“Mi sto comportando da buon vecchietto. Noi più esperti siamo pochi ma è bello per noi vedere i più giovani che crescono piano piano negli allenamenti. Poi io ho avuto la sfortuna, ma anche la fortuna, di vederli prima da fuori e poi da dentro. Per questo ho una visione molto chiara di quanto siano migliorati: mi ha fatto un certo effetto in positivo”. A parlare è Alessandro Mastalli, che ai canali ufficiale del Siena FC ha raccontato l’attuale annata in bianconero, vissuta prima da separato in casa e poi da protagonista: “I nostri giovani sono forti e sono stati ben indirizzati in un buon cammino. Se continuano così penso che possano arrivare a squadre professionistiche. Io spero ovviamente che questo accada con il Siena. La cosa più difficile è la testa, e questo glielo dobbiamo far capire noi che siamo più esperti. Non bisogna buttarsi giù al primo momento negativo, perché i momenti negativi ci saranno sempre, sia nella vita che nel calcio; se hai la forza di rialzarti e lasciare indietro il passato, riesci a fare bene. Io non sono un chiacchierone, parlo solo se c’è da dire qualcosa di importante, altrimenti cerco di dare l’esempio in campo e fuori. E poi, se ho anche solo una possibilità, faccio di tutto per giocarmela. È un po’ una mia etica. Sono sempre stato per lo “stai zitto e pedala”, per il non rispondere al rimprovero, fin dalle giovanili”.
La volontà del centrocampista bianconero è sempre stata quella di restare: “Perché sia io che mia moglie ci siamo legati molto a questa città: lo stadio, il tifo, la piazza, tutto ci ha colpito. Ci siamo integrati piano, piano e da questa estate ci siamo appassionati anche al Palio, grazie ad un amico che abbiamo conosciuto. La famiglia per me è fondamentale e io voglio che loro stiano bene. E quando ho chiesto al mio bimbo più grande se volesse andare via, lui mi ha risposto: no papà, questa è casa nostra”. “In squadra – prosegue – mi sono ambientato bene. Ovviamente sono più legato ai ragazzi che conosco dallo scorso anno, Giannetti e Cavallari, ma ho trovato un buon feeling anche con Andrea Conti. Devo dire, però, che sto bene in generale: sono tutti bravi ragazzi, penso proprio che si sia creato un gruppo solido. Chiaramente questa fase di passaggio non è stata semplice da affrontare, soprattutto per i più giovani. Quello che ho cercato di dirgli è che è importante ascoltare e cercare di modellarsi sulle richieste del nuovo allenatore. Penso che questo cambiamento, comunque, li aiuterà a crescere. A me è già capitato in passato di dover cambiare completamente modo di giocare a metà stagione. Nel calcio i primi che pagano sono gli allenatori, mentre noi giocatori restiamo e dobbiamo adattarci e crescere”. Spazio quindi agli obiettivi: “Fare ancora questo mestiere per otto, nove anni, perché è la mia passione, è la mia vita. E poi vedere il Siena tra i professionisti, con me dentro. So che non è facile, ci vuole anche fortuna, questa è una cosa che ho imparato negli anni, ma farò il possibile”.
Fonte: Fol