Mastronunzio e ….dintorni

Due sono le notizie di queste ultime ore che hanno suscitato qualche perplessità e qualche dubbio tra gli sportivi senesi.

La prima riguarda l’arrivo in prova di Salvatore Mastronunzio, un ex bianconero reduce da una lunga squalifica che vorrebbe rimettersi in gioco.

Lasciando da parte il falso moralismo circa le sue disavventure con la giustizia sportiva – per cui ha già pagato – quello che lascia perplessi è l’aspetto  prettamente sportivo. La domanda che in tanti si pongono è: può un giocatore di 36 anni suonati, dopo tre anni di stop forzato, riprendere a calcare un campo di calcio, in una categoria importante come la Lega Pro?  La valutazione sulle condizioni fisiche e psicologiche della Vipera spetterà alla società, ma il compito di chi è chiamato alla scelta non è certo dei più facili e il fattore rischio è molto elevato. Logica vuole che, in caso di tesseramento, Mastronunzio dovrà essere nelle condizioni per un immediato utilizzo, altrimenti non vediamo il motivo di ricorrere ad un giocatore disponibile solo tra qualche settimana, a ridosso quindi della  campagna trasferimenti invernale e la conseguente possibilità di ricorrere non solo ai giocatori svincolati. Niente di personale contro Salvatore Mastronunzio, sia ben chiaro, al quale siamo certi di poter garantire che, in caso di tesseramento, sarà sostenuto con lo stesso calore riservato a tutti coloro che difendono i nostri colori con l’impegno e l’attaccamento fino ad oggi dimostrato da chi è già nella rosa di Atzori.

 

L’altra notizia è legata all’accordo tra il Cagliari e il San Miniato.

Niente da dire, ovviamente alle due società, ma credo sia lecito chiedersi perché questo accordo non sia stato possibile siglarlo con la Robur. Più volte è stato dichiarato dai dirigenti bianconeri il loro impegno nel ricucire i rapporti – ormai inesistenti e non certo per colpa loro – con molte società dilettantistiche e di settore giovanile dell’intero territorio. La fine dell’AC Siena ha lasciato strascichi pesanti con più di una società, questo è ben noto a tutti e il lavoro di chi ora è ripartito non è certo facile né agevole, ma per chi punta molto sul settore giovanile – e non ha una scuola calcio – certe sinergie con le realtà sportive territoriali, sono troppo importanti, quasi vitali.

Nessuna vena polemica, ma solo uno stimolo a moltiplicare gli sforzi per evitare in futuro situazioni simili, perchè vedere la bandiera rossoblù del Cagliari sventolare accanto a quella di una gloriosa società di un quartiere della nostra città, fa male e non poco. (nn)

Fonte: Fedelissimo Online