Mele: “Ho dato mandato per ristabilire la legalità. All’età di Trani andavo a scuola, non amministravo società”

Ad Antennaradioesse è intervenuto Pietro Mele ad un giorno dal suo ultimo comunicato in cui ha spiegato di aver dato mandato all’avvocato Giovanni Del Re di Roma di tutelare i propri interessi.

Lontano dai media – “Mi si deve dare atto che anche se si è cercato di trascinarmi dentro, sono sempre stato lontano dall’esposizione mediatica. Ho solo mandato comunicati per dovere di informazione e ho risposto cortesemente quando qualcuno mi ha intervistato. Non ho fatto uso di blog, interviste, parenti e amici. Il mandato all’avvocato non l’ho dato oggi. Oggi è stato finito il lavoro, sono partiti gli atti di citazione che non tutelano i miei interessi ma fanno sì che ci sia un ripristino della legalità. Questa vicenda andrebbe ricostruita punto per punto. Quello che è ovvio è che sono stato un socio super diluito, tutti i miei investimenti sono diventati poca cosa”.

Il collegio sindacale – “A febbraio non feci niente perché non avevo partner. Da consigliere di amministrazione ho avuto i partitari del bilancio, nonostante le tante richieste, il 20 di agosto. La Durio ha operato all’interno della Robur con il proprio consulente legale che non si sa bene se era dg o no. La mia azione è stata solo di legittimità e non mi è stata concessa. La ritengo un’assoluta illegalità, non sta certo a un soggetto nominato dai due contraenti di un contratto determinare se un socio possa esercitare il diritto di prelazione. Io ho fatto tutto secondo statuto. Ci sono stati fior di studi legali di livello nazionale che hanno attuato la procedura, ma è stata impedita da un soggetto che peraltro è presidente del Collegio Sindacale che per diritto societario dovrebbe essere una forma di controllo a tutela dei soci di minoranza. Il mio obiettivo è solo quello di ripristinare regole e legalità e portare a Siena investitori con programmi a lungo termine”.

Cosa succederà – “Non sta a me dirlo, ci saranno assistenze legali di alto livello, la finalità è di ripristinare uno stato di legalità che dovrebbe portare la società a chi ne ha diritto. Io non ho scelto la Durio, è stata una trattativa portata avanti dal presidente senza darne evidenza ai soci che di tutta questa storia hanno subito un danno enorme. Apprezzo il fatto che la Durio si sia avvicinata a Siena ma non il modo in cui l’ha fatto. Ha imposto una serie di metodi che non le competevano, una serie di atteggiamenti nei rapporti che non appartengono alla nostra cultura, ha cercato a livello mediatico di spiegare le truppe al fronte. Noi per l’ennesima volta abbiamo scritto una PEC per cercare di avere un incontro chiarificatore. C’è una situazione di bilancio che non è stata esposta”.

All’età di Trani – “Ponte ha deciso di cedere attraverso un percorso capzioso. I soci che mettono i soldi si aspetterebbero un livello amministrativo più alto. Ai tempi di Federico Trani andavo a scuola e non cercavo di amministrare società bestemmiando dagli skybox”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol