Mele: “Assemblea virtuale affinché Ponte divenga amministratore unico. Se il Siena sta giocando è per via della mia fidejussione”

A poche ore dalla notizia che Antonio Ponte avrebbe estromesso Pietro Mele dal CdA della Robur, l’ingegnere Mele in persona ha fatto chiarezza sull’accaduto. Queste le sue dichiarazioni su Antennaradioesse.

Assemblea virtuale – “La notizia è inesatta, Ponte non può rimuovere nessuno perché non ha le competenze. Ha solo convocato l’assemblea dove all’ordine del giorno c’è la revoca del mio mandato e il fatto che lui diventi amministratore unico. La curiosità è che non verrà convocata una vera assemblea, ma questa sarà telematica e i soci esprimeranno il proprio voto tramite una mail certificata. I soci vengono chiamati socini perché si dice abbiano messo pochi soldi, ma hanno versato 500-600 mila euro, quindi proprio socini non sono”.

Preoccupazione – “La necessità di questa assemblea è che Ponte diventi amministratore unico. Sono preoccupato di questo passaggio. Non sono mai riuscito ad avere libero accesso agli atti contabili. Lunedì prossimo avrei avuto la possibilità di andare finalmente in sede ed avere accesso agli atti e ieri sera è arrivata questa comunicazione. Questi sono i fatti”.

Affectio societatis – “La mia carica scade nel 2018, non è che in un giorno può essere revocata ma ci dev’essere una giusta causa. Nel virgolettato dell’ordine del giorno c’è scritto 'mancanza di affectio societatis'. Evidentemente la mia opera da agosto 2014 non è stata considerata come affetto societario. Più che metterci soldi, lavoro e soprattutto l’iscrizione ad entrambi i campionati, non potevo fare. Tutt’oggi la garanzia per l’iscrizione l’ho fornita io, il Siena sta giocando perché la fidejussione è a totale mio carico, io che ho l’1,21%”. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol