenda, però, la parola fine sembra non arrivare mai.

Fonte: Corriere di Siena