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Mastronunzio: “Un assegno a Carboni? No, lo ripago vincendo il campionato”

Al termine di Ancona-Siena, Guido Carboni aveva scherzosamente chiesto a Mastronunzio un assegno per dei mesi di stipendio mancati. L’episodio risale al 13 giugno 2009, quando la Vipera azzannò a dieci dalla fine il Rimini nello spareggio playout e vanificò quanto di buono fatto dall’allenatore di allora, ovvero Carboni. “Un assegno a Carboni? – risponde Mastronunzio ai microfoni di Antennaradioesse – Assolutamente no. Posso ripagare con i gol per provare a vincere il campionato. All’Ancona feci il mio dovere, mi salvai e il mister retrocesse. Adesso speriamo di poter gioire insieme”.

Condizione – “Oggi risonanza, in via di guarigione, mi conosco e le sensazioni sono buone. Domani proverò a fare l’amichevole con la Berretti e si capirà meglio.

Ambientamento – “Il merito dei ragazzi e Atzori, mi hanno accolto benissimo, ci ho messo del mio facendomi trovare bene. Le mie condizioni erano decenti, lavorando e giocando col gruppo ho acquistato maggiore condizione, e il gol di Pisa liberazione. Ma non vedo l’ora di farne altri. C’è da lavorare ancora, speriamo di cambiar rotta. È importante vincere, domenica sarà dura”.

Cambio di allenatore – “L’abbiamo vissuta male. Quando va male cambi l’allenatore ma eravamo noi ad andare in campo, era un fallimento anche da parte nostra. Dispiaciuto tantissimo ma è normale che si deve andare avanti nel migliore dei modi. Il mister nuovo si è messo a disposizione nostra, noi lo stesso. Non direi che c’è pressione sul reparto avanzato, è tutta la squadra che porta a far gol, come l’attaccante è il primo difensore in copertura”.

Vincere – “Da quando è arrivato il mister non mi sono mai allenato con la squadra, quando si cambia si tende anche noi a cambiare rotta, ma i metodi di allenamento non posso dire se son diversi. Occorre lavorare, seguire il mister come facevamo prima. I risultati erano altalenanti e la società ha deciso di far questo cambiamento, adesso dobbiamo solo andar compatti dietro Carboni e portar a casa queste due ultime partite. Da gennaio cercheremo di vincere il campionato”.

Penso solo al campo – “Sono tornato perché l’allenatore e la società mi hanno cercato, e l’ho fatto molto volentieri. Ho passato un anno bello con Conte, ho ricordi bellissimi, e poi sono ritornato a giocare dopo la squalifica. È stata veramente dura, aver preso una squalifica del genere per cose mai fatte. Ma adesso ho pagato e adesso sto rigiocando in un campo verde e vorrei pensare solo a questo”.

Il soprannome – “La Vipera è nata a Frosinone, mi ha chiamato così un gruppo di tifosi, poi da lì mi hanno continuato a chiamare in questo modo. Mi è piaciuto ed è rimasto. (Giuseppe Ingrosso)

Fonte: Fol