Mario Lisi: Presidenti, che gente!

Lo schifo è talmente tanto che all’una di notte sono qui a battere sulla tastiera il mio pensiero sull’inconcepibile naufragio della Robur. E sto ripensando che un anno fa, quando un ex dipendente della società bianconera mi disse che la premiata ditta Durio-Trani era ormai in difficoltà, non volli credergli e lo salutai con una scrollata di spalle. Invece oggi con dolore mi accorgo che era tutto vero, che con il sanguinoso fallimento del Siena il Covid non c’entra nulla e penso che nemmeno l’andamento dell’impresa navale di famiglia c’entri qualcosa. Piuttosto, non si sarà mica interrotto il flusso dei soldi da mettere in lavatrice?!? Perché tante antieconomiche operazioni di mercato della dirigenza bianconera, il pervicace insistere su figure tecniche (Vaira su tutti) di comprovata mediocrità, così come i lunghi ed onerosi contratti sottoscritti con taluni calciatori sono troppo difficili da spiegare.

Forse la presidentessa ed il suo degno vice (sì, quel bravo ragazzo che si è più che altro fatto notare per le bestemmie urlate dalla tribuna d’onore e per avere sputato in faccia ad un arbitro) un giorno ci racconteranno la supercazzola finale ma non gli crederemo. Ammesso che abbiano il coraggio di farsi vedere. Ho sempre avuto la sinistra sensazione che fallire era, per chissà quale incoffessabile oscuro motivo, il vero obiettivo della presidente, forse già da quando si era permalosamente messa sulla difensiva verso pubblico e tifosi.

C’è modo e modo di fallire ma quello della Robur è indigeribile perché avvenuto in un modo del tutto assurdo, autolesionistico alla massima potenza, dunque indegno e – temo –  premeditato. Uno sfregio a decenni di storia e purtroppo anche un oltraggio alle tante persone – dirigenti, giocatori, tecnici, tifosi – che magari oggi non ci sono più ma che quella maglia bianconera l’hanno amata, difesa ed onorata sul serio nell’arco di oltre 120 anni.

L’Assessore Benini, che pochi giorni fa si era premurato di farci sapere che la Robur era passata in buone mani (sic!), ora torna a farsi vivo asserendo di non essere interessato a fare processi. Personalmente, pur non essendo un esperto di diritto, mi domando invece se la presidentessa non abbia leso interessi legittimi (come il professare la sana passione sportiva da parte dei senesi e l’immagine stessa della città) da poter far rispettare nelle sedi opportune.

Il grande Enzo Ferrari aveva intitolato “Piloti, che gente!” un suo libro nel quale raccontava i piloti passati per la sua gloriosa scuderia. Oggi, con la voglia di mandare fanculo tutto e tutti, viene da parafrasarlo quel titolo e, di fronte allo scempio perpetrato ieri dal patron Mezzaroma ed oggi da Nostra Signora delle Trofie, non posso fare a meno di pensare: “Presidenti, che gente!”.

Mario Lisi