Materazzi:”Io e il Siena vogliamo riemergere”

Passato da giocatore e da allenatore. Da qualche anno dirigente sportivo. Un figlio, Marco, difensore di livello internazionale, campione del mondo con la nazionale italiana nel 2006; un altro Matteo, procuratore, tra gli altri di Daniele Portanova. A Giuseppe Materazzi, il presidente della Robur Antonio Ponte ha deciso di affidare il titolo di direttore dell'area tecnica bianconera.

Materazzi, perché la scelta Siena?
«Perché è una piazza importante, che ha voglia di riemergere dopo anni difficili. Un po' come me».

Perché il Siena ha scelto lei?
«Da tanti anni conosco il mondo del calcio, credo di poter dare il mio contributo. Perché un domani la Robur non abbia bisogno di bussare alla porta di qualcuno, ma possa andare avanti con le proprie gambe. Ho conosciuto Ponte grazie a un amico comune. Mi ha chiesto se gli potevo dare una mano, io gli ho spiegato cosa si poteva e si sarebbe dovuto fare a Siena nel breve, nel medio e nel lungo termine. Ponte ha ritenuto valida la mia idea».

Quale allo il progetto?
«Nel breve termine andrà costruita una squadra che, da neopromossa, possa dire la sua nel campionato di Lega Pro. Non siamo in ritardo, guardandoci intorno, ma ci vogliamo muovere dando per prima cosa al Siena un mister. Nel medio dovremo compiere un ulteriore passo avanti e salire di categoria, ma senza dimenticare il Settore Giovanile che rappresenta non solo una risorsa per la prima squadra, ma anche un mezzo per creare talenti da vendere. Nel lungo periodo, quindi, avere la possibilità di andare avanti da soli, senza dover richiedere aiuti esterni».

Capitolo allenatore: oggi incontrerà Morgìa.
«Conosco Massimo da tanto tempo, ci siamo incrociati quando allenavo il Pisa e lui era nella Primavera (stagione 1987/88 ndr). Nei giorni scorsi ci siamo sentiti, ma è giusto parlarci di persona. Quando entri in un ambiente già costituito, anche se lo fai in punta di piedi, qualche movimento lo provochi. Non sono venuto a Siena per fare l'allenatore, non suggerirò mai formazioni o altro al tecnico, ma ho delle mansioni da svolgere. Sono a Siena per dargli una mano, per farlo lavorare nelle condizioni migliori».

Dalle sue dichiarazioni non ci sono dubbi sulla volontà di confermare il mister?
«Nessun dubbio, lo vogliamo noi, lo vogliono i risultati. Due promozioni e uno Scudetto centrati in due anni parlano da soli. Se non avessimo le idee chiare su chi dovrà guidare la squadra saremmo in alto mare… Ma non è così. Oggi mostreremo i nostri programmi, lui i suoi e speriamo che possano collimare».

Porterà con sé un collaboratoo comunque la affiancherà qualcuno nel percorso bianconero?
«Ho la fortuna di avere un figlio agente: io conosco la vecchia guardia dei dirigenti sportivi. Lui la nuova. Non lavorerà per il Siena ma mi sarà di appoggio. Poi mi guarderò intorno, ma prima di prendere una decisione voglio parlare con il tecnico e con chi ha svolto il lavoro di direttore sportivo quest'anno. Non voglio sbilanciare i rapporti o stravolgere gli equilibri, pur volendo dare il mio contributo in termini umani e di operatività». (Angela Gorellini)

Fonte: La Nazione