Melani: Dall’Inferno al Paradiso, a Sansepolcro un’emozione fortissima

Condivide tutto con i suoi ragazzi, gioia, dispiacere, sconfitte, successi. Gol parati e subiti. Un maestro, un amico, un braccio a cui appoggiarsi, una spalla su cui sfogarsi, una guida da seguire. Un giudice onesto. Il ruolo di Nicola Melani è delicato e lui lo svolge con grande passione. Lo vive. Come vive le emozioni dei suoi giovani campioni. Come ha vissuto quelle del giovanissimo Mattia Perin…

Mister, quali le emozioni del giorno dopo Sansepolcro-Siena?
“In venti anni di calcio non mi era capitato di vivere un'esperienza così forte. Sono molto amareggiato per Andrea, non se lo meritava: a parte Ponsacco, fino a ieri, aveva sempre fatto bene e poi avevamo lavorato molto sulle azioni offensive dei bianconeri. Probabilmente è stata proprio la troppa sicurezza a tradirlo. Non l'ha presa molto bene, fino a stanotte era molto giù. Ma già oggi ha ripreso e ridere e scherzare. Sono cose che capitano, deve essere forte e andare avanti”.
L'esordio con il botto di Biagiotti, invece, quanto la inorgoglisce?
“Dal primo giorno che ho visto Tommaso ho capito che ha grandi qualità. Tecnicamente è fortissimo. Ed è un ragazzo molto freddo. Lo ha dimostrato al Buitoni. Non sarebbe stato facile per nessuno entrare in quella bolgia, per parare un rigore pesantissimo. Si è messo i guanti convinto, certo che ce l'avrebbe fatta. Ha una forte personalità, nonostante l'età: ce l'ha fatta. Gli auguro di vivere altri momenti come questo, ma non credo che sarà così facile: ha esordito giovanissimo, con la maglia della squadra di cui è tifoso. Non capita a tutti, bisogna avere qualità e fortuna. Sarà uno dei ricordi più belli della sua vita”.
Dove era nel momento del rigore?
“Proprio dietro di lui. Ho cercato per quel che potevo di tranquillizzarlo, ma ho visto subito che era sereno. Al momento del tiro gli ho detto di andare a destra, già aveva capito tutto da solo…”.
Le prime parole nel post partita?
“'Sei un grande' e l'ho abbracciato”.
Caso vuole che adesso sarà in porta a giocarsi la promozione…
“È incredibile, anche se secondo me, l'emozione più grande l'ha vissuta a Sansepolcro. In lui rivedo molto Perin: l'ho incrociato negli Allievi della Pistoiese;  a quattordici anni si allenava già con la prima squadra, in C1. Se uno ha le carte, lo vedi subito. Tommaso deve solo crescere un po' fisicamente e ha ancora un paio di anni per strutturarsi. Con la sua tecnica e una corporatura più grossa può davvero arrivare lontano. Ma la promozione, se promozione sarà, è merito di tutti e tre i ragazzi che hanno indossato i guantoni. Anche Jacopo, che ha giocato titolare praticamente tutta la stagione, sta soffrendo per dover rimanere fuori. Se pensiamo che si è fatto male durante il riscaldamento, all'ultimo tiro… E non dimentichiamo Tassi, che domenica sarà in panchina: classe '97 anche lui si allena con noi da tempo. E' migliorato tanto negli ultimi mesi, fa parte del gruppo”.
Secondo lei, che ha l'occhio giusto, potranno sfondare questi ragazzi?
“Sono tutti portieri di prospettiva, ma devono rimanere con i piedi per terra. Il futuro devono costruirselo giorno per giorno. Hanno caratteristiche molto diverse, che siano caratteriali, fisiche o tecniche”.
La sua avventura in bianconero, mister?
“A Siena mi sono trovato benissimo. E' una città fantastica, la migliore che potevo trovare dopo i tredici anni vissuti a Pistoia. E' una città unica. Mi ha dato tanto, i senesi mi hanno dato tanto. Se mi chiedessero di firmare per rimanere i prossimi dieci campionati lo farei immediatamente. Non posso che ringraziare mister Morgia e la società per questa bella opportunità che mi hanno dato. E ovviamente tutta Siena”.
Le sue migliori qualità?
“Preferisco siano gli altri a dirle. Comunque credo di saper tirare fuori il meglio dai ragazzi che alleno. Ma puoi riuscirci soltanto se hai del materiale a disposizione”. (Angela Gorellini)

Fonte: Fedelissimo on line