“Sto meglio, mi sono fermato precauzionalmente perché avevo riavvertito un fastidio del problema avuto prima del Montevarchi. L’ecografia aveva dato esito negativo ma non avevo sensazioni buone e ho preferito non rischiare”. Ha voglia di tornare in campo Bernardo Masini, che a Ghivizzano non era in lista e ha guardato la partita dagli spalti. “Una partita strana – spiega il centrocampista bianconero a Radio Siena Tv – il loro modo di giocare, molto simile a quello del Montevarchi, ci ha messo in difficoltà. Uno stile moderno, con fraseggi, costruzioni dal basso… a parte l’inizio, abbiamo un po’ sofferto il loro palleggio in maniera troppo passiva. Nel secondo tempo invece siamo stati più aggressivi, provando a fare la partita. È un pareggio che ci può stare. Ci lascia un po’ di rammarico perché scendiamo in campo sempre per vincere ma ci prendiamo questo punto che dà continuità”.
“Inizio ad abituarmi al fatto di essere un giocatore della squadra della mia città, inizio a prendere le misure – prosegue Masini – per me a livello lavorativo non cambia niente. Quello che facevo lo scorso anno continuo a farlo adesso, le pressioni e le responsabilità sono sempre alte. L’unica cosa ancora più positiva è che siamo tornati finalmente a casa, allo stadio. Non avevo mai indossato, nemmeno nelle giovanili, la maglia del Siena. Era un obiettivo che pensavo fosse sfumato. Vorrei che queste sensazioni durino il più a lungo possibile”.
“Del cambio societario l’abbiamo saputo il martedì, poi il venerdì si sono presentati al campo e li abbiamo conosciuti. Ci hanno assicurato sul fatto che niente cambiasse a livello tecnico e dirigenziale. Sarebbe ipocrita dire che quello che succede fuori non ci condiziona, che non ci facciamo caso. Leggiamo, ci informiamo, abbiamo a cuore la nostra causa. È anche vero che dopo il cambio societario il nostro modo di lavorare non è cambiato. Ci alleniamo e scendiamo in campo alla stessa maniera. Giacomini? Non ci abbiamo parlato, non so se avremo modo di farlo”.
Fonte: Fol
