“Me lo ha detto il mio amico del Kaz…” di Lallo Meniconi

“Me lo ha detto il mio amico del Kaz…”

Ma per quanto tempo ancora saremo costretti a sentire queste scempiaggini, da personaggi di dubbia moralità che hanno  l’aggravante di essere stati e di essere degli individui privi di scrupoli, con solo un obbiettivo dichiarato nella vita, quello di essersi votati al Dio quattrino.

Questi signori hanno avuto nella loro squallida vita, un dono di natura che li ha messi nell’invidiabile condizione di calcare i campi di gioco delle categorie professioniste, quel sogno che i nostri giovani ragazzi hanno fin da piccoli, quando cominciano a tirare i primi calci ad un pallone e lo hanno miseramente gettato alle ortiche, schiacciati dai loro vizi e debolezze umane.

Ogni giorno si aggiunge un nuovo capitolo a questa storia assurda che non sembra avere mai fine, alimentata da parassiti che hanno orbitato intorno a quel mondo dorato del calcio nazionale, portatori di quel germe infetto che sta attecchendo anche nei tessuti buoni del gioco più popolare del mondo. In questo dilagante fiume di dichiarazioni, non sappiamo più dove termina la verità e comincia la menzogna, visto che ormai è consuetudine tirare in ballo tutto e tutti, pur di alleggerire la propria posizione giuridica.

Tutto quello che sta diventando materiale di indagine è spesso il frutto di illazioni, di millanterie e anche di piccole vendette personali, con la confessione di fatti che non hanno la ben che minima possibilità di essere dimostrati. Raccontare degli avvenimenti solo per sentito dire, costituisce un gioco al massacro, dove trovano sfogo i “pennivendoli” della carta stampata.

Trovo giusta l’iniziativa del S.C. Fedelissimi di costituirsi parte civile, qualora ve ne fosse data la possibilità e spero vivamente che altre realtà possano prendere spunto da questa iniziativa, perché non si può infangare l’onore e il rispetto di persone e di Società di calcio, che hanno sempre operato nel massimo rispetto delle regole.

LALLO MENICONI.