È Massimo Morgia il valore aggiunto

Il 2014 è alle spalle e con lui tutte le amarezze che ci ha propinato fino a quel maledetto 15 luglio quando nessuno ha cercato, seriamente, di salvare la Robur, abbandonandola ad un destino scritto da tempo.  La storia è comunque ripartita anche se nessuno potrà mai dimenticare quanto è accaduto e gran merito di questa rinascita deve essere assegnato ad Antonio Ponte e Massimo Morgia, il primo avendo iniziato la ricostruzione della società, il secondo per essere riuscito, attraverso i risultati e una filosofia lontana dalle logiche che imperano oggi nel calcio, a non disperdere un capitale di attaccamento e passione molto importante. Morgia ha portato sapienza e esperienza, cultura del lavoro e carisma, ma anche alcuni valori morali che il calcio ha perso da tempo. Il modello che sta nascendo a Siena in questi mesi potrebbe portare a risultati importanti e sarebbe opportuno che questa stagione rappresentasse solo la prima tappa di una lunga collaborazione con il tecnico. Il mondo del calcio, legato a schemi vecchi, condizionato da personaggi di scarso valore morale, saccheggiato da maneggioni e quant’altro, sta andando verso il collasso definitivo  e la Robur ha un’opportunità più unica che rara per provare a cambiare, se non il mondo di cui fa parte, almeno il suo modo di fare calcio.  Nelle stagioni dal 2000 al 2014, nelle casse del Siena è affluita una cifra tra i 300 e i 350 milioni di euro, grazie a sponsor, diritti televisivi, incassi e pubblicità. Di questa montagna di soldi non è rimasto niente, anzi  è rimasto un debito allucinante, quello che ci ha affossato, ma non un campo, non una struttura, niente di niente. Soldi buttati via in stipendi ai giocatori, percentuali a procuratori, ad affaristi, ad amici degli amici e così via. Da decenni parliamo di settore giovanile come risorsa imprescindibile, ma finora nessuno ha mai preso in considerazione seriamente questo aspetto.  Da quel calcio, che piaccia o no, siamo stati cacciati via, quel modello ci ha strangolato, ha distrutto i nostri sogni e non è poco che siamo ripartiti e con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Massimo Morgia è un valore aggiunto da sfruttare, mi si passi il termine, perché può essere determinante nei programmi futuri e nel modello che dovrà nascere, perché crede nei giovani, perché rifugge da ogni intrigo e condizionamento, perché guida uno staff a sua immagine e somiglianza, perché sa di calcio e, ancor di più, ne conosce tutti gli aspetti a 360 gradi, quelli sani e quelli da cui fuggire.

Ripartire da zero con programmi e persone all’altezza apre alla speranza e in attesa di una società più solida su cui Ponte sta lavorando, non facciamoci sfuggire l’opportunità di assegnare a Morgia un ruolo centrale nel progetto Robur dei prossimi anni. Buon anno a tutti! (nn)

Fonte: Il Fedelissimo